Elettrico aprile 2026: mercato in positivo nel mese (+2,4%), ma quadrimestre in rosso

Elettrico aprile 2026: mercato in positivo nel mese (+2,4%), ma quadrimestre in rosso
Ad aprile le due ruote elettriche registrano 1.026 immatricolazioni, troppo poco per recuperare il passivo del quadrimestre che chiude a -6,56% e 2.293 unità totali. L'unico segmento genuinamente in salute sono le piccole moto elettriche e il perché è più interessante dei numeri
6 maggio 2026

Dopo il crollo verticale di febbraio (-50,87%) e il rimbalzo parziale di marzo (+8,86%), aprile porta il mercato elettrico a due ruote su un equilibrio precario: 1.026 unità immatricolate, +2,40% rispetto alle 1.002 dello stesso mese del 2025. Un risultato che ANCMA definisce positivo — tecnicamente lo è — ma che il mercato dei competitor termici contestualizza immediatamente: +23,25% per gli scooter, +3,65% per le moto nel medesimo mese.

Il dettaglio per segmento racconta una storia a tre velocità molto diverse:

Segmento Aprile 2026 Aprile 2025 Var. % Cumulato 2026 Cumulato 2025 Var. %
Ciclomotori elettrici 273 288 -5,21% 618 869 -28,88%
Scooter elettrici 648 672 -3,57% 1.333 1.493 -10,72%
Moto elettriche 105 42 +150,00% 342 92 +271,74%
Totale 1.026 1.002 +2,40% 2.293 2.454 -6,56%

Il cumulato del quadrimestre resta in territorio negativo: 2.293 unità contro le 2.454 del 2025, con un passivo del -6,56% che l'intermittenza degli incentivi Ecobonus non è riuscita a colmare. La struttura del problema è sempre la stessa: ciclomotori e scooter elettrici dipendono dagli incentivi, con attese e ritardi ed acquisti rimandati: sembrano fare più danni al segmento che dare spinta. Come avevamo già argomentato analizzando i dati del 2025, il mercato elettrico delle due ruote in Italia si muove al ritmo del calendario governativo, non al ritmo della domanda organica. E il cliente è confuso.

Ma l'eccezione c'è! E sono le moto

Il dato su cui cade l'attenzione è il +271,74% delle moto elettriche nel quadrimestre: 342 unità contro le 92 dello stesso periodo del 2025. È una crescita reale solo che è su basi ancora contenute in valore assoluto. Ha però una dinamica diversa da quella degli scooter. Le moto elettriche non beneficiano in misura significativa dell'Ecobonus — i modelli più venduti in questo segmento sono prevalentemente fuoristrada e non rientrano agevolmente nelle categorie incentivate — e quindi la loro crescita ha una natura più strutturale: nuovi modelli sul mercato, nuova domanda.

Proprio sul segmento enduro elettrico è arrivato di recente un comunicato da parte di Talaria che fornisce interessanti dati di dettaglio sul primo trimestre 2026. Nel Q1 2026 (gen+feb+mar) le moto elettriche immatricolate in Italia sono state circa 237 unità e la ripartizione per brand indicata da Talaria vede al primo posto la nuova Komodo con 91 immatricolazioni, seguita da Stark Varg con 58 e da Zero Motorcycles FX con 9. Tre brand che insieme coprono circa i due terzi del segmento moto elettriche con tre modelli off road.

Detto senza gli orpelli del comunicato originale: la Talaria Komodo è la moto elettrica più immatricolata in Italia nel primo trimestre 2026, davanti alla Stark Varg e Zero FX e la cosa che troviamo interessante è che pur essendo tutte e tre delle enduro, si rivolgono di fatto a clienti parzialmente diversi.

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Il nodo strutturale non è risolto

Il mercato elettrico delle due ruote in Italia resta spaccato in due blocchi con logiche opposte. Da un lato scooter e ciclomotori elettrici, che funzionano come mercati sussidiati: la domanda c'è, ma si attiva solo quando l'incentivo è disponibile, e si congela appena i fondi si esauriscono. I dati del quadrimestre — ciclomotori a -28,88%, scooter a -10,72% — riflettono ancora l'effetto-febbraio, il mese del congelamento totale in attesa dell'apertura Ecobonus.

Dall'altro lato le moto elettriche, in particolare nel segmento off-road/enduro, che mostrano una crescita legata all'allargamento dell'offerta commerciale e alla capacità dei nuovi modelli di intercettare una domanda genuina. È ancora un mercato piccolo-piccolo in numeri assoluti, ma è l'unico comparto in cui si intravede qualcosa che assomiglia a una transizione reale, non a una distorsione statistica prodotta dai click-day dell'Ecobonus.

La sfida per il 2026 — e per gli anni a venire — è capire se e quando questa logica riuscirà a estendersi anche allo scooter urbano, che è il vero cuore del mercato delle due ruote in Italia. Finché la risposta sarà "solo con l'incentivo", i grafici continueranno ad avere la forma delle montagne russe.