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Pikes Peak 2012: continua il dominio Ducati

- Carlin Dunne replica la vittoria 2011 in sella alla Multistrada, disintegrando il record sul giro grazie al completamento dell'asfaltatura del percorso. Quattro Ducati ai primi quattro posti
Pikes Peak 2012: continua il dominio Ducati

 Chissà se in Audi qualcuno ha sorriso nel vedere "Quattro" Ducati al vertice della classifica della Pikes' Peak di quest'anno, certo è che - al di là del casuale richiamo al sistema di trazione integrale della casa di Ingolstadt lanciato dal risultato - la prestazione delle Multistrada deve aver rallegrato ben più di un dirigente, fra Audi, Ducati e Lamborghini (effettiva proprietaria della casa di Borgo Panigale, è bene ricordarlo).

 

Carlin Dunne, già vincitore della scorsa edizione, ha vinto anche quest'anno con una piccola ombra sulla sua prestazione. Nel 2011 il trionfo arrivò complice una scivolata di Greg Tracy (vincitore nel 2011, sempre in sella ad una Multistrada, e fattore scatenante del modello di serie dedicato alla classica statunitense), mentre quest'anno la sua impresa è stata netta, pulita e corredata da un tempone spaventoso nella cronoscalata statunitense, ma comunque adombrata dal fatto che il suo rivale corresse con una vertebra fratturata. L'incidente era occorso domenica scorsa, mentre Tracy era impegnato nelle riprese della pubblicità Audi/Ducati che vi abbiamo proposto nei giorni scorsi.

 

Già autore della pole, Dunne ha staccato un tempone di 9'52"819, oltre un minuto più veloce dell'11'11"32 che gli era fruttato la vittoria l'anno scorso. Ma c'è il trucco: il tracciato quest'anno è stato asfaltato fino alla cima, e le moto hanno goduto di bel tempo per tutta la prova - le auto, meno fortunate, hanno corso con variazioni spaventose derivanti dalla fortissima escursione altimetrica del percorso, trovando in vetta pioggia, venti fortissimi e in qualche momento anche neve.

 

Da notare che i tempi di Dunne e Tracy (solo sei secondi più lento, con 9'58"), ottenuti con due Multistrada poco più che di serie - l'organizzazione non ama i prototipi o comunque le moto full-race, confinandole alla categoria "Exhibition" - collocano i due ducatisti rispettivamente al terzo e quarto posto dell'assoluta, in mezzo ai mostri da scalata a quattro ruote della classe "Time Attack". Per la cronaca, il vincitore assoluto è stato Rhys Millen su Hyundai, con il nuovo record della pista di 9'46"164. Terzo e quarto nella categoria moto il corso di Ajaccio Bruno Langlois e lo statunitense Eddie Tafoya.

 

Foto: Jensen Beeler/Asphalt&Rubber - Creative Commons 3.0

  • galletto6987, Montebuono (RI)

    COME ALSOLITO IN ITALIA

    La maggior parte dei commenti sono espressi per emotività (le zucche di legno fan sempre fracasso) e come diceva uno storico individuo, che non voglio nominare ma che è facile immaginare di chi parlo, (non è difficile governare gli italiani ma è solamente inutile).
    Inutile ricordare agli ignoranti (perche tanto sono talmente impegnati a ribadirla, la loro ignoranza, in continuazione e senza vergogna alcuna ad ogni occasione) che un prodotto come Ducati per brand al mondo è secondo solo alla Apple, posto di rango assegnatogli determinando la valutazione per la ricerca e l' innovazione tecnologica espresse dall'azienda (che naturalmente si paga) e dove il confronto con certi sottoprodotti proposti sul mercato solo per fare utili aziendali non è solo arduo e fuori luogo ma demenziale e di ordine partitico o semplicemente da tifo da stadio.
    In sostanza se non avete i soldi, la preparazione atletica, la predisposizione mentale, la raffinatezza personale per un prodotto rifinito e alla moda e non ultima la passione per una vera moto non solo non la dovete comprare ( perche fareste in modo di sminuire tanto impegno e tanta inventiva che circa tremila italiani ci mettono nel costruire questi magnifici prodotti) ma non conoscendola assolutamente, come appare palesemente dai vostri discorsi forse con un po di invidia, non avreste alcuna possibilità di apprezzarla,
    Quando progettano un plasticone hanno davanti al tavolo di progettazione una grossa foto di un pollo con pochissime penne ormai da spennare.
    Riflettete sulla nostra situazione anche economica e il futuro dei vostri figli,
    Riguardo alla GS,,,,,,,,, ma mi faccia il piacere,
  • barbasaki, Volterra (PI)

    razionalità

    Vabbene che la moto è soprattutto passione, ma a volte nello scriverne si dovrebbe avere anche un pò di razionalità.
    La Ducati è una gran marca che ha fatto la storia della moto nel mondo, oltrechè in Italia, e non c'è bisogno di difenderla a spada tratta citando improbabili modelli rivali (Africa Twin? una moto meravigliosa, ma di 25 anni fa, vorrei veder anche se il multistrada andasse di meno!) io ne vado fiero e basta anche se guido da sempre giapponese.
    Se vince alla Pikes Peaks (scusatemi se ho scritto male, mi preme la sostanza, la forma le è solo funzionale) vuol dire che è andata più forte degli altri, che nella classifica linkata tra l'altro sono la metà dei partecipanti di categoria, quindi non correva proprio da sola. I piloti, poi, se possono, per correre scelgono la moto migliore, quindi se ci sono tante Ducati forse un motivo ci sarà. Magari ci investono di più di altri e magari Audi ha fatto anche asfaltare il percorso per favorire le sue moto (ma Ducati ha vinto anche gli anni scorsi con lo sterrato, mi pare), cmq, in cima sono primi loro, e per arrivarci l'unica soluzione è salire in moto e dare gas, tanto gas.
    Ora mi sorge un dubbio, ma non è che l'asfalto l'ha fatto l'Anas di Pikes Peaks che della gara in fondo se ne sbatte? Magari in Italia asfaltassero le strade per farci le gare di moto.......ma anche solo per farci passare gli scuolabus del comune........cmq la Pikes Peaks era bella perchè c'era anche lo sterrato, se l'hanno fatto per la gara hanno fatto una cavolata, se l'hanno fatto per il traffico di tutti i giorni meglio per chi ha la fortuna di godersi una strada così, magari in Multistrada, in Africa Twin o anche solo in Vespa!
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