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Riyadh, Arabia Saudita, 10 Gennaio 2026. “Ecco quelli che si fanno la passeggiata!” Così erano additati i partecipanti alla Dakar Classic, un’idea di David Castera, io direi in collaborazione con Edo Mossi, insomma l’ASO delle grandi risorse. Invece non lo è. È un’altra cosa, d’accordo, ma ha la sua valenza. È una cosa seria. L’idea era, ed è, quella di riportare nel Deserto e ai bivacchi le vecchie glorie. All’inizio erano più che altro le Macchine, le sole ammesse, ma ben presto sono spuntati come funghi, anzi come orsi dal letargo, i protagonisti dei tempi d’oro. Campioni, Manager, Preparatori, Costruttori. Si son riviste macchine da far accapponare la pelle, e subito dopo, quasi in contemporanea, gli “autori” di dieci o venti Dakar, assi del volante e delle moto, Campioni del Mondo quando il massimo Titolo si chiamava Coppa del mondo. La Classic ha un difetto, ve lo diciamo subito: non contempla la partecipazione delle Moto. Provvedere, per favore!
Si è cominciato a Yambu, e si finirà Yanbu. La Dakar non fa sconti neanche quando potrebbe. C’è anche una specie di Jolly, tuttavia, ed è la possibilità di optare per un tracciato semplificato dal punto di vista delle difficoltà. Il problema è che il jolly si chiama “Variante dei Polli”, e quindi va da sé che nessuno, o quasi, osa rischiare di subire l’onta. Una delle bellezze della Classic è che è una vera e propria scuola di Deserto, intesa anche dal punto di vista del godimento dell’ambiente naturale e delle sue meraviglie. È un viaggio, magari per chi può permetterselo, ma questo non cambia le carte in tavola. E non è facile!
“Noi” siamo forti. Son scesi in campo gli assi della storia, per esempio i Team di Renato Rickler e di Maurizio Traglio, sono state riportate all’antico splendore le Mitsubihi e le Nissan della Storia, sono arrivati dei pezzi da novanta come le affascinanti repliche delle Porsche 959 e gli Unimog. Soprattutto, sono arrivati quest’anno 100 partecipanti, limitati da un tetto degli organizzatori, e di questi un quarto sono italiani. Si vede che abbiamo buon gusto.
Ecco i “nostri” (le classifiche, che ci vedono tra i migliori, sul sito ufficiale):
#701 Maurizio Traglio - Rudy Briani - Nissan
#705 Marco Ernesto Leva - Alexa Giugni - Mitsubishi
#709 Paolo Bedeschi - Iader Giraldi Toyota J8
#719 Luciano Carceri - Fabrizia Pons - Isuzu
#721 Gian Paolo Tobia Cavagna - Francesco Proietti - Nissan Patrol
#723 Francesco Pece - Simona Morosi - Nissan Terrano
#724 Renato Rickler Del Mare - Massimo Gabrielleschi - Mitsubishi
#731 Josep Unterholzner - Franco Gaioni - Mitsubishi Pajero
#738 Alessandro De Meo - Claudio Pelizzeni - Mitsubishi Pajero
#749 Damiano Lipani - Maurizio Dominella - Mitsubishi Evolution
#751 Henry Favre - Alessandro Iacovelli - Mitsubishi Pajero
#753 Giuliano Bergo - Francesca Gasperi - Mitsubishi Evolution
#754 Filippo Giorgio Colnaghi - Irene Saderini - Nissan Patrol
#758 Michele Bini - Daniele Manoni - Mitsubishi L200
#775 Davide Facchini - Francesco Minghetti - Mitsubishi Evolution
#781 Lorenzo Delladio - Guido Guerrini - Porsche 959
#782 Paolo Fellin - Werner Gramm - Porsche 959
#897 Francesco Valente - Vichi Carlevaris - Mercedes G
#903 Giuseppe Francesco Simonato - Alexander Sorbelli - Wade Syndiely - IVECO 190
#908 Marino Mutti - Angelo Fumagalli - Mercedes Unimog
#912 Andrea Cadei - Stefano Sbrana - Marco Valentini - Fiat 80 16
#914 Giorgio Vincenzo Porello - Simone Casadei - Gianluca Capelli - IVECO Magirus
#917 Andrea Pozzetti - Luca Marini - Enea Martino Corna - IVECO EuroCargo
#924 Rachele Somaschini - Monica Buonamico - Serena Rodella - Mercedes Unimog
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