Patente graduale: cos'è, come funziona e perché potrebbe cambiare la guida in Europa

Patente graduale: cos'è, come funziona e perché potrebbe cambiare la guida in Europa
La riforma della patente di guida per i giovani è già realtà in Irlanda del Nord e potrebbe diventare uno standard europeo. Un sistema in tre fasi che punta a ridurre gli incidenti stradali tra i neopatentati, con restrizioni precise su orari notturni e trasporto di passeggeri. Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla Graduated Driving License
26 febbraio 2026

Ogni anno, sulle strade di tutto il mondo, sono troppe le vittime di incidenti stradali, spesso e volentieri giovani guidatori. Spesso il denominatore comune è l'inesperienza: guidare è un'abilità complessa che non si acquisisce semplicemente superando un esame teorico e pratico, in moto o auto che sia. È proprio da questa consapevolezza che nasce la patente graduale, un sistema pensato per accompagnare i neopatentati verso una guida sempre più autonoma e sicura, riducendo progressivamente i rischi nelle situazioni statisticamente più pericolose.

L'Irlanda del Nord ha deciso di fare sul serio. A partire dal primo ottobre 2026, diventerà uno dei primi territori europei ad adottare ufficialmente la Graduated Driving License (GDL), una riforma definita dal ministro delle Infrastrutture Liz Kimmins come «la più significativa riforma del sistema delle patenti di guida nel paese da quasi 70 anni». La decisione non è casuale: nel 2024, ben il 24% degli incidenti gravi o mortali ha coinvolto guidatori tra i 17 e i 23 anni, una fascia demografica che detiene appena l'8% delle patenti in circolazione. Numeri che parlano da soli e che hanno spinto le autorità nordirlandesi ad agire con una riforma strutturale, non una semplice stretta sulle sanzioni.

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Cos'è la patente graduale

La patente graduale, o Graduated Driving License, non è una patente a punti né un semplice inasprimento delle pene per chi commette infrazioni. Si tratta di un approccio completamente diverso alla formazione dei nuovi guidatori: un percorso strutturato che prevede l'acquisizione progressiva dei privilegi di guida, sulla base dell'esperienza maturata e del comportamento tenuto alla guida. L'idea di fondo è semplice ma potente: imparare a guidare richiede tempo, pratica e contesti controllati, non basta un singolo esame per essere davvero pronti ad affrontare tutte le situazioni del traffico reale.

Questo modello non è una novità assoluta nel panorama mondiale. L'Australia fu pioniera già nel 1966, introducendo nello Stato del Nuovo Galles del Sud i primi elementi di un sistema graduale. La Nuova Zelanda adottò ufficialmente uno schema più completo nel 1987. Oggi, negli Stati Uniti, tutti e 50 gli stati hanno una propria versione della GDL, con variazioni principalmente legate agli orari del coprifuoco notturno per i neopatentati. Canada, Svezia e altri Paesi hanno seguito lo stesso percorso. L'Europa, storicamente, ha invece preferito il modello tradizionale basato su un singolo esame — ma qualcosa sta cambiando.

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Come funziona: le tre fasi della patente graduale

Il sistema della patente graduale si articola in tre fasi progressive, ciascuna con regole precise che si allentano man mano che il guidatore acquisisce esperienza.

  • La prima fase è quella dell'apprendimento supervisionato: il principiante può mettersi al volante soltanto in presenza di un adulto esperto, che funge da supervisore. È il momento in cui si accumulano le prime ore di pratica reale, in condizioni di rischio controllato.
  • La seconda fase — il cuore del sistema — è quella intermedia. Il neopatentato ottiene il diritto di guidare in autonomia, ma con limitazioni specifiche nelle situazioni statisticamente più pericolose: la guida nelle ore notturne e il trasporto di passeggeri coetanei, due contesti in cui la probabilità di incidenti gravi è significativamente più alta. In Irlanda del Nord, ad esempio, per i primi sei mesi i neopatentati under 24 potranno trasportare tra le 23 e le 6 di notte soltanto un passeggero di età compresa tra i 14 e i 20 anni, con eccezione per i familiari stretti. È previsto anche un periodo minimo obbligatorio di sei mesi di apprendimento prima di poter sostenere l'esame pratico.
  • La terza e ultima fase è quella della patente piena, ottenuta dopo aver superato indenni il periodo intermedio — la cui durata varia da Paese a Paese — o dopo aver affrontato ulteriori test avanzati. Solo a questo punto il guidatore ottiene tutti i diritti e le libertà connesse alla licenza di guida ordinaria.
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Funziona davvero? I dati confermano

Le evidenze scientifiche a supporto della patente graduale sono solide. Negli Stati Uniti diverse ricerche hanno registrato una riduzione degli incidenti tra i giovani compresa tra il 20% e il 40% dopo l'introduzione dei sistemi GDL. In Nuova Zelanda, le valutazioni condotte poco dopo l'adozione del modello hanno rilevato un calo del 25% degli incidenti con feriti tra i neopatentati. Uno studio sistematico su questi schemi ha inoltre confermato che le misure più efficaci sono esattamente quelle che l'Irlanda del Nord si appresta a introdurre: un periodo di apprendimento prolungato di almeno 12 mesi e le restrizioni notturne sul trasporto di passeggeri.

E l'Europa seguirà?

L'Irlanda del Nord, pur facendo parte del Regno Unito e non dell'Unione Europea, rappresenta un laboratorio importante per il vecchio continente. Non è detto che la patente graduale si diffonda rapidamente in tutti gli Stati membri, ma la storia insegna che le riforme efficaci in materia di sicurezza stradale tendono a fare scuola.

Se i dati nordirlandesi confermeranno nei prossimi anni i risultati già osservati altrove, sarà difficile per gli altri governi europei ignorare il modello.

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