GP di Spagna

SBK Jerez, Michael Fabrizio: “Mi rifiuto di correre per rispetto della vita umana”

- Lettera aperta del pilota romano, rientrato quest’anno nel mondiale Supersport, che scosso dai fatti di Jerez di ieri annuncia il proprio ritiro
SBK Jerez, Michael Fabrizio: “Mi rifiuto di correre per rispetto della vita umana”

Jerez de la Frontera - Era rientrato nel mondiale dopo qualche anno di sosta, per ritrovare la gioia di correre, di indossare la tuta e di rivivere il paddock delle derivate dalla serie. Ma quello che lui riteneva il suo mondo è cambiato e allora Michel dice basta. Con questa lettera.

Domani mi rifiuterò di correre per rispetto della vita umana. E mi ritiro. È il momento di dire basta. Oggi ho assistito ad una brutta giornata, la perdita di un pilota di soli 15 anni. Gare così ne ho viste tante in questa categoria, e ogni volta che ne finiva una, si tirava un sospiro di sollievo perché era andata bene. Ma purtroppo non sempre va bene e oggi è successo l'imprevedibile o forse quello che si sapeva potesse accadere.

Sono sdraiato da più di 5 ore sul letto del mio hotel a guardare il soffitto, ripensando ai momenti belli che questo sport mi ha regalato.

Ma rientrando dopo 6 anni ho visto questo mondo cambiato.

Ho visto un’indifferenza da parte della Federazione Internazionale: schierare 42 bambini nella Yamaha cup (fortunatamente è filato tutto liscio, nel 2021) e altri 42 nel Mondiale 300.

Troppi, troppi piloti con poca o addirittura pochissima esperienza, e questo non succede solo nel mondiale, ma anche in campionati nazionali, dove per fare cassa si prende tutto, fino all’ultimo posto disponibile. 

Valentino Rossi anni fa, quando Marquez è entrato in MotoGP, è stato hanno criticato, dicendo che si lamentava per le manovre di Marquez "scorrette". Bisogna dargli ragione. Marc è diventato un punto di riferimento: questi giovani emulano le sue gesta, facendo sorpassi troppo a limite, appoggiandosi al proprio avversario rischiando ogni centimetro.

Aggiungiamo che mi ritiro dal mondo delle corse per mandare un messaggio forte di protesta! Affinché le regole cambino per la salvaguardia delle vite umane. Il problema c’è nella Moto3, nella Talent Cup e nei campionati nazionali! Oltre a ciò vanno riviste anche le piste che devono prevedere spazi di fuga migliori! Vedi l’incidente di Valentino che ha rischiato di morire per una pista fatta male. Vedi il Red Bull Ring, dove i piloti cascano e rimangono fermi in mezzo alla traiettoria! Tutto ciò dipende dalla FIM che non svolge un ruolo di salvaguardia verso la vita ma predilige semplicemente il business! È ora che intervenga la politica di ogni nazione! Il primo che lanciò un messaggio forte fu  Ayrton Senna, che disse come alcune piste fossero pericolose, e solo dopo la sua morte si intervenne. Ad oggi nella Formula1 ci sono meno morti, invece nel motociclismo ultimamente c’è un’ecatombe!

  • Bonneville T100, Montanaro (TO)

    Perché bisogna sempre salire in cattedra e bacchettare chicchessia con la presunzione di sapere esattamente cosa una persona pensa realmente?
    Certi commenti lasciano davvero attoniti tanta è la carica di cattiveria e perfidia che contengono.
    Ormai sembra che gli "odiatori" siano la razza più diffusa e purtroppo imitata.
    Fabrizio potrebbe benissimo aver detto ciò che ha detto e fatto ciò che ha fatto perché scosso veramente.
    Non è più un ragazzino e probabilmente vede la vita in modo diverso, comprendendo ora ciò che anni fa non considerava importante o prioritario.
    Anche io andavo in giro con il GSXR750 ginocchio a terra in tutte le curve, su strada aperta al traffico pensando di essere figo, ora 55 anni non lo farei più e infatti passeggio con la mia Bonneville e sono soddisfatto ancor di più.
    Si cresce ragazzi, lo fanno anche i piloti, purtroppo però vedo che molti altri non è così.......
  • gdn1963, Casale Monferrato (AL)

    A me fa ridere.
    Lo dicesse Quartararo ad esempio, applausoni!!!

    Che lo dica lui, a 38 anni, quindi fine carriera...per me faceva meglio a evitare
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