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Possiedo una VFR 800 del 2000 (catalizzata), provenendo da una scrambler, non è immediato andar forte con una moto con un carattere simile, ma una volta presa la mano la ciclistica ottima (pure per gli standard moderni, non oso immaginare 21 anni fa cosa fosse) e quel gioiellino della tecnica che è il suo V4 con distribuzione a cascata di ingranaggi, donano soddisfazioni enormi.
Dopo vent'anni di sola manutenzione ordinaria (nemmeno troppo frequente oltretutto) continua a non avere alcun problema, parte in mezzo giro e cammina come fosse nuova. I consumi sono tutto sommato buoni, si va dai 18-20 al litro andando tranquilli a velocità da statale (fra 70 e 90km/h) ai 15 in urbano o autostradale, comunque molto difficilmente si scende sotto i 300km di autonomia con un pieno da 21l di benzina, quindi assolutamente in linea con i consumi di moto moderne della stessa fascia di potenza.
La parte più complicata da sfruttare a pieno sono i freni: molto potenti e modulabili, ma per via del ripartitore hanno uno strano effetto sul bilanciamento dei pesi della moto, ma una volta capiti permettono di tirare delle staccate fenomenali con la moto perfettamente composta, senza dover neanche sfiorare il freno dietro.
Veloce, scattante, adatta per il turismo spinto.
Ultima versione con cascata ad ingranaggi (della distribuzione n.d.r.).
Moto indubbiamente pesante il cui peso viene però ridimensionato in movimento da un'irreprensibile avantreno coadiuvato dalle gomme giuste e da un serbatoio non oltre i 2/3 della sua capienza max. Alla lunga nei tornanti diviene affaticante sopratutto per i non giovincelli come me (53). La strada di montagna che predilige è riconducibile a passi come quello della Cisa, del Cerreto, del Muraglione, ma anche sulla 65 della Raticosa-Futa-Giogo ci si diverte. Motore borbottante ma trattabile sotto i 3000 con un sound inebriante allo scarico dopo i 6000 rpm. La ciclistica digerisce di tutto. Comoda per brevi e lunghi spostamenti, il divano di casa in viaggio... Non proprio parca nei consumi, una caratteristica comune di questo V4 nelle varie versioni che si sono succedute. Bisogna fare un po' di rodaggio al tipo di frenata dual cbs che è adeguata al peso ed al segmento della moto; il mordente comunque c'è. Monobraccio affascinante. Ancora oggi dopo 20 anni, non rimpiango di averla acquistata usata dopo averla corteggiata fin dall'età di 25 anni quando la preferii, per motivi di prezzo, alla CBR600 F del 93 che ancora porto nel cuore. Ma i sogni si sa rimangono lì nel cassetto, non vanno perduti. Non sempre fanno la fine di quanto affermato dal compianto Patrignani (ciao Roberto): " I sogni non si possono surgelare. Vanno consumati freschi, ricchi di linfa, colori, profumi, unicamente al momento della massima fioritura. Dopo, sono come quelle violette seccate tra le pagine di un vecchio libro. Procurano mestizia e l’impulso di richiudere il libro con un botto ovattato e un soffio di polvere che sa di muffa." E' vero, cambiando l'età, il contesto, spesso fanno quella fine lì. Ma nel mio caso è cambiata solo l'intensità emotiva subentrando anche un maggiore raziocinio legato all'età. Se tornassi indietro mi terrei alcune moto che ho posseduto: yamaha RD350LC, honda CBR600 '93, suzuky RGV250 e questa.. e cercherei di acquistare la suzuki gamma 500...
Regina indiscussa dell'autostrada, tenuta di strada granitica, motore super sopratutto il modello privo di catalizzatore. Il passeggero è comodo e al riparo dalle turbolenze, si possono fare tanti chilometri in coppia, moto assolutamente affidabile mai un guasto mai un problema. Non suggerisco come prima moto perché è troppo veloce e potente e va gestita da motociclisti con anni di esperienza.
Una moto molto valida, veramente polivalente, con cui poter fare tutto , dall'uso quotidiano, al turismo , alla guida brillante ; potrebbe arrivare anche ad una guida molto sportiva con sospensioni più adatte (o magari basterebbe anche una messa a punto delle sue, gli anni passano).Certo non è maneggevolissima come una super-sportiva, ma è molto stabile e sicura ; motore infinito, V4 dal grande fascino con il suo sound ed il fischio caratteristico della cascata di ingranaggi (un piacere anche solo sentirlo girare) ; in questa versione non cat. ha una grande prontezza di risposta fin dai medio bassi, per poi progredire sempre più ; agli alti regimi si entra in un altro mondo ed è impressionante per come spinge e quanto gira bene; si sente tutta l'anima di derivazione racing dei V4 Honda. Anche esteticamente io la trovo ancora molto valida.
Ho una VFR 800 FI prima serie a cascata di ingranaggi, pre-VTEC. Comoda, livello costruttivo ai massimi livelli e superiore persino alle altre jap anche odierne, plastiche e componenti praticamente eterne. Il motore V4 è un gioiello, un pelo irregolare ai regimi bassissimi, ma è un portento ai medi, ruggisce con una tonalità fantastica a partire da 5000, mantenendo un discreto allungo in alto, carattere da vendere. Frenata combinata, comoda ma penalizzante nell'uso sportivo. Peso elevato ma ancora gestibile. Unici nei, regolatore di tensione delicato, consumi elevati (molto meglio le versioni catalizzate, dal 2000 al 2001). Gran moto e si trova a poco.
Moto unica nel suo genere. Adatta per un pubblico di appassionati e non. Ti porta ovunque.
Questa è il quarto VFR che possiedo. La dice tutta. Va bene per i lunghi viaggi in 2, così come per la gita fuori porta. L'accelerazione è esaltante: A 130km si viaggia con un filo di gas. Non è una piuma, in città un po' stanca. Comunque, moto eccezionale.
Veramente bella Honda, revisione fino aprile 2018, 43000 km gomme 60% tagliando appena eseguito, catena nuova, freni ok
Ottima moto per gran turismo non per la città. Mai avuto problemi. Ottima l'assistenza Honda.