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Ci risiamo. A Donington Park le decisioni dello Stewards Panell sono state ancora una volta più che discutibili, e sono servite solo a creare confusione e non certo a rendere giustizia a chi è stato pesantemente penalizzato.
L’incidente
Nel corso del primo giro di Gara1 del FIM Women’s Circuit Racing World Championship,nell’affrontare la curva 6 la leader Maria Herrera allargava la propria traiettoria, urtando e facendo cadere Beatriz Neila Santos che la stava affiancando. Quando mancavano solo 4 gare al termine della terza edizione del mondiale femminile le due spagnole erano rispettivamente al primo ed al secondo posto della classifica generale, divise da soli 24 punti a favore di Maria. Per Neila, che fortunatamente non ha riportato conseguenze fisiche, la caduta ha significato l’addio alla possibilità di continuare a lottare per il titolo mondiale. La gara è proseguita con l’Herrera che, senza la più temibile delle sue avversarie, era saldamente al comando.
La penalità
Tutti erano però in attesa delle decisioni dello Stewards Panel che arrivavano dopo alcuni giri e stabilivano che l’ex pilota della Moto3 dovesse essere penalizzata con due long laps. La stessa penalità che - ad esempio - viene inflitta solitamente a chi esce nella zona verde della pista.
Come è già successo in passato anche in altre categorie, ancora una volta la penalità non è stata commisurata al danno causato. Non voglio pensare che Maria Herrera abbia volontariamente causato la caduta della sua avversaria, anche se è risaputo come tra le due non corra buon sangue e, come la stessa Herrera ha dichiarato una volta scesa dal podio: “si sia trattato solo di un contatto deciso, come ne erano già avvenuti in passato” a conferma che tra le due c’è della vecchia ruggine, alimentata anche dal fatto che la rivalità tra connazionali è sempre molto accesa.
L’impressione è che, una volta accortasi dell’attacco della sua avversaria, l’Herrera abbia volutamente allargato la traiettoria non certo per far cadere Neila, ma per rintuzzare in modo “deciso” il suo tentativo di sorpasso.
Decisione illogica
Al di là dei giudizi sulla volontarietà o meno di Maria Herrera nel contatto che non solo ha causato la caduta della Santos, ma ha di fatto posto la parola fine alle possibilità di Beatriz di lottare per il titolo mondiale 2026, resta l’assurda decisione dello Stewards Panel che ha inflitto all’Herrera solo due long laps.
I casi sono due: o Maria non ha nessuna colpa per la caduta della sua avversaria, nel qual caso non doveva essere punita in alcun modo, oppure se i giudici hanno deciso che ci sono state delle sue responsabilità nell’incidente alla curva 6, allora l’Herrera avrebbe dovuto essere fermata con la bandiera nera, e squalificata per la gara in corso.
Invece come è già successo in passato, la decisione dello Stewards Panel è risultata priva di logica, con una penalità ridicola che non ha inciso non solo sulle sorti del campionato, ma nemmeno sull’andamento della gara.
In altre parole la Commissione ha giudicato che Maria fosse colpevole, ma non l’ha penalizzata come avrebbe dovuto fare. Mentre Neila Santos non ha potuto proseguire la propria gara ed ha visto svanire gli sforzi di un’intera stagione, l’Herrera ha potuto proseguire e vincere la corsa, e con ogni probabilità anche il campionato, complice una penalità ridicola se commisurata alla gravità dell’accaduto.
Ingiustizia è stata fatta.