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Dal caro pedaggi ai nuovi incentivi elettrici, passando per l'impennata delle polizze infortuni conducente: il 2026 porta cambiamenti significativi per i motociclisti italiani. Tra agevolazioni fiscali e rincari, facciamo il punto su cosa cambia davvero per chi guida moto e scooter.
Il 2026 si apre con una serie di novità legislative e tariffarie che ridisegnano il panorama della mobilità su due ruote in Italia. La Legge di Bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale negli ultimi giorni del 2025, introduce modifiche sostanziali che toccano ogni aspetto della vita quotidiana dei motociclisti: dai costi di gestione alle agevolazioni fiscali, dalle restrizioni alla circolazione urbana agli incentivi per l'elettrico.
Una svolta epocale nel mercato dei carburanti: per la prima volta nella storia recente, il gasolio supera il prezzo della benzina. La rimodulazione delle accise introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, in vigore dal primo gennaio, segna un'inversione di tendenza che avvantaggia direttamente i motociclisti.
La buona notizia è che chi guida moto e scooter risparmierà sul carburante: sommando le spese annuali, il costo complessivo della benzina risulterà inferiore rispetto al 2025. Il rovescio della medaglia riguarda il costo della vita: gli autotrasportatori, colpiti dal rincaro del diesel, trasferiranno l'aumento sui prezzi al consumo, con un impatto prevedibile sui prodotti al supermercato.
Le previsioni governative stimano un gettito aggiuntivo di 2 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030 grazie a questa riorganizzazione delle accise. Un risparmio alla pompa che potrebbe tradursi in un maggiore costo della spesa quotidiana.
L'aumento più clamoroso del 2026 riguarda le assicurazioni, ma è fondamentale fare chiarezza: la RC auto/moto obbligatoria rimane invariata. Il rincaro stellare colpisce esclusivamente la polizza infortuni conducente, una copertura accessoria che protegge il guidatore anche quando l'incidente è causato da lui stesso.
L'aliquota fiscale su questa polizza passa dal 2,5% al 12,5%, con un incremento del 500%. La polizza infortuni conducente copre i danni fisici del pilota anche in caso di colpa: per esempio se si brucia una precedenza o si causa un sinistro, mentre la RC base risarcisce solo gli altri coinvolti, questa copertura aggiuntiva protegge il conducente stesso.
Chi ha già sottoscritto questa polizza deve verificare attentamente i conteggi prima del rinnovo: l'impatto economico potrebbe essere significativo e rendere conveniente valutare alternative o rinunciare alla copertura.
Sul fronte del bollo auto si registra un mix di buone e cattive notizie. La principale novità positiva è l'esenzione totale per i contribuenti con reddito annuo inferiore a 8.000 euro: moto e scooter di questa categoria non pagheranno la tassa di possesso per il 2026. Resta da chiarire se il processo sarà automatico o richiederà una comunicazione all'Agenzia delle Entrate.
Confermati anche i vantaggi per la mobilità sostenibile: i veicoli ibridi ed elettrici immatricolati nel 2022 restano esenti dal bollo per i primi cinque anni dalla registrazione.
La cattiva notizia riguarda i veicoli sottoposti a fermo amministrativo: decade la deroga basata sulle sentenze della Corte Costituzionale e dal 2026 anche moto e scooter fermi dovranno pagare il bollo, al pari di quelli in circolazione.
Attenzione alle nuove scadenze: per i veicoli immatricolati nel 2026, il bollo scadrà nel mese successivo a quello di immatricolazione, un dettaglio da tenere a mente per evitare sorprese.
Una boccata d'ossigeno per chi ha debiti con il fisco. La Legge di Bilancio 2026 introduce la "rottamazione quinquies", uno strumento che permette di saldare le cartelle esattoriali in un massimo di 9 anni con 54 rate bimestrali.
Nel calderone rientrano anche le multe stradali non pagate iscritte a ruolo dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Importante precisazione: non si tratta né di una vera rottamazione né di un condono, ma di una semplice rateizzazione. I debiti vanno comunque saldati integralmente, ma con maggiore respiro temporale.
La questione autovelox rimane irrisolta nel 2026. Nonostante il censimento nazionale abbia prodotto una mappa dei dispositivi omologati e approvati, resta una quota significativa di apparecchi non ancora inseriti nell'elenco ufficiale. La disputa tra omologazione e approvazione continua a generare incertezza.
Parallelamente, si affianca il sistema Navigard, un ecosistema tecnologico integrato composto da telecamere, droni, sensori e apparecchiature per la gestione del traffico autostradale e la sicurezza degli utenti. Navigard controlla il comportamento dei mezzi pesanti, rileva automaticamente gli incidenti, monitora la velocità media (tecnologia tutor), pesa i veicoli attraverso sensori e integra il sistema C-ITS basato su 5G.
Quest'ultimo rappresenta la vera innovazione: permette la comunicazione in tempo reale tra veicoli predisposti e infrastrutture, avvisando direttamente l'automobile (o in futuro la moto) in caso di incidenti, maltempo o pericoli sulla strada. Un sistema che sarà fondamentale per i veicoli a guida autonoma, che potranno adattare automaticamente la propria condotta di guida.
Tema caldissimo: i pedaggi autostradali registrano aumenti pesanti, fino al 10-15% su tutta la rete italiana. La Corte Costituzionale, nell'ottobre 2025, ha bocciato il blocco tariffario promesso dal ministro Salvini ("Stop agli aumenti dei pedaggi entro fine anno"), aprendo la strada ai rincari.
Autostrade per l'Italia potrà recuperare gli adeguamenti negati negli anni precedenti, con effetti a cascata su tutti i caselli. L'Italia si conferma seconda solo alla Francia per costo dei pedaggi in Europa, con tariffe molto superiori rispetto a Bosnia, Croazia e ai paesi scandinavi dove alcune tratte sono addirittura gratuite.
Il paradosso è evidente: pedaggi carissimi a fronte di una manutenzione insufficiente e cantieri infiniti. Il rapporto qualità-prezzo della rete autostradale italiana resta uno dei punti più critici per chi viaggia su due ruote.
Dal primo ottobre 2026 entrerà in vigore (salvo ulteriori deroghe) il divieto di circolazione per moto e scooter Euro 0, 1 e 2 nell'Area B di Milano, la ZTL più estesa d'Italia. Un provvedimento già rinviato nel 2025 dall'amministrazione Sala con una deroga comunicata il 29 luglio.
L'incertezza regna sovrana: resta da vedere se anche per il 2026 arriverà un nuovo rinvio o se questa volta il divieto diventerà definitivo. Chi possiede veicoli in queste categorie deve monitorare attentamente gli sviluppi normativi per non trovarsi impreparato.
Gli incentivi per moto e scooter elettrici e ibridi tornano nel 2026 con uno stanziamento di 30 milioni di euro per le categorie da L1E a L7E. Le modalità restano simili agli anni precedenti: contributo del 30% sul prezzo d'acquisto fino a un massimo di 3.000 euro, che sale al 40% (tetto 4.000 euro) in caso di rottamazione di un veicolo da Euro 0 a Euro 3.
Due novità importanti: le risorse sono destinate esclusivamente ai privati (escluse le aziende), e un terzo del budget totale (circa 10 milioni) viene congelato per le due ruote, per evitare che i quadricicli elettrici esauriscano tutti i fondi disponibili.
L'allarme è sul futuro: il 2026 potrebbe essere l'ultimo anno dell'Ecobonus. Per il 2027 non è previsto alcun rifinanziamento del programma, con conseguenze potenzialmente negative per lo sviluppo del mercato della mobilità elettrica su due ruote in Italia.
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