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Qualcuno dalle parti di Milwaukee dev'essere caduto dalla sedia quando ha visto il prezzo della nuova Honda WN7 e calcolatrice alla mano deve essersi anche messo a fare per bene qualche conto. Fatto sta che sul sito ufficiale di LiveWire il prezzo della sua ammiraglia, la One, risulta ora essere di 15.190 euro con un taglio di "appena" 10.000 euro! Ma come può essere?
La WN7 che abbiamo provato al debutto solo pochi giorni fa, viene proposta al lancio esattamente a 15.190 euro. Perciò la scelta di LiveWire di allinearsi alla concorrente giapponese - benché non sia stata dichiarata - ha tutta l'aria di essere proprio una sfida diretta. Un po' come dire se lo fanno loro, lo facciamo anche noi, ma con più batteria e più motore. Se pensiamo che quando debuttò nel 2019 (ancora con il marchio Harley-Davidson) costava la bellezza di 30.000 euro, possiamo con stupore constatare che in appena sei anni la One abbia visto il suo prezzo letteralmente dimezzarsi senza, però, che ci siano state rinunce sul piano tecnico.
Vale la pena ricordare, a tal proposito, che la One non è affatto un prodotto da trascurare perché, seppur sia nata prima, ha prestazioni superiori rispetto alla Honda che ha scelto di puntare più alla patente A2. La One ha un motore da 105 CV ed una batteria da 15,4 kWh, dichiara un'autonomia in città di 235 km. Offre anch'essa la ricarica rapida in DC e standard in Tipo2, ha un'accelerazione di appena 3 secondi per lo 0-100 km/h però ha una presenza maggiore rispetto alla WN7, con un peso di 255 kg. Avendole provate entrambe possiamo confermare che si tratta di due ottime esperienze di guida ma che la LiveWire risulta sicuramente più impegnativa per prestazioni e massa. A suo favore appunto l'autonomia maggiore.
Finora, però, un confronto diretto tra le due sarebbe stato fortemente limitato da un prezzo che penalizzava decisamente la One. Vederle ora allineate sulla stessa cifra invece può riaprire l'interesse sull'americana e rimetterla in gioco.
Certo che tagliare così tanto il prezzo di listino è una mossa molto rischiosa tanto da apparire quasi disperata. Quasi sicuramente è inedita nel nostro settore nel quale abbiamo assistito e stiamo assistendo a tagli anche importanti ma non nell'ordine dei diecimila euro o del 50%. Sappiamo benissimo che quando posizioni un marchio ed un prodotto ad un determinato livello e successivamente scendi con la richiesta è quasi impossibile ritornare poi al livello iniziale. Suona un po' come un'ammissione di un errore e hai voglia a giustificare poi con costi ammortizzati quando in realtà è chiaro non sia stato ammortizzato granché visto che la diffusione del modello è stata alquanto limitata e il resto della gamma ha peraltro una diversa piattaforma. Un ulteriore rischio è quello di uccidere il mercato dell'usato perché chi oggi volesse vendere una One di seconda mano si troverebbe a fare i conti con la stessa moto nuova che quasi sicuramente costa meno di quanto pensava di riprendere. Per prendere una decisione così difficile, in LiveWire devono aver considerato che evidentemente l'impatto sull'usato e sull'immagine sono inferiori ai benefici di un nuovo posizionamento e della possibilità magari di ingolosire qualche potenziale cliente. Chissà se la mossa audace pagherà, intanto da osservatori non possiamo che constatare che il mercato della moto elettrica comincia, perlomeno sulla carta, a diventare più competitivo e ci possiamo augurare che questa competizione possa concretamente portare dei benifici per chi quelle moto le vuole comprare e usare. Siamo persuasi che qualora le moto elettriche riuscissero ad essere più competitve in termini di prezzi, il cliente soprattutto cittadino potrebbe davvero prenderle in considerazione.
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