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Massimo Tamburini premiato con il Sigismondo d'Oro

- Il tecnico e designer riminese che con le sue motociclette ha fatto sognare i motociclisti di tutto il mondo è stato premiato con la massima onorificenza della città di Rimini
Massimo Tamburini premiato con il Sigismondo d'Oro

 

«Per aver saputo interpretare e trasformare con quella genialità straordinaria che nasce dal lavoro artigianale – è scritto nella motivazione del Sigismondo d’Oro 2012 che premia i riminesi che con la loro opera hanno contribuito a onorare la Citta di Rimini - il suo sogno e la sua passione, nella concretezza di prodotti industriali senza pari, per bellezza e prestazioni, che hanno segnato la storia del motociclismo. Per aver saputo raccontare, attraverso creature a due ruote da antologia, uno degli amori più grandi che accomuna le nostre genti e per aver saputo trasmettere quella passione che la nostra terra coltiva per il mondo del motore tanto da renderla universalmente celebre come la “terra de mutor”».

«Un artigiano del sogno – ha detto il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi nel consegnare il riconoscimento – che ha saputo interpretare e trasformare in realtà il sentimento più puro dei riminesi e non solo. Un profilo espressione di un talento cristallino, che con le proprie mani ha donato opere di straordinaria bellezza e poesia che hanno segnato la storia stessa della moto.

Nel lavoro di Massimo Tamburini – ha proseguito il Sindaco Gnassi – si coglie il sentimento più vero della nostra comunità, interpretandone il carattere, i propri tratti più autentici e quella genialità che senza lustrini, artifici o palcoscenici eclatanti, è uno dei suoi tratti distintivi».

 

Massimo Tamburini, la biografia

Nato il 28 Novembre 1943 a Rimini, ha vissuto per i primi 11 anni all'interno di una numerosa famiglia di contadini.

Nel 1954 a seguito della decisione del padre di lasciare la professione di contadino, per intraprendere una nuova attività nel settore dei trasporti, si trasferì con la propria famiglia in zona Grotta Rossa in Rimini.

Il padre vedendo la grande passione di Massimo per le moto ed essendo anch'egli grande appassionato della meccanica, iscrisse Massimo all'Istituto Tecnico Industriale di Rimini.

Gli studi purtroppo non vennero portati a termine causa problemi di salute, risoltosi poi in modo positivo negli anni a seguire.

Massimo Tamburini consapevole dell' importanza della formazione scolastica ed amareggiato per quanto perso, si iscrisse a diversi corsi di formazione professionale che ne amplificarono la naturale predisposizione per tutto ciò che era inerente alla meccanica/tecnica.

 

Al termine di questo percorso formativo, correva l'anno 1961, all'età di 18 anni intraprese in proprio l'attività nel settore termoidraulico con specializzazione nel settore del riscaldamento.

Nello stesso anno sposava Pasquina e negli anni a seguire nacquero i tre figli, Morena , Andrea , Simona che sicuramente rappresentano per Massimo Tamburini e sua moglie i "Progetti" più importanti, poiché tuttora, con l'arrivo di 5 nipoti, dimostrano grande attaccamento ai valori della famiglia.

 

Ducati 916
Ducati 916

Nel 1966, pur mantenendo sempre intatta la passione per le moto, ma altrettanto consapevole dell'importanza di un lavoro che potesse assicurare alla propria famiglia la giusta serenità, creò insieme a Giuseppe Morri e Valerio Bianchi la Società Idrotermica Bimota, società poi rivelatasi negli anni a seguire, sinonimo di qualità.

 

Massimo nel proprio tempo libero, coltivava la sua passione per le moto e nel 1971 diede libero sfogo alla creazione di una moto sportiva, ispirandosi alle moto sportive Mv Agusta, alla cui guida vi era il Campione del Mondo Giacomo Agostini.

Questo suo primo progetto, ricevette consensi positivi dal pilota collaudatore della Mv Agusta Angelo Bergamonti e da tutti gli addetti ai lavori.


Le motivazioni che portarono Tamburini a cimentarsi nel settore motociclistico, furono paradossalmente legate ad un incidente occorsogli sul circuito di Misano che gli generò diverse fratture, mentre stava provando la sua nuova moto, una Honda CB 750 Four.

Correva l'anno 1973, in quel periodo Tamburini stava allestendo la nuova sede della Idrotermica Bimota sita in Via Covignano, quando ancora dolorante per le fratture alle costole, propose a Morri di aprire un piccolo centro di progettazione telai e parti speciali da destinare alle moto Giapponesi, che a suo dire avevano un gran motore, ma a livello telaistico c'erano notevoli margini di miglioramento, certo di poterne migliorare il comportamento dinamico.
 

Morri si rese disponibile in tal senso e nello stesso anno venne costituita la Bimota Meccanica trasformata successivamente in Bimota S.p.a. nel 1980.

Tamburini rimase azionista e Direttore Tecnico della Bimota sino al 1983, anno in cui decise di lasciare l'azienda per intraprendere nuove esperienze.

         

Nei 35 anni di attività nel settore motociclistico, le moto progettate da Tamburini hanno vinto 18 Titoli Mondiali, 20 Titoli Italiani e diversi altri titoli Internazionali.

Nel 1984 venne assunto dal Team Gallina, con l'incarico di sviluppare una moto GP500 per il pilota ex Campione del Mondo Franco Uncini.

 

La moto venne denominata TGA 500 Gp e successivamente nel mese di Luglio dello stesso anno, il Presidente della Cagiva Sig. Claudio Castiglioni commissionò a Tamburini in carico al Team Gallina, di sviluppare un 125 sportivo che avrebbe dovuto aprire un nuovo segmento di mercato per questa tipologia di moto.

Nello stesso anno, nel mese di Dicembre venne presentata la nuova moto denominata Cagiva Aletta Oro 125 che ottenne un grandissimo successo commerciale.

Nel 1985, il Sig. Claudio Castiglioni propose a Roberto Gallina di acquistare il Centro di Progettazione a condizione che Tamburini rimanesse a dirigerlo.

 

MV Agusta F4
MV Agusta F4

Dal 1985 al 31 Dicembre 2008, anno delle sue dimissioni volontarie, Tamburini ricopri varie cariche all'interno del Gruppo Cagiva, l'ultima delle quali fu Amministratore Delegato del Centro Ricerche.

 

In questo ultimo periodo durato 23 anni, Tamburini con le sue creazioni ha contribuito in modo determinante al successo commerciale, di immagine e sportivo di marchi come Cagiva, Ducati, Mv Agusta, ricevendo diversi premi per il Design e l'innovazione tecnica dei suoi progetti. Inoltre ha vinto innumerevoli Campionati Nazionale e Campionati del Mondo, oltre che vedere alcune sue creazioni esposte nei più prestigiosi Musei di Arte Contemporanea del mondo.


Nei 35 anni di attività nel settore motociclistico, le moto progettate da Tamburini hanno vinto 18 Titoli Mondiali, 20 Titoli Italiani e diversi altri titoli Internazionali. 37 Piloti hanno gareggiato con le sue moto.

 

  • Ottavio71, ccc (MI)

    Post 5

    Può essere.
    Però l'ha copiata e sviluppata proprio bene!!!!
    ;-))
    Se calcoli che guardacaso era della Cagiva e che Tamburini lavorava lì in quei tempi...diciamo che ha creato la sorella minore e quella maggiore (visto che il periodo tra l'altro è più o meno quello...).
    Come ci fù la Freccia C10 che era la piccola copia della Paso (disegnata sempre da Tamburini)... e la Morini Dart la copia anabolizzata della C9.
    All'epoca era tutto gruppo Castiglioni, perciò con Tamburini al seguito, le linee erano quelle. Stupende tra l'altro ancora oggi.
    Così come nel più recente passato la MV F4 che nelle linee laterali ha ripreso molto, nel complesso, esteticamente della 916.

    Inzomma... da qualsiasi parte la si veda.... un genio!

    Le sue moto? Sempre attuali ed esteticamente stupende.
    Come pochissimi altri hanno saputo fare nel tempo.... con uno o due modelli al massimo...
  • fagotto, Parma (PR)

    Italia

    quando vivi in un paese ricco d'arte e di bellezza come il nostro ed hai la sensibilità ed il genio , il risultato è questo: bellezza senza tempo. Grazie Maestro Tamburini.
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