Attualità

Harley Davidson: il CEO Matt Levatich si è dimesso

- Il presidente e amministratore delegato di Harley-Davidson si è dimesso. Hanno pesato differenti vedute e le strategie adottate per invertire la tendenza del calo delle vendite. Al suo posto Jochen Zeitz, ex Puma
Harley Davidson: il CEO Matt Levatich si è dimesso

Matthew “Matt” Levatich venerdì scorso ha rassegnato le dimissioni da Harley-Davidson, di cui era presidente e CEO dal 2015.
Il divorzio è arrivato dopo che le vendite della casa americana hanno avuto il segno meno negli ultimi dodici trimestri.

Una situazione indubbiamente condizionata dal generale andamento negativo del mercato americano di questi ultimi anni. Un mercato nel quale Harley segna il 58% delle proprie vendite globali e che vede la marca di Milwaukee impegnata nella ricerca di nuovi motociclisti che le giovani generazioni stentano però a fornire.
Per riuscirci deve cercare di battere anche strade alternative a quelle tradizionali e qui sta la scommessa della dirigenza.

Nel 2019, il peggiore anno commerciale dal lontano 2004, la flessione era stata peraltro rallentata con  218.300 moto vendute nel mondo. Un calo pari a  -4,3%, dopo che nel 2018 la contrazione era stata del 6,1% e nel 2017 del 6,7%.
Nel 2016 le vendite erano state di 260.000 unità: Harley ha perso il 16% in tre anni, il 22% se il confronto è con il 2012.

Durante il suo periodo di gestione, iniziato a maggio 2015, Matt Levatich ha varato il programma More Roads to Harley-Davidson per attrarre nuovi clienti, ha pianificato l'introduzione di un centinaio di modelli nuovi o aggiornati entro il 2027 fra i quali ci sono la prima moto elettrica LiveWire (già varata in precedenza) o la futura e altrettanto inedita Adventure Pan America, ha operato economie aziendali per tagliare i costi, ha stretto accordi per andare a produrre in Cina e da ultimo ha dovuto fare i conti con la politica dei dazi voluta dal presidente Trump, una tegola che ha penalizzato i conti economici se non direttamente l'export della casa americana visto che il sovrapprezzo determinato dalle tasse è stato di fatto assorbito da Harley-Davidson.

Il 2019, come era stato previsto dalla stessa casa, ha visto nuovamente un calo commerciale. Calo che per di più ha riguardato tutte le aree continentali, inoltre le previsioni illustrate a fine anno per il 2020 davano ancora il segno meno.
E' stato probabilmente questo l'ultimo motivo di frizione fra il consiglio di amministrazione e il suo presidente.

Vendite e azioni giù

Oltre all'andamento delle vendite c'è da rilevare che da quando Levatich guida la società le azioni Harley-Davidson hanno perso il 46%, quando nello stesso periodo l'indice S&P 500 ha guadagnato il 40%. 
Venerdì scorso le azioni della compagnia hanno chiuso in ribasso del 2,2% a 30,47 dollari.

Cinquantacinque anni, ingegnere meccanico, una laurea specialistica in ingegneria gestionale e un master in business amministration, Levatich era entrato in Harley-Davidson nel 1994 ricoprendo via via ruoli di maggiore responsabilità. E' stato anche in Italia come presidente e consigliere delegato di MV Agusta, dal 2008 al 2009, quando la marca italiana era controllata da Harley-Davidson.

Jochen Zeitz
Jochen Zeitz

Venerdì il consiglio di amministrazione Harley-Davidson ha nominato Jochen Zeitz (già membro del consiglio, cofondatore e copresidente di The B Team) amministratore delegato pro tempore e presidente. Carica, quest'ultima, che Zeitz manterrà anche dopo la nomina del prossimo CEO.
Prima di arrivare in Harly-davidson, Jochen Zeitz ha rilanciato la marca d'abbigliamento Puma, che era piombata in profonda crisi negli anni Novanta, portandola al terzo posto a livello mondiale.

“Il Board e Matt - ha comunicato Zeitz con una nota - hanno concordato di comune accordo che per Harley-Davidson era giunto il momento di una nuova leadership. Matt è stato determinante nel definire il piano di crescita More Roads to Harley-Davidson e adesso cercheremo una nuova guida per ridare slancio alla nostre attività”

“A nome del consiglio, desidero ringraziare Matt per i suoi 26 anni di servizio in Harley-Davidson. Ha lavorato instancabilmente per guidare l'azienda attraverso un periodo di grandi cambiamenti del settore, garantendo al contempo la conservazione di uno dei marchi più iconici al mondo. Il consiglio di amministrazione e il gruppo dirigente della società continueranno a lavorare insieme mentre cercheremo un nuovo CEO”.

Levatich seguirà questa transizione restando in azienda fino al prossimo 31 marzo.

  • username__728487, Roma (RM)

    Il problema non sono i 15 mila € della streetbob, ma i 10k della 883 o i 13k della forty-eight, io ho un harley (ancora per poco) esteticamente bellissime ma poco vivibili in europa. Abitassi in California o in Florida sicuramente una sport glide la comprerei.
    Poi con la coppia del Milwaukee 107 0 114 il controllo di trazione è s obbligo se non vuoi andare obbliguo.
    Il futuro della HD è ad una svolta chissa dove porterà
  • Vintagetech, Torino (TO)

    Ormai non sono più prodotti per queste epoche e per queste persone odierne. Ci voleva una rinfrescata anni fà, ormai è tardi, come per la Guzzi. Ok la tradizione e quant'altro, però i tempi cambiano. Gli ultimi tempi utili sono stati i tardivi anni '90, lí si sono perse grandi opportunità. Anche tanti americani sono passati ad altri prodotti. Un sacco di soldi per ciò che si ha. Poi, le norme delle emissioni. Io, personalmente, non sopporto sentire baccano a bassa velocità, anche se è in qualche modo silenziato. La tecnica è presa in giro, come il voler accentuare lo zoppicare del motore al minimo, ottenuto anche con lo sbaglio voluto dell'anticipo dell'accensione. A me sembra un voler mettersi in concorrenza con la Briggs & Statton. Ricordo anche di puntoni telai che andavano montati in direzione sella per far sentire maggiormente le vibrazioni, perché così è più maschia. E le autoradio a tutto volume come sulle Vespe alle giostre... Il mondo cambia. Si è spinto inoltre il cliente a far creare alla moto una immagine sbagliata e poi la casa stessa la ha inseguita per cavalcare l'onda, poi finita. Come Arlen Ness e altri. La libertà e la goduria della moto ci sono, sono possibili. Io non faccio baccano nemmeno in pista col Super Mono o col 2 e il 4 cilindri. Da me sono sempre venuti a farsi fare le moto, dicendo "le tue vanno forte, in silenzio e fanno molti km". In più devono essere godibili, per chi le guida e per chi non è in sella. E non costare molto!!
Inserisci il tuo commento