MotoGP 2026. La lezione di Maverick Viñales che ha sbloccato Pedro Acosta a metà stagione: “Se Maverick arriva quarto, tu devi arrivare terzo. Solo allora potremo parlare della moto”

MotoGP 2026. La lezione di Maverick Viñales che ha sbloccato Pedro Acosta a metà stagione: “Se Maverick arriva quarto, tu devi arrivare terzo. Solo allora potremo parlare della moto”
In un momento di crisi per KTM, Pit Beirer rivela come la fiducia di Viñales sia stata decisiva per scuotere Pedro Acosta: “I piloti pensavano che la moto non fosse competitiva, ma Maverick diceva che era da podio”. Una sfida che ha dato la spinta necessaria allo spagnolo per chiudere il Mondiale al quarto posto
20 gennaio 2026

Ad inizio stagione 2025, il pilota di punta della KTM, Pedro Acosta, ha incontrato diverse difficoltà nel trovare il giusto feeling con la moto. Problemi che ne hanno condizionato i risultati nella prima parte dell’anno, prima di una continua crescita da metà stagione in avanti, che gli ha permesso di chiudere il campionato in quarta posizione, davanti a Pecco Bagnaia.

Situazione opposta per Maverick Viñales. Lo spagnolo aveva iniziato la stagione in modo convincente, arrivando anche a giocarsi una gara in Qatar (risultato poi annullato), prima di un infortunio che lo ha costretto ad uno stop.

A sottolineare l’importanza del suo contributo è stato Pit Beirer, direttore motorsport di KTM, in un’intervista rilasciata a Speedweek: “Maverick ci ha salvato la pelle. I piloti cominciavano a pensare che la moto non fosse competitiva e non avevamo ancora nuove attrezzature. Maverick, invece, continuava a dire che la moto era abbastanza buona per salire sul podio”.

Secondo Viñales, infatti, era soprattutto una questione di adattamento, come spiega lo stesso Beirer: “Si diceva che non avesse ancora capito completamente la moto. Proveniva dall’Aprilia ed era convinto che la nostra moto fosse migliore e che con quella saremmo potuti salire sul podio”.

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La svolta di Pedro al Mugello

Mentre Acosta faticava ad esprimere il suo potenziale, il Mugello ha rappresentato un momento chiave per la KTM. Beirer lo racconta così: “Al Mugello è arrivato improvvisamente quarto nella gara sprint (Maverick, ndr), a soli cinque decimi da Pecco Bagnaia sulla Ducati ufficiale, già due volte campione del mondo. Certo, Marc Marquez è tutta un’altra storia. Ma eravamo a un passo dal podio, e questo con il vecchio equipaggiamento. In quel momento sapevamo di avere tutte le novità in cantiere: è lì che è arrivata la svolta anche per Pedro”.

Proprio in quel fine settimana, Beirer ha avuto un confronto diretto con Acosta, consapevole che quel dialogo potesse segnare un punto di svolta: “Ero seduto con lui nel camion e gli dissi: ‘Ehi amico, sei dannatamente bravo. Sei il futuro di questo sport, lo sappiamo tutti. Puoi arrivare al livello di Marc Marquez. Ma se sei bravo come pensi di essere, allora prima devi essere la migliore KTM. Maverick Viñales è costantemente davanti a te e tu pensi di non saper guidare la moto. Se Viñales arriva quarto o quinto, allora devi arrivarci anche tu, magari terzo. Poi potremo parlare della moto. Prima dobbiamo assicurarci che tu sia la migliore KTM, poi vedremo il distacco da Ducati e da Marc Marquez’”.

Il confronto non è stato semplice e ha generato tensione con il giovane pilota ma secondo Beirer, ha avuto effetti immediati: “Non è stato un momento particolarmente piacevole. Era un po’ irritato. Ma il giorno dopo è arrivato tra i primi cinque. È stato allora che abbiamo ribaltato la stagione”.

Da quel momento in avanti, Acosta ha cambiato passo, mostrando finalmente tutto il suo valore: “Si vedeva che il pilota che è in lui stava finalmente emergendo. Voleva dimostrare il suo valore a tutti e da lì in poi Pedro è stato al top della forma. La cosa peggiore è stata l’infortunio di Maverick”, dice Beirer, “Il merito va a Maverick, perché ha gettato le basi per i podi ottenuti con successo nel finale di stagione”.

In vista del 2026, anno in cui scadranno tutti i contratti, continuano a circolare voci su un possibile futuro di Acosta in Ducati (ipotesi citata anche da Massimo Rivola). Prima, però, attende lo spagnolo un’altra stagione da protagonista in sella alla KTM.

Nel frattempo, Viñales prosegue la propria preparazione in vista del 2026 insieme al suo coach Jorge Lorenzo, determinato a tornare competitivo.

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