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Il pilota Ducati ha risposto a varie domande dopo aver presentato la nuova livrea con cui lui e il compagno Franco Morbidelli correranno nel 2026.
Come hai passato l’inverno?
"Finalmente è stato un inverno in cui mi sono potuto concentrare davvero sull’allenamento e sulla preparazione alla stagione, soprattutto dal punto di vista fisico. Restare a casa mi ha fatto venire ancora più voglia di ripartire. La moto mi piace, è il secondo anno con lo stesso staff e ci conosciamo già tutti molto bene: sono carico".
Il 2026 è un anno di mercato: quanto influisce sul vostro stato d’animo?
Il mio focus resta continuare a progredire come stiamo facendo. La scorsa stagione è stata la migliore della mia carriera in MotoGP, con il maggior numero di podi di sempre, quindi l’obiettivo è continuare a migliorare, salire sul podio e vincere gare. Mi concentro su me stesso, poi il resto viene di conseguenza da quello che si vede in pista”.
Si parla spesso di costanza: qual è la ricetta per trovarla?
“La scorsa stagione è stata particolare, soprattutto per noi come factory team e per me come pilota Ducati Factory, perché abbiamo incontrato alcune difficoltà con la moto. Il fatto di aver iniziato prima quest’anno ci dà però dati già collaudati e quindi un passo avanti: partiamo da una buona base. Sono sicuro che anche in Ducati stanno dando il massimo per offrirci una moto sempre più prevedibile”.
La presenza di Marquez nella famiglia Ducati è un vantaggio o un limite?
“Averlo a disposizione è sicuramente un aiuto. Nel mio caso cerchiamo sempre di confrontare i dati migliori e spesso quest’anno erano i suoi. Avere un grande avversario in casa aiuta: io amo le grandi sfide, mi stimolano. Il desiderio in pista è stare davanti a tutti, quindi per me Marc rappresenta un grande stimolo”.
Oltre ai piloti Ducati, quale casa può darvi più fastidio quest’anno?
“Nelle ultime gare si è visto che le varie case si sono avvicinate molto: non c’è più una netta differenza come in passato, quando in alcune gare sembrava quasi ci fosse una classifica divisa per marchi. Ora c’è un bel mix. Aprilia ha fatto un lavoro incredibile e vedremo Martin al rientro; Honda sta tornando e ha raccolto molti punti; Yamaha, con Quartararo, è stata spesso davanti in qualifica durante la stagione passata; KTM con Acosta e Maverick a inizio stagione è andata forte. Negli ultimi anni il livello si è alzato tantissimo e in Ducati dobbiamo continuare a migliorarci per mantenere un gap”.
Seconda stagione da pilota ufficiale: senti il bisogno di incidere di più sullo sviluppo della moto?
“Ducati mi ha sempre ascoltato molto. Lo scorso anno ho potuto dire la mia solo a stagione iniziata, anche a causa degli infortuni. Quest’anno invece ho potuto partecipare ai test di fine stagione, e quando puoi intervenire sullo sviluppo prima dell’inizio del campionato è tutto diverso, perché è una fase in cui tutto è ancora in evoluzione.”
Cosa prenderesti se potessi “rubare” qualcosa al tuo compagno di squadra Franco Morbidelli?
Di Franco ammiro molto l’aggressività: ha meno paura del contatto e questo probabilmente mi avrebbe aiutato a ottenere qualche podio o posizione in più. È una caratteristica che mi farebbe comodo”.
A cosa servono i test invernali?
“I test invernali sono fondamentali per tantissime cose. Sono pochi giorni, ma cruciali quando devi lavorare con la casa per sviluppare la moto in una direzione precisa. Il primo giorno serve per riprendere il ritmo, ma già lì siamo a cinque decimi dal record della pista: quando sei così vicino al limite, puoi concentrarti sulle diverse situazioni che incontrerai durante l’anno. Servono a preparare la stagione e sono indispensabili.”
Uno spot per la MotoGP?
“Sono 45 minuti di 'sport' in cui non ci si annoia mai, anzi, ci si diverte continuamente”