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Vincere davanti ai propri amici, sulla pista di casa dove hai corso da ragazzo è sempre una cosa molto particolare. Lo è stata anche per Nicolò Bulega che oggi voleva fortemente questa vittoria che non arrivava dal 2023 quando vinse la gara della Supersport. Oggi ha rotto il ghiaccio in Superbike ed ha festeggiato con i suoi amici con una scenetta post gara che non rientra nel suo modo di gioire per una vittoria, ma un successo particolare va festeggiato in modo particolare
Quanto ci tenevi a vincere qui a Misano?
Molto. Anche se ho vinto tante gare di fila e anche se il mio obiettivo primario è ovviamente la conquista del campionato ci tenevo tanto a vincere qui a Misano dove ho vinto soltanto una gara in Supersport nel 2023, l’anno nel quale ho vinto il titolo mondiale della categoria. Non ci ero mai riuscito in Superbike e devo dire che mi mancava vincere qui, a casa mia, davanti a tutti i miei tifosi ed agli amici. Sono venuti in tanti a sostenermi e anche per questo dopo la bandiera a scacchi abbiamo organizzato quella scenetta.
Un modo di festeggiare diverso dal solito per te.
Di solito non mi piace organizzare qualcosa in pista dopo una vittoria e di scenette non ne ho mai fatte, però vincere a Misano ha rappresentato un’occasione speciale e andava festeggiata di più e in modo diverso. Sono contento anche per il mio casco celebrativo, che è venuto bene ed è molto bello.
Cosa ti hanno preparato a bordo pista?
Erano tagliatelle al ragù. Ho provato a mangiarle davvero, ma con il casco era un casino….me le buttavo tutte addosso. Comunque io non sapevo niente, hanno organizzato tutti i miei amici. Quando mi sono fermato a bordo pista con loro ho chiesto “cosa devo fare?
Scaramanzie a parte domani potresti conquistare l’ennesima tripletta.
Non sento particolari pressioni. Il record di vittorie consecutive mi appartiene già e quindi non me ne faccio un problema. Anche se facessi un secondo posto non sarebbe poi un dramma. E’ chiaro che ci riesco mi piacerebbe vincerle tutte, ma non credo che sia una cosa possibile. Prima o poi qualcuno riuscirà a battermi.
Chi preferiresti che fosse?
Beh….chiunque ci riuscirà mi diventerà subito antipatico! (ride)
Dopo le difficoltà incontrate quando eri più giovane, ora pensi di essere riuscito a farti conoscere?
Non maturiamo tutti allo stesso momento. C’è chi matura prima e chi dopo. Quando ero molto giovane ed ero arrivato ad un buon livello mediatico probabilmente non ero ancora pronto, e non ero sufficientemente maturo. Ora invece è passato del tempo e so quali sono le cose importanti. Adesso penso solo a vincere e a fare bene quello che è la mia passione ma anche il mio lavoro. Mi interessa solo vincere e rendere felice la mia squadra con i miei risultati. Il resto conta poco.
Ti crea problemi non sapere ancora quale sarà il tuo futuro sportivo?
Ovviamente quando definisci il tuo futuro sei più tranquillo, ma io lo sono comunque. Un pilota forse rende meno quando non vede un futuro certo, ma qui si sta parlando di MotoGP, della massima espressione del motociclismo per cui non sento pressione ma al contrario ne sono felice. Non sento pressione o ansia per quello che farò il prossimo anno.