Pikes Peak 2019: cinque cose da sapere

Pikes Peak 2019: cinque cose da sapere
Edoardo Licciardello
  • di Edoardo Licciardello
Mancano poche ore alla partenza della Race to the clouds, con tanti motivi d'interesse. Tutto quello che c’è da sapere sulla classica statunitense
  • Edoardo Licciardello
  • di Edoardo Licciardello
21 giugno 2019

La Pikes Peak è alle porte: la gara sulle montagne del Colorado - la corsa verso le nuvole, come la chiamano da quelle parti - prenderà il via alla fine di questa settimana e durerà, fra prove e gare, fino al prossimo weekend. Quest’anno ci sono diversi spunti d’interesse, quindi… eccovi un vademecum per sapere di cosa state parlando nelle discussioni con gli amici. Leggete oltre!

I numeri del percorso

La Pikes Peak International Hill Climb (cronoscalata internazionale del Pikes Peak), o Race to the clouds (la corsa verso le nuvole) è nata nel 1916, quando è stata ultimata la strada - sterrata - che sale in cima, la Pikes Peak Highway. La montagna è alta 4.301 metri, il traguardo è posto un metro più sotto - 4.300, per fare cifra tonda, ovvero 14.115 piedi - e la partenza è a 2.862 metri. La pendenza media è del 7%.

 

Il percorso, in gran parte privo di protezioni a margine, si dipana su 156 curve per una distanza di 19,99 km (12,42 miglia), con un dislivello di 1.439 metri. Per anni il tracciato ha potuto vantare la peculiarità di essere a superficie mista, con la parte bassa asfaltata e la seconda metà sterrata.

Il percorso è stato poi progressivamente asfaltato a partire dal 1998, operazione completata nel 2012.

 

Naturalmente, questo cambio di superficie ha velocizzato in maniera sostanziale il tracciato, con un contestuale cambio di tipologia dei mezzi impiegati, che si sono spostati da Enduro/crossover verso mezzi sempre più veloci e adatti all’asfalto fino a quando, dopo ben due incidenti mortali, è stata vietata la partecipazione con mezzi dotati di semimanubri.

 

Altra peculiarità è legata al forte dislivello che caratterizza il tracciato, situazione che fa sì che pressione, temperatura, meteo cambino in maniera rilevante fra partenza e arrivo. Una variazione che influenza la carburazione e quindi il rendimento (favorendo i turbo e i motori elettrici, rispettivamente meno e per nulla sensibili alla pressione atmosferica) ma anche le condizioni del tracciato. Non è raro che i concorrenti partano sotto il sole per trovare neve e ghiaccio in prossimità del traguardo.

I vincitori

Il primo vincitore della Pikes Peak, Rea Lentz, si aggiudicò la gara a bordo di una vettura autocostruita con motore da aereo, con cui impiegò 20’55”60; il primo vincitore con le moto è stato Floyd Clymer, con un tempo di 21’58”41. La Race to the Clouds, in effetti, per la sua pericolosità intrinseca è sempre stata una gara più automobilistica che motociclistica: fra le quattro ruote la Hall of Fame riporta tanti nomi famosi: da Louis, Bobby e Al Unser a Mario Andretti, da Michele Mouton a Walter Rohrl, Ari Vatanen e Sébastien Loeb.

 

Fra le moto è difficile trovare nomi che non siano veri e propri specialisti della gara - o quantomeno delle corse stradali, come Guy Martin, che ha vinto la Exhibition nel 2014 con il prototipo Martek da 250 e passa cavalli. Curiosità: l’unico vincitore non statunitense fra le due ruote nella classe regina è stato il francese Bruno Langlois, che ha vinto l’edizione 2016 in sella alla Kawasaki Z1000.

Bruno Langlois
Bruno Langlois

Le categorie

Le moto sono divise in quattro categorie. Si inizia dalle Heavyweight, la classe regina del Pikes Peak, dove sono ammesse moto fino a quattro cilindri e con cilindrata minima di 851cc. Sono ammesse anche le moto elettriche. il record di Chris Fillmore, 9’49”625 in sella alla KTM Super Duke 1290R resiste dal 2017 ed è da considerarsi l’assoluto per le moto.

 

Si prosegue con le Middleweight, moto di cilindrata compresa fra 501 e 850cc a frazionamento libero, massimo 4 cilindri. Anche in questo caso il record è di Chris Fillmore (10’04”038) su KTM Duke 790, stabilito l’anno scorso.

 

Ci sono poi le Lightweight, moto con massimo due cilindri, a due o quattro tempi, con cilindrata fino a 500cc - ovviamente, terreno di conquista di motard e cross modificate. Il record di 19’35”354, stabilito nel 2017, è di Davey Durelle in sella a un’Aprilia SXV 450 del 2009.

 

Infine c’è la Exhibition Powersport, una categoria “vale tutto” in cui i costruttori possono iscrivere prototipi o moto di pre-produzione come la Ducati Streetfighter V4 con cui Carlin Dunne tenterà di riprendersi il record assoluto che aveva conquistato nel 2012 con la Ducati Multistrada e poi con l’elettrica Lightning. Le Exhibition possono concorrere solamente per il record assoluto oppure per categorie non più previste dal regolamento.

I piloti presenti

L’edizione 2018 vedrà 28 piloti al via - per lo più statunitensi, con qualche notevole eccezione. Vale la pena, intanto, di segnalare la presenza dell’italiano Luca Trivella, che correrà con un’Aprilia SXV 450 nelle Lightweight. Stessa categoria (del resto è l’unico record che gli manca) per il già citato Chris Fillmore in sella a una KTM SX-F 450 Factory Edition. E poi ci sarà anche un'inedita Aprilia Tuono - che darà origine ad una serie limitata in 25 esemplari, purtroppo solo per gli USA - con Rennie Scaysbrook.

 

Diversi anche i piloti giapponesi - nella terra del Sol Levante la Pikes Peak è una vera e propria leggenda - fra cui Yoshihiro Kishimoto, in sella all’elettrica IdatenX HC. Altre elettriche presenti sono la UoN-PP schierata dall’Università di Nottingham e guidata da Robert Barber, sempre nella Exhibition) ma anche la RIT di Jeremy Higgins e la Zero SR/F guidata da Cory West.

 

Tornano inoltre alla Pikes Peak le BMW S1000R preparate da Wunderlich con Lucy Glockner, Stefan Dolipski ma soprattutto Michael Dunlop, reduce da un TT al di sotto delle aspettative in cui è riuscito a conquistare la sola Lightweight in sella alla Paton. E poi, naturalmente, c’è appunto Carlin Dunne con il prototipo della nuova Ducati Streetfighter su base Desmosedici Stradale.

Carlin Dunne
Carlin Dunne

Il calendario

Si inizia domenica 23 giugno con attività di presentazione della gara. Da lunedì 24 partono le verifiche tecniche. Da martedì 25 giugno a giovedì 27 si disputano le qualifiche - dalle 5:30 alle 8:30 del mattino, mentre la giornata di venerdì è dedicata alle prove libere per la messa a punto, sempre nello stesso orario. Al termine della giornata di venerdì 28 giugno viene annunciato l’ordine di partenza.

Il sabato è riservato al pubblico, che dalle 11 alle 18 può iniziare a sistemarsi lungo il percorso e affluire nei vari spazi riservati ai campeggi. Domenica 30 alle 7:30 sventola la bandiera verde che dà il via alla competizione!

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