MotoGP 2022. Pecco Bagnaia il più forte, ma nessuno è da 10 #LaNotiziainprimafila

MotoGP 2022. Pecco Bagnaia il più forte, ma nessuno è da 10 #LaNotiziainprimafila
Giovanni Zamagni
Promossi e bocciati della stagione 2022: ecco il pagellone di fine anno. Come sempre, tutto è relativo: quindi le aspettative e la forza di un pilota fanno la differenza nel giudizio. E, come sempre, ricordiamoci che tutti i piloti, nessuno escluso, meriterebbero il massimo dei voti per quello che fanno…
6 dicembre 2022

È stata una stagione altalenante, soprattutto in MotoGP, divisa in due parti: fino a giugno ha dominato Fabio Quartararo, poi ecco Francesco Bagnaia.

Pecco ha vinto il titolo più che meritatamente, anche se gli errori commessi sono stati un po’ sopra alla media di un campione del mondo. Ma per la sua velocità, per la sua bravura nel gestire la pressione del “condannato a vincere”, Bagnaia può essere uno dei grandissimi protagonisti dei prossimi anni: non sarà facile batterlo.

Ecco i voti ai piloti della stagione 2022: qui parliamo di MotoGP, la prossima puntata sarà dedicata ai piloti di Moto2 e Moto3.

Francesco Bagnaia voto 9

Per me è stato impressionante per velocità e capacità di gestione dei momenti più complicati. Ha commesso un paio di errori che potevano costargli il titolo: la caduta in Germania e quella in Giappone sono stati sbagli gravi. In ogni caso, ha trionfato con grande merito, senza se e senza ma. Campione del mondo.

Fabio Quartararo 8

È stato fenomenale a conquistare tre vittorie con una moto con la quale gli altri piloti faticavano a entrare nei dieci. Ma nella seconda parte di stagione, pur con mille giustificazioni, poteva gestire meglio il vantaggio faticosamente accumulato nella prima parte. Non ha vinto il titolo, ma lascia la sensazione di essere comunque fortissimo. Bel pilota, bel personaggio.

Enea Bastianini 9

Sotto certi aspetti, può essere considerato il pilota che ha meravigliato di più nel 2022. Ha conquistato gli appassionati con le sue quattro vittorie, ma anche con la voglia e la determinazione di non piegarsi a eventuali volontà superiori. Per lui, in un paio di occasioni (almeno) sarebbe stato più facile limitarsi ad arrivare al traguardo, invece ha provato a vincere, riuscendoci anche. Entusiasmante.

Aleix Espargaro 8

Ha vinto il suo primo GP in MotoGP, è stato a lungo il pilota più costante del campionato, ha ottenuto quattro podi consecutivi: risultati impensabili alla vigilia. Nel finale è calato, ma non solo per colpa sua: il giudizio può essere solo positivo. Sogno e illusione.

Jack Miller 7

Forse, anzi senza forse, la sua miglior stagione in MotoGP, ma alcuni limiti rimangono, limiti che gli sono costati la riconferma in Ducati. È un pilota veloce, ma sembra ripetere sempre gli stessi errori. È un peccato, perché è un uomo squadra straordinario, uno di quelli che fa “spogliatoio”. E non è una qualità da poco. Impossibile non volergli bene.

Brad Binder 7,5

Deve migliorare in prova, ma in gara è uno di quelli che ottiene quasi sempre il massimo possibile. Molti lo indicano come uno dei più forti in assoluto: quest’anno non è riuscito a vincere ma in tanti GP è stato molto efficace. KTM fa benissimo a puntare su di lui. Tostissimo.

Alex Rins 8

Due vittorie alla fine, altri due podi a inizio stagione, in mezzo un infortunio non per colpa sua (è stato abbattuto da Nakagami a Montmelò): nel complesso, una stagione più che positiva, considerando anche il ritiro della Suzuki. La velocità ce l’ha, deve essere più costante e anche più efficace in prova. Adesso, però, gli aspetta una sfida complicata. Poco appariscente, ma efficace.

Johann Zarco 6,5

Mezzo voto in più perché è piuttosto complicato correre facendo anche il “collaudatore” in pista per la Ducati. Ancora una volta, però, non è riuscito nell’obiettivo di vincere il primo GP. Veloce, ma…

Jorge Martin 5

Una stagione nettamente al di sotto delle aspettative, anche se, in ogni caso, è salito quattro volte sul podio. E in qualifica è stato spesso devastante. Ma ha sofferto troppo il motore 2022 e la rivalità con Bastianini: ha mostrato qualche limite su cui deve lavorare. Talento pazzesco, può fare di più.

Miguel Oliveira 6

Due successi sul bagnato, ma nel complesso un anno poco entusiasmante, forse per i problemi contrattuali. Ma è uno fortissimo: Aprilia ha fatto benissimo a prenderlo, KTM malissimo a perderlo. Attenti a Miguel.

Maverick Vinales 6,5

Tre podi, una vittoria sfiorata (persa?) a Silverstone: la notizia positiva è che si è rivisto il pilota fenomenale capace di vincere al debutto con la Yamaha nel 2017. Quella negativa è che continuano a rimanere i limiti in partenza e in qualifica, troppe le posizioni perse complessivamente nei primi giri. Ma se impara a stare davanti, allora sono dolori per gli avversari. Manca sempre qualcosina.

Luca Marini 7

È l’unico pilota Ducati a non aver conquistato una pole e uno dei due che non è riuscito a salire sul podio: vista così, si potrebbe pensare a una stagione negativa. Ma la realtà è molto differente: la crescita nella seconda parte di campionato è stata importante, bella la sensazione di velocità e solidità trasmessa da Luca. Non dimentichiamo che usava la GP22, tutta da mettere a posto, ed è in una squadra con poca esperienza in MotoGP. Insomma, i meriti sono superiori ai punti negativi. Promosso.

Marc Marquez 8

Prima ancora della velocità in pista - peraltro mai in discussione - ha dimostrato di avere una grandissima solidità psicologica: come ha raccontato lui stesso, in più di un’occasione ha temuto di dover smettere. La quarta operazione, però, gli ha ridato fiducia, negli ultimi GP si è rivisto il pilota capace di fare la differenza. Dategli una moto competitiva!

Marco Bezzecchi 8,5

Una pole, un podio, almeno altre tre gare di altissimo livello, quasi sempre velocissimo: da applausi. Che debuttante.

Joan Mir 4

Si è perso completamente, suonato per tutta la stagione dal compagno di squadra. E nel 2023 ne avrà a fianco uno ancora più tosto. Periodo difficile.

Pol Espargaro 4

Sembrava potesse essere la stagione della svolta con quel podio conquistato in Qatar dopo aver sfiorato la vittoria. Invece è diventata un incubo, un qualcosa che ti può segnare la carriera e la serenità psicologica. Buon per lui che KTM gli ha dato un’altra possibilità. Da recuperare.

Franco Morbidelli 4

Non vedeva l’ora di salire sulla Yamaha 2022, ma subito ha rimpianto la “sua” M1 del 2019. E’ uno dei grandi misteri della stagione: cosa è successo a Morbidelli?

Fabio Di Giannantonio 4

Una pole, qualche buona prestazione prima della pausa estiva, ma prima e dopo tantissime difficoltà. Deve cambiare passo.

Andrea Dovizioso 4

Con la Yamaha era convinto di potersi giocare il titolo, ma sono bastate poche gare per pensare al ritiro, invece che alla vittoria. Ha finito male una carriera comunque straordinaria. Grazie Dovi.

È questo l’argomento de #lanotiziainprimafila di oggi. Qual è la vostra opinione?

Da Automoto.it

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