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La customizzazione estrema è da sempre anche e soprattutto provocazione. Molte volte a manifestazioni come Motor Bike Expo di Verona o il Rombo di Tuono, giusto per citarne due celebri sul nostro territorio, rimaniamo ore ad osservare delle creazioni che sono più interpretazioni artistiche che veicoli veri e propri. Da qui nasce spesso la discussione tra appassionati: ma è necessario? ma a che serve? Ma... Perché?
Proprio perché come ogni forma d'arte è un modo per esprimere qualcos'altro, non è soltanto dare una personalità ad una moto, ma creare qualcosa di nuovo. Talvolta siamo davanti appunto ad una provocazione altre volte si tratta di visione (e in molti casi... A nessuna delle due). In alcuni casi però questo confine è difficile da delineare come avviene per le due personalizzazioni di cui parliamo oggi e in particolare per una delle due.
Prima delle moto, vediamo allora le mani che ci hanno lavorato. Da un lato abbiamo Richard Rawlings, fondatore del Gas Monkey Garage di Dallas e volto noto della televisione americana grazie al programma Fast N' Loud: uno che con le moto a benzina ci ha costruito una carriera, un brand e il proprio business. Dall'altro c'è Jeff G. Holt, mastermind di V-Twin Visionary — nome che già da solo dice tutto sull'universo di riferimento, quello del bicilindrico, dello scarico che borbotta, della meccanica in bella mostra.
Eppure, eccoli entrambi alle prese con una moto che non fa rumore.
In vista del festival Mama Tried Motorcycle Show 2026 a Milwaukee - lo stesso in cui Harley-Davidson ha portato questa fantastica RMCR - i due sono stati incaricati di lavorare su due LiveWire S2 Alpinista con direzioni diverse.
Il desiderio del brand elettrico di H-D era naturalmente quello di mostrare le potenzialità anche sul fronte della personalizzazione di quella che è la piattaforma più versatile in gamma.
Il progetto di Gas Monkey Garage è esattamente quello che ci si aspetterebbe da Rawlings, uno che ci ha sempre abituato agli eccessi: la commistione tra chopper in stile anni Settanta e moto del futuro ha creato un'identità visiva forte che colpisce e non si può ignorare. La moto grida "custom" in ogni dettaglio, compensando con la forma quello che il powertrain elettrico non può offrire in termini di suono e fisicità meccanica. Eppure attorno al powertrain elettrico rimane compatta mostrando un'inaspettata coerenza.
V-Twin Visionary sceglie invece la strada della reinterpretazione estetica pura: meno voli pindarici, più coerenza di design e piacere di guida. La S2 di Holt diventa quasi un esercizio di stile, la dimostrazione che una moto elettrica può funzionare come tela bianca — libera dai vincoli progettuali imposti da scarichi, serbatoi e motori da valorizzare o nascondere. In un certo senso, più facile da customizzare, meno azzardata, meno visionaria, meno per l'appunto eretica. In altre parole molto più facile da assimilare al primo sguardo e in grado di suscitare maggiormente un desiderio di emulazione.
L'operazione voluta da LiveWire ha una logica precisa e comprensibile: incuriosire, attrarre il grande pubblico all'elettrico rimanendo nel territorio d'elezione del motociclista "duro e puro". Chi ha un rapporto di diffidenza - per non dire ostilità - verso l'elettrico continuerà anche dopo questo ammirabile esercizio a rimanere fermo nelle proprio posizioni, ma almeno avrà visto qualcosa di diverso, provocatorio. Chi invece ha già curiosità per questo tipo di propulsione può trovare ben più di un argomento di conversazione, può trovare uno spunto, una visione come dicevo all'inizio. Usare due nomi di peso del settore come Rawlings e Holt è un modo per dire che se anche loro ci mettono le mani sopra, forse non è poi così un'eresia, no?
Certo due special "famose" e ben riuscite non basteranno a convincere una sottocultura intera, ma non è neppure necessario che lo facciano. Anche se negli States ben più che da noi, la dicotomia tra I.C.E. ed EV's è ancora molto netta, forse è il momento di considerare tutto per quello che è: motociclette. Quell'oggetto magico che ci fa volare a prescidere da quale forza misteriosa ci sta spingendo.
Nel frattempo LiveWire prosegue passo dopo passo la propria espansione europea — presente in Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unido — e annuncia nuovi modelli in arrivo. Probabilmente più che nuovi modelli bisognerebbe concentrarsi sulla vendita di quelli che già ci sono perché i conti al momento ancora non tornano. Che la strategia delle collaborazioni custom serva anche a fare un po' di rumore — stavolta decisamente in senso figurato... — è lecito, ma queste moto bisognerebbe anche vederle, toccarle, provarle e... poterle comprare. Attendiamo fiduciosi.
LiveWire
Via Privata Bastia, 5
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