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Alla fine ce l’ha fatta. Il pilota che non aveva mai vinto in nessuna delle categorie nelle quali aveva corso è riuscito a smentire chi non lo riteneva un vincente, ed ha confermato di aver iniziato una nuova fase della propria carriera: da eterna promessa a pilota veloce e costante. Merito del Team Aruba.it? Certo, ma anche di un percorso che Iker ha compiuto su se stesso e di sua figlia Luna che ha portato ulteriore felicità (e serenità) nella sua vita.
Una gara difficile?
Nei primi giri ho pensato che Nicolò prima o poi mi avrebbe sorpassato. In realtà ci ha provato ma poi è rimasto dietro. Ho pensato che il mio passo fosse abbastanza veloce da poter vincere, ma sapevo che lui era più veloce di me in alcuni punti della pista, così come e io lo ero in altri. E’ stato bello lottare con lui. Abbiamo spinto entrambi al massimo e ci abbiamo provato, ma lo abbiamo fatto nel massimo della correttezza, perché siamo compagni di squadra e non volevamo certo rischiare una caduta. La squadra poi ha fatto un lavoro incredibile. Abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti e la moto era davvero veloce”.
Hai risposto con i fatti a chi non credeva in te
“In realtà sono sempre stato io il giudice di me stesso, perché mi aspettavo sempre di poter fare di più. A Misano, ad esempio, pensavo di poter fare meglio di quanto ho fatto. Ho lavorato su questo aspetto della mia mentalità assieme al mio coach ed ho capito che in realtà io sono sempre stato molto vicino a Bulega ed ho lottato con lui sull’orla dei decimi di secondo e questa è la cosa più importante. Oggi anche se non avessi vinto sarei stato felice, perché me la sono giocata sino in fondo. Per fortuna ho vinto e sono al settimo cielo e per domani vediamo se riuscirò ancora a stare con lui, a lottare ancora per il primo gradino del podio”.
Cosa hai pensato nell’ultimo giro?
“Nell’ultimo giro ho spinto al massimo ed ho frenato al limite, e quando ho visto che Nicolò andava largo ho capito che avrei potuto vincere. Lui era più veloce di me nelle curve 2 e 3 e anche nella 6 e nella 7 ma per il resto avevamo tempi molto simili ed un passo gara quasi uguale. La differenza è stata che io ho saputo gestire i suoi tentativi di sorpasso e rispondere ai suoi attacchi”.
Hai smentito chi dice che un figlio rallenti un pilota di un secondo al giro
“Dicono che quando hai un figlio vai un secondo più lento, io invece sono andato un secondo più veloce! Sono felice come un bambino”.