L'Iran approva il rilascio della patente per motocicli alle donne

L'Iran approva il rilascio della patente per motocicli alle donne
In un panorama politico e sociale complesso come quello iraniano, dove le tensioni interne e internazionali dominano spesso la cronaca, l’approvazione del rilascio della patente per motocicli alle donne rappresenta un cambiamento normativo che, seppur circoscritto alla mobilità, incide sulla vita quotidiana di una parte significativa della popolazione
2 febbraio 2026

Per decenni, la guida delle due ruote è stata una prerogativa esclusivamente maschile, non tanto per un esplicito divieto religioso, quanto per un’interpretazione restrittiva dell’Articolo 20 del codice stradale che, nel definire le procedure per l'ottenimento della licenza, faceva riferimento solo agli uomini.
Questa ambiguità legislativa aveva generato un paradosso burocratico: le donne potevano legalmente acquistare e possedere una motocicletta, ma non ricevevano l'autorizzazione per condurla. Le conseguenze non erano solo legate alla limitazione della libertà di movimento, ma anche alla sicurezza legale, poiché in caso di incidente le conducenti si trovavano prive di copertura assicurativa in quanto tecnicamente non abilitate alla guida. La recente decisione governativa punta a risolvere questo stallo, rispondendo a una necessità alla gestione del traffico metropolitano e all'economia delle famiglie, che vedono nella moto un mezzo di trasporto più agile ed economico rispetto alle auto.

L'attuazione del provvedimento prevede l'istituzione di corsi di guida e sessioni d'esame gestiti interamente da personale femminile, mantenendo così i criteri di segregazione di genere previsti dalle attuali leggi del Paese. Nonostante la rilevanza simbolica di questa apertura, molti osservatori mantengono un approccio cauto, inquadrando la mossa come un tentativo di allentare la pressione sociale interna in un momento di forte instabilità. Resta il fatto che, per molte cittadine, la possibilità di regolarizzare la propria posizione alla guida significa uscire da una zona d’ombra legale e ottenere un riconoscimento formale di un’attività che, di fatto, molte già praticavano sfidando i controlli.

Sebbene questa notizia possa apparire di secondo piano rispetto ai grandi stravolgimenti che interessano l'Iran, costituisce un tassello concreto nel processo di ridefinizione degli spazi pubblici femminili. Si tratta di una riforma che non risolve le criticità sistemiche del Paese, ma che interviene su un aspetto materiale della cittadinanza, normalizzando la presenza delle donne nel tessuto stradale e lavorativo delle grandi città come Teheran.

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