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Enigma 1050: la Triumph che mancava

- Un gruppo di tecnici molto noti in Inghilterra ha messo in piedi il progetto Enigma 1050, la cui risultato è questa affascinante supersport tricilindrica motorizzata, naturalmente, Triumph
Enigma 1050: la Triumph che mancava


Triumph manca ormai da qualche anno nel segmento delle supersportive di grossa cilindrata, dove fino al 2006 era presente con la Daytona 955. Ultimamente si è spesso ipotizzato l’arrivo di una nuova Daytona con l’attuale motore 1050, ma ad Hinckley hanno sempre nicchiato, preferendo non rischiare in un segmento di mercato certamente non più in grado di produrre numeri di vendita degni di grossi investimenti.

Ed ecco che un gruppo di persone che vivono di moto da una vita si sono recentemente messi d’impegno per sfornare una Triumph 1050 sportiva davvero bellissima, e, manco a dirlo, completamente Made in England: si chiama Enigma, e c’è da augurarsi che possa essere l’inizio di un’avventura che potrebbe portare alla nascita di una “Bimota britannica”. Enigma fa capo a Jim Lindsay, per una decina d’anni giornalista di settore (anche per Motor Cycle News) e a sua moglie Margaret, anch’essa appassionatissima di moto, e musa ispiratrice dell’operazione. Il cui designer è Kar Lee, uno che disegna moto da quando aveva sedici anni, e ha lavorato per alcune delle più note riviste specializzate, e attualmente anche per alcuni siti in giro per il mondo.

Pur non proponendo nulla di veramente nuovo, l’estetica della Enigma 1050 secondo noi è bellissima, pulita, armoniosa, molto ben bilanciate nelle volumetrie. Telaio e forcellone a  traliccio fanno sempre un gran bell’effetto, anche se quello che vediamo nella foto d’officina è differente rispetto al telaio che vediamo sulla moto completa (le cui immagini sono prodotti di elaborazione digitale, o “rendering” che dir si voglia).  Comunque sia, la realizzazione del telaio è stata affidata alla Tigcraft di Dave Pierce,  nota anche per aver costruito una bella racer da 98 kg dotata di motore Aprilia V2 da 550 cc e 70 cv.
Il risultato è una struttura che pesa solo 8,1 kg, senza forcellone e piastre in alluminio, ma si può scendere ancora un pochino: per dare un’idea, il telaio della Triumph Daytona 675, già molto leggero, pesa 10,5 kg.

Le sospensioni sono realizzate dalla K-Tech di Chris Taylor, e al progetto partecipa anche la Promach, che si occupa della realizzazione dei particolari in lega leggera.

Quanto alle ruote, non potevano essere che le inglesissime Dymag, azienda che nei primissimi anni settanta “inventò” le ruote fuse in magnesio a tre razze, con le quali Eddie Lawson e la sua Kawasaki 1000 vinsero il campionato AMA nel biennio ‘81/’82. Per la Enigma 1050 però vengono utilizzate leggerissime ruote in fibra di carbonio. Riguardo ai freni, nelle immagini che riportiamo vediamo delle pinze radiali AP Racing con dischi vawe.

Quanto al motore, è stato affidato alla BSD Performance il compito di rimappare la centralina per “accordarla” allo scarico, in modo da guadagnare qualche cavallo in più, rispetto ai 121 effettivi  (rilevati al banco, 133 dichiarati dalla Casa) della Speed Triple. Niente di più, anche perché lo scopo era quello di ottenere un motore ancora più piacevole da usare su strada, senza esagerare con la potenza. In futuro, comunque, potrebbe arrivare anche una versione ben più “cattiva”, con alberi a camme differenti, condotti  e testate lavorati e via dicendo, per arrivare sui 135 cv effettivi alla ruota. Anche se i coniugi Lindsay ed il loro gruppo di tecnici non sono convinti che la cosa sia così necessaria. L’importante, comunque, è il motore rimanga rigorosamente in bella vista, grazie ad una carrozzeria poco invadente.

Il team di Enigma prevede di approntare il prototipo funzionante della 1050 entro la fine del prossimo aprile, ed iniziare immediatamente i test di messa a punto. Ed è interessante sapere che la moto dovrebbe essere disponibile sia completa che sottoforma di kit: in questo caso, basterebbe comprarsi un motore usato, ed il gioco sarebbe fatto.

Inoltre, Jim Lindsay ed il suo staff stanno già pensando ad un altro paio di moto da proporre in un prossimo futuro.

  • Tanketto01, Abbiategrasso (MI)

    x Grufolo

    "Telaio e forcellone a traliccio fanno sempre un gran bell’effetto, anche se quello che vediamo nella foto d’officina è differente rispetto al telaio che vediamo sulla moto completa (le cui immagini sono prodotti di elaborazione digitale, o “rendering” che dir si voglia)".

    Provare a leggere bene un articolo, prima di commentare, no, vero?
  • Marco.Consumi, Firenze (FI)

    Personalmente non amo questo tipo di sesign.

    Ogni volta mi lascia con la sensazione che "manchi qualcosa".
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