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Il 2026 è stata un'edizione del TT che non ci dimenticheremo per molto tempo. Ogni anno, il Tourist Trophy regala – almeno - un colpo di scena e se nel 2025 c'è stata la prima cancellazione del Senior TT della storia dell'Isola di Man, nel 2026 la categoria dei sidecar è stata estromessa dalle gare dopo che due terribili incidenti nelle prove hanno fatto capire che bisognava fare qualcosa sul piano della sicurezza dei tre ruote.
C'è da aggiungere che già il clima sul piano degli eventi spiacevoli, per usare un eufemismo, era stato reso difficile quando durante le prove dove una moto era andata a finire la propria carambola oltre le barriere ferendo gli spettatori; due incidenti, quello dei fratelli Crowe e quello ancora più drammatico della coppia Maria Costello-Shaun Parker, hanno definitivamente convinto il Clerk of The Course a fermare tutto e lasciare i sidecar nei box o nelle tende, senza dimenticare l'incidente – simile per dinamica – di un anno prima della coppia Peter Founds e Jevan Walmsley.
La decisione ha ovviamente lasciato l'amaro in bocca – per dirla con eleganza - a chi ha preparato il TT per un intero anno investendo tempo e denaro, ma alla fine è stata condivisa da tutti sul profilo della sicurezza dei piloti, del pubblico e dei marshal. E anche dell'immagine del TT che sempre più sta raggiungendo elevati livelli di gradimento nel pubblico più generalista.
Ablare i sidecar dal TT e basta forse sarebbe stata la soluzione più semplice: un tratto di penna, per motivi di sicurezza, e il problema sarebbe stato risolto alla radice. Così non è stato: in ragione della storia del TT, del fatto che questa è forse l'unica competizione globale dove i tre ruote hanno un forte risalto e comunque un pubblico che li segue con passione, probabilmente anche in ragione del fatto che la stessa presenza dei sidecar caratterizza il Tourist Trophy, l'Organizzatore ha quindi ribadito fin dai primi giorni che lo stop è temporaneo e che i sidecar torneranno al TT, ma è necessario decidere come, in che forma e con quali premesse.
I sidecar al TT hanno avuto un'evoluzione molto significativa, specie dopo i due anni di stop a causa del Covid. Un anno dopo il rientro, nel 2023, i fratelli Birchall arrivano a girare a 120 mph, stabilendo il nuovo record. Di fatto, i sidecar sono l'unica classe prototipi all'interno del TT, anche se il motore è derivato dalla serie, con prestazioni sempre più evolute, distacchi sempre più netti tra i primissimi e il resto della griglia.
A questo scopo è stata intrapresa una TT Sidecar Sustainability Review che coinvolge praticamente tutti gli attori: pubblico, tecnici, piloti, organizzatori, ognuno con un proprio panel che ha prodotto una iniziale presa d'atto di cosa serve e come farlo per far sì che i sidecar possano tornare a Bray Hill nel 2027.
Ne è nato un inziale documento che fornisce una direzione e non stabilisce ancora nulla (anche se c'è una roadmap, ma del tutto indicativa), che è stato da poco pubblicato e che abbiamo letto fino in fondo, dal quale emergono alcune cose importanti:
i sidecar sono importanti per il TT e torneranno: questa procedura di revisione mira già alla loro partecipazione al TT 2027
per tornare già nel 2027 i panel hanno concordato che sono necessarie: riduzione della velocità dei sidecar, maggiore controllo delle prestazioni motoristiche, migliore cura delle prestazioni a 360° (inclusa la durabilità) dei telai, carrozzeria più filante (nel testo il lemma utilizzato è “clearer”) che permetta un più facile accesso in caso di soccorso, controlli più semplici ed efficaci e uno standard adeguato degli equipaggi in gara. Attualmente gli unici motori concessi sono tutti derivati dalla serie: 600 cc, 4 tempi, 4 cilindri, 675 cc, 4 tempi, 3 cilindri, 900 cc, 4 tempi, bicilindrico parallelo. Vietati la sovralimentazione, i motori a V e i carburatori e per il 2026 erano obbligatori air restrictor da 27,5 mm e la benzina in normale vendita presso i distriburori dell'Isola di Man. Vietati additivi e robe del genere. Questo regolamento tecnico potrebbe quindi subire profonde modifiche
Non si esclude che il lavoro iniziale sulla categoria porterà a gareggiare nel 2027 ma si aggiunge che successivamente altre modifiche ed evoluzioni del regolamento interverranno a normare ulteriormente aerodinamica, motori e così via: insomma l'intervento sulla categoria è a lungo termine e sono peraltro necessari interventi significativi. Un reset, non interventi palliativi o, peggio, temporanei.
Le sfide che i panel si trovano a fronteggiare sono molte: il rischio insito nella gara, una partecipazione in declino e con equipaggi che invecchiano, dove il professionismo non è la regola, anche dal punto di vista commerciale la situazione non è certo quella della classi “solo” (ovvero quelle delle moto).
Inutile rimarcare che la velocità dei sidecar è sotto osservazione e che quindi è lì che si interverrà con certezza in tempi rapidissimi, ma una delle preoccupazioni più forti è quella legata all'aerodinamica: per quanto quest'ultima non sia indicata come l'unica o la maggiore causa dei recenti incidenti il lavoro preliminare ha stabilito che le modifiche relative alla carrozzeria per il 2027 dovrebbero quindi essere proporzionate e praticabili, mentre la progettazione CAD, la simulazione e i test fisici verranno sviluppati nell’ambito del programma a più lungo termine. Insomma, tecnicamente il profilo prestazionale futuro dei sidecar deve tenere conto di potenza, peso, resistenza aerodinamica, carico aerodinamico, rapporti del cambio, stabilità e capacità dei concorrenti di sviluppare le proprie soluzioni nel rispetto dei limiti imposti.
Il problema è la transizione: azzerare tutto porta alla sfascio i “vecchi” sidecar e vanifica anni di investimenti, ma la volontà di preservare questi ultimi non possono – ricorda il report – giustificare mezze misure nella revisione del regolamento tecnico che, e qui il report è lapidario, deve portare non a realizzare la classe Sidecar più veloce possibile, bensì quella più sostenibile possibile. Sostenibilità, parola d'ordine che interseca valori come la sicurezza, lo spettacolo, il lato commerciale, i valori dello sport e l'immagine del TT, un compito che non è facile da portare a compimento senza compromessi o senza rivoluzioni, ma i sidecar al TT, nel corso della loro lunghissima vita agonistica, hanno visto più volte rivoltata la loro essenza, senza però perdere quel fascino che appassiona e che in ogni caso merita rispetto.
Cambiare non sarà, a parere di chi scrive un problema: si temeva, nel 1990, che l'abbandono dei motori di 1000 cc a quattro tempi e 750 due tempi (giudicati troppo rabbiosi e potenti) e l'uniformazione al regolamento della F2 fosse un macigno sulla categoria che nel frattempo aveva resistito a uno stop quasi trentennale dal 1926 a 1954, per poi riapparire sul circuito di Clypse e poi tornare sul Mountain nel 1960, ma giusto pochi anni dopo (1996) con i motori di 600 cc si girò già a 110 mph ad opera della leggenda Molyneux con Hill come passeggero.
Insomma, la direzione è quella di voler trattenere i sidecar nel programma del Tourist Trophy, ma solo con una profonda revisione a 360° della categoria: uomini, macchine, organizzazione e i risultati di questa revisione preliminare indicano che un ritorno graduale della classe Sidecar al TT 2027 appare realizzabile, a condizione che vengano portati a termine con successo ulteriori lavori di natura tecnica, operativa e gestionale; l'obiettivo adesso è di giungere a una decisione definitiva nel corso dell’autunno del 2026 per permettere ai team e agli equipaggi di programmare il loro futuro al TT.
Gary Thompson, Clerk of the Course del TT, ha dichiarato:
“Lo scopo di questa revisione non è mai stato quello di decidere se i sidecar debbano semplicemente tornare o scomparire. La nostra responsabilità è stata quella di comprendere le sfide che la categoria deve affrontare e determinare se esista una via d’uscita credibile e sostenibile.
Le prove raccolte nelle ultime settimane sono state numerose e, cosa importante, straordinariamente coerenti. Rimane un enorme affetto per le gare di sidecar e il riconoscimento del loro ruolo unico all’interno del TT. Allo stesso tempo, vi è un ampio consenso sul fatto che siano necessari cambiamenti significativi affinché la categoria possa prosperare in futuro.
Questo rapporto non rappresenta la fine del processo. Segna la fine della prima fase.
La nostra attenzione si concentra ora sulla collaborazione con concorrenti, costruttori, organismi di governo ed esperti tecnici per sviluppare un pacchetto iniziale di riforme che possa essere attuato entro un lasso di tempo adeguato, proseguendo al contempo il lavoro ingegneristico a lungo termine che definirà la direzione futura della categoria.”
La revisione raccomanda l’istituzione di un Gruppo di Sviluppo Tecnico per portare avanti la fase successiva del lavoro, supportato da una consultazione continua con concorrenti, costruttori, l’Auto Cycle Union e la comunità dei sidecar. È proprio il caso di dire “Buon Lavoro”, ma se conosciamo un minimo la perseveranza dei mannesi non possiamo che nutrire ottime speranze, del resto si dice che la stessa triscele nella bandiera dell'Isola di Man sia la rappresentazione della resilienza dei suoi abitanti.