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Marzo 2026 porta 649 immatricolazioni nel segmento elettrico moto e scooter, con una variazione di +8,53% rispetto alle 598 unità dello stesso mese del 2025 nel quale - ricordiamo - NON aveva pesato chiaramente il fenomeno "fine serie". Dopo il tracollo di febbraio, quando il mercato aveva perso oltre la metà dei volumi (-50,87%) in attesa dell'apertura degli incentivi Ecobonus, il rimbalzo era atteso e in qualche misura scontato. Resta comunque un segno più, e in questo contesto ogni segno più è benvenuto.
Il dettaglio per segmento racconta però una storia meno uniforme:
| Segmento | Marzo 2026 | Marzo 2025 | Var. % |
|---|---|---|---|
| Ciclomotori elettrici | 176 | 267 | -34,08% |
| Scooter elettrici | 381 | 309 | +23,30% |
| Moto elettriche | 92 | 22 | +318,18% |
| Totale | 649 | 598 | +8,53% |
Gli scooter elettrici trainano la ripresa con +23,3% e 381 unità, mentre le moto elettriche fanno segnare un +318% che suona impressionante ma vale solo 92 pezzi su base di confronto bassissima (22 unità a marzo 2025) e che probabilmente si spiega con l'arrivo in concessionaria di alcuni nuovi modelli: bastano poche demo bike immatricolate per passare da un segno meno ad un segno più. I ciclomotori elettrici, invece, continuano a soffrire: -34,08% a marzo, in controtendenza rispetto ai cinquantini termici che nello stesso mese crescevano del +37%.
Il rimbalzo di marzo non basta a raddrizzare (ancora) il cumulato. Nel primo trimestre 2026 le due ruote elettriche totalizzano 1.264 unità, contro le 1.452 del primo trimestre 2025: -12,95%. Un dato che riflette quasi interamente il crollo di febbraio, mese in cui l'attesa dell'apertura degli incentivi aveva di fatto paralizzato la domanda.
| Segmento | Q1 2026 | Q1 2025 | Var. % |
|---|---|---|---|
| Ciclomotori elettrici | 345 | 581 | -40,62% |
| Scooter elettrici | 685 | 821 | -16,57% |
| Moto elettriche | 234 | 50 | +368,00% |
| Totale | 1.264 | 1.452 | -12,95% |
I ciclomotori elettrici sono il segmento più in difficoltà: -40,62% nel trimestre, un dato che stride con la crescita del +29,39% dei cinquantini termici nello stesso periodo. Paradossalmente, l'unico segmento in forte crescita sono le moto elettriche (+368%), ancora su volumi molto più che contenuti ma con una traiettoria che inizia a riflettere l'allargamento dell'offerta commerciale nel segmento medio-alto.
Come avevamo già rilevato nell'analisi del 2025, il mercato elettrico delle due ruote in Italia è strutturalmente dipendente dagli incentivi pubblici. E marzo 2026 lo dimostra ancora una volta, nel modo più plastico possibile.
L'apertura dell'Ecobonus 2026 per le due ruote elettriche ha fatto registrare scene già viste: i fondi stanziati sono stati esauriti nel giro di poche ore dall'apertura della piattaforma. Il risultato? Una domanda che si concentra in un lasso di tempo ristrettissimo, poi il vuoto.
Questo schema si ripete con una regolarità che dovrebbe far riflettere. Quando l'incentivo c'è, la domanda esiste e si precipita a usufruirne. Quando non c'è, o è esaurito, la domanda non scompare: si congela, in attesa della prossima finestra. È esattamente quello che hanno fotografato i dati di febbraio (-50,87%) e, in misura minore, il rimbalzo di marzo.
Il problema non è l'incentivo in sé, strumento legittimo di politica industriale e sicuramente utile per spingere modelli a zero emissioni. Il problema è la sua struttura: fondi limitati, apertura a sportello, esaurimento fulmineo. Il risultato è un mercato che non cresce organicamente, ma si muove a strappi, al ritmo delle finestre governative e che fatica a stare in piedi sulle proprie gambe. Una domanda "vera" — quella che si regge senza sussidio — stenta ancora a emergere, sia per ragioni di prezzo (i veicoli elettrici restano mediamente più cari dei termici equivalenti), sia per un'infrastruttura di ricarica domestica e pubblica che non è ancora una certezza per tutti gli acquirenti.
Finché il mercato elettrico delle due ruote in Italia si misurerà sul calendario dell'Ecobonus anziché sui fondamentali della domanda, i dati mensili continueranno a rimbalzare e a non farci davvero capire la portata e la potenzialità concreta di questo segmento.