Corse su strada

Ufficiale: niente più moto al Pikes Peak

- Il consiglio direttivo della gara statunitense formalizza la decisione. Nel 2020 le moto non correranno la "Race to the Clouds"
Ufficiale: niente più moto al Pikes Peak

Come avevamo anticipato qualche settimana fa, il Consiglio direttivo della Pikes Peak International Hill Climb ha formalizzato la decisione di cancellare le categorie riservate alle moto a partire dal 2020. Una decisione senza dubbio scaturita dopo la morte del 36enne  americano Carlin Dunne, avvenuta nell'edizione di quest'anno in vista del traguardo mentre stava per celebrare un nuovo record in sella al prototipo della nuova Ducati Streetfighter.

L'organizzazione, pur confermando l'assenza delle moto nella prossima edizione, lascia aperto uno spiraglio con una frase possibilista nel comunicato stampa secondo cui "E' necessario raccogliere dati per analizzare più in profondità l'impatto sull'evento dell'assenza del programma riservato alle moto". D'altra parte, su 97 edizioni della Pikes Peak ben 56 non hanno visto la partecipazione delle moto, e così come in passato la Race to the Clouds è stata riaperta alle "due ruote", non è affatto da escludere che la cosa non possa verificarsi nuovamente.

E' comunque indiscutibile che la completa asfaltatura del tracciato abbia aperto la gara statunitense alla partecipazione di mezzi estremamente prestazionali, aumentando pericolosamente le velocità e causando la serie negativa di tre morti in cinque anni. E già nel 2015, quando venne vietata la partecipazione alle moto con semimanubri sotto la pressione degli assicuratori, era stata ventilata la possibilità di chiudere a moto e sidecar.

  • Nick_Farl_4003874

    sbagliato, sbagliatissimo.
    il motor sport è pericoloso lo sanno tutti.
    tutti consapevoli di quello che fanno.
    Ci sono le prove e alla gara non si arriva impreparati.

    Sono d'accordo con la madre di Dune, chiudere alle moto non ha senso, è come non dare la possibilità di realizzarsi agli altri.
    Domani che si schianta uno in auto?

    Spero che in futuro cambino idea, correre verso le nuvole dev'essere esaltante, l'onboard della Tuono V4 fa intuire qualcosa.
    Ciao
  • enrico31415, Dorgali (NU)

    Che grandissima stupidaggine. E dove è finito il libero arbitrio? Da sempre le gare sono state rischiose e tutti i piloti sanno benissimo che ad ogni gara c'è il rischio di lasciarci le penne ma nessuno gli punta una pistola alla testa per parteciparvi! Vuoi correre il TT sapendo che ne muore almeno uno all'anno? Se è una tua scelta fallo! Vuoi correre la pikes peak sapendo che puoi scendere a valle in volo? Idem! Secondo il ragionamento di questi qui tanto vale allora lasciare solo la formula uno dove l'unico modo che hai per farti male è dimenticarti di frenare in fondo al rettilineo. Il rischio è sempre stato il lato affascinante delle corse ma ultimamente ce lo si è totalmente dimenticato, vedasi ad esempio tutti i piagnistei che si sentono ogni volta che scendono due gocce d'acqua. Nessuno li ha costretti a fare i piloti e nessuno li costringe a continuare a farlo, dal momento in cui uno non se la sente più di rischiare fa i bagagli e torna a casa, mi sembra logico.
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