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Chalon-sur-Saône, Francia, 9 Marzo. Disquisire sull’età di Matusalemme è subito diventato un gioco fantastico a chi la spara più grossa, al punto che, paradossalmente, per riportare i parametri con i piedi per terra si è dovuto chiamare in causa il re della fantascienza, Isaac Asimov. Comunque noi stiamo al gioco e lo spingiamo oltre. E che cosa ha fatto, o avrebbe potuto fare, Matusalemme per rendere interessanti i suoi 969, 120 o i già poco verosimili 70 anni (siamo all’aspettativa dei nostri giorni) della sua vita? Forse diventare Campione del Mondo. Più interessante ancora, diventarlo una volta per tutti gli anni che andava inesorabilmente compiendo. 969 volte Campione del Mondo! Non suona poi così male. Certo è incredibile…
E allora restiamo in assoluto clima di incredibilità, per non dire incredulità, nel riportare l’ennesimo successo di sua maestà Tony Bou, il faraone, l’imperatore, il re, il presidente del trial planetario, che l’altra sera a Chalon-sur-Saône ha conquistato il suo 39° Titolo di Campione del Mondo aggiudicandosi il Mondiale X-Trial 2026. Nello specifico il 20° indoor. Ecco, Antoni Bou i Mena, detto “Toni”, Piera, 17 Ottobre 1986, ha da poco compiuto 39 anni, e da ancora meno conquistato il suo 39° Titolo. Un anno fa ci chiedevamo dove vuole andare a parare, un anno dopo metteremmo volentieri in sospeso la domanda, pronti ad aspettare con infinita pazienza che Toni ci risponda con i fatti un giorno che immaginiamo ancora lontano a piacere.
In Francia, quando alla conclusione della serie mancano ancora le prove di Lisbona e Tarragona, Toni Bou ha chiuso la partita in anticipo, relegando il pur bravo compagno di Squadra Gabriel Marcelli ad un immodificabile secondo posto, e Jaime Busto al terzo. Brutta storia, far coincidere la propria traiettoria agonistica con quella di un imbattibile, eh?! La Honda-Montesa del Team Repsol-Honda cucita addosso per sempre, Toni va avanti per la sua strada, ovvero per quella pista che non sembra avere ancora definito il rettilineo di arrivo. E poi siamo ancora in pieno calendario. Dopo Aprile, da Maggio c’è la stagione all’aperto, il Mondiale TrialGP che si conclude a settembre, ancora un mesetto prima del quarantesimo compleanno. In Francia Toni Bou ha mandato in campo ancora una volta quel qualcosa in più, a dispetto di un paio di lesioni tendinee alla spalla destra, che il fuoriclasse sa richiamare quando l’appuntamento è o può essere decisivo. Quell’ulteriore salto di qualità che crea un nuovo quanto di differenza. Niente da fare, alla soglia delle 100 vittorie indoor (e oltre le 260 complessive), questo è essere Toni, G.O.A.T (Great Of Al Time) più che mai!
Ora, cerchiamo di non fraintenderci. Siamo partiti da Matusalemme e dal gioco dell’età diventata fantasia dei numeri, ma Toni non è affatto né un “Matusa” né una fantasia. Tuttavia l’espediente è buono per parlare d’altro: la longevità agonistica nel Motorsport. Materia ormai difficile da “recintare” correttamente. È vero, qui c’è in ballo un talento fuori dal comune, ma sicuramente entrano in gioco, oltre alla “tenuta” e l’integrità fisica, l’età… psicologica e la motivazione. Penso sempre a Carlos Sainz Senior, che a 63 anni è ancora un Campione della Dakar, e mi dico, per estensione guardando a Toni come a un ragazzino, che c’è dell’altro, almeno nello specifico, che va oltre l’ambizione: una grande, inesauribile passione e, certamente, l’incredibile bagaglio di esperienza che aumenta continuamente di volume e di peso. Un pacchetto che, così confezionato, “rischia” certamente di portare Toni ancora molto, molto lontano!
Intanto, dunque, congratulazioni, ci sentiamo a fine settembre.
© Immagini Honda, Repsol