Due ruote elettriche, maggio 2026: cumulato in positivo, ma non illudiamoci

Due ruote elettriche, maggio 2026: cumulato in positivo, ma non illudiamoci
Moto e scooter elettrici registrano 1.602 immatricolazioni con un +46,7% sul 2025. Il cumulato gennaio-maggio torna in territorio positivo a +9,79%. I numeri sembrano ottimi, ma è prematuro festeggiare: ciclomotori in calo strutturale e scooter in rimbalzo su basi depresse. Le moto elettriche però stanno crescendo...
3 giugno 2026

Dopo quattro mesi a rincorrere il segno meno, il mercato delle due ruote elettriche torna in positivo anche nel cumulato. A maggio 2026 le immatricolazioni raggiungono 1.602 unità, con una crescita del +46,70% rispetto alle 1.092 dello stesso mese del 2025. Numeri complessivamente ancora bassi, ma almeno il trend è positivo. Il bilancio dei primi cinque mesi dell'anno si attesta a 3.893 veicoli (+9,79% sul 2025), invertendo la rotta rispetto al passivo che aveva caratterizzato tutto il quadrimestre precedente, chiuso a -6,56%.

I numeri, a prima lettura, sembrano una notizia positiva senza asterischi, ma la realtà è più sfumata.

Il +46,7% di maggio: rimbalzo su base depressa

Per capire il dato di maggio bisogna ricordare da dove viene il confronto. Maggio 2025 è stato uno dei mesi peggiori dell'anno per l'elettrico a due ruote, colpito dall'esaurimento progressivo dell'Ecobonus e da una domanda di scooter che si era sostanzialmente bloccata in attesa di nuovi incentivi che non arrivarono. Confrontarsi con quella base bassa gonfia automaticamente le percentuali di crescita 2026, indipendentemente da cosa stia succedendo oggi sul mercato.

Non è un dettaglio secondario: lo stesso meccanismo aveva prodotto un +2,4% ad aprile che sembrava quasi deludente, mentre era in realtà più "onesto" proprio perché il confronto con aprile 2025 era meno sfavorevole.

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Scooter elettrici: 1.131 unità, +62,7%

Il segmento più pesante per volumi è quello degli scooter elettrici, che a maggio raggiungono 1.131 immatricolazioni con un incremento del +62,73%. Nel cumulato gennaio-maggio il totale si attesta a 2.464 unità (+12,61%), un risultato che segnala una domanda in crescita rispetto all'anno scorso, ma ancora lontana dai picchi registrati nei periodi di piena operatività degli incentivi.

Lo scooter elettrico rimane un prodotto che soffre la dipendenza dall'intervento pubblico: senza un differenziale di prezzo adeguato rispetto all'equivalente termico, la domanda stenta a consolidarsi. La crescita c'è, ma non interpretiamola come una svolta strutturale del mercato.

Ciclomotori elettrici: l'unico segmento in calo

Il dato più preoccupante arriva dai ciclomotori elettrici, che a maggio segnano 295 unità con una flessione del -15,23% rispetto alle 348 dello scorso anno. Nel cumulato il passivo è ancora più marcato: 911 immatricolazioni contro le 1.217 del 2025, con un calo del -25,14%.

È un andamento che si trascina da inizio anno e che riflette una doppia pressione: da un lato il venir meno degli incentivi su un segmento storicamente sensibilissimo al prezzo; dall'altro la concorrenza crescente di modelli termici entry-level che restano competitivi. Il ciclomotore elettrico era il segmento che aveva beneficiato di più degli Ecobonus: ora che quegli strumenti non ci sono, la domanda naturale è evidentemente più bassa di quanto si potesse sperare.

Moto elettriche: crescita reale su volumi ancora piccoli

La storia più interessante del mese la raccontano le moto elettriche: 176 immatricolazioni a maggio, con una crescita del +259,18% sulle 49 dello stesso mese 2025. Nel cumulato 518 unità contro le 141 del 2025, per un +267,38%.

Le percentuali sono vistose, ma vanno contestualizzate: i volumi assoluti restano a dir poco contenuti, e la base di confronto del 2025 era bassissima. La differenza rispetto agli altri segmenti, però, è che la crescita delle moto elettriche non è trainata da incentivi. I modelli più venduti in questo segmento, prevalentemente enduro e off-road elettrici, non rientrano nelle categorie tipicamente coperte dall'Ecobonus. La loro domanda cresce perché arrivano nuovi modelli, si amplia l'offerta e matura una fascia di acquirenti disposti a pagare il prezzo di listino. È una crescita strutturalmente più solida, anche se piccola.

Il cumulato a confronto mese per mese

Mese Tot. 2026 Tot. 2025 Var %
Gennaio 334 282 +18,44%
Febbraio 282 572 -50,70%
Marzo 651 598 +8,86%
Aprile 1.024 1.002 +2,20%
Maggio 1.602 1.092 +46,70%
Gen-Mag 3.893 3.546 +9,79%

Fonte: MIT – Elaborazione UNRAE per ANCMA

Il crollo di febbraio (-50,70%) rimane la voce più pesante di tutto il bilancio. Senza quel mese, l'andamento del 2026 sarebbe decisamente più brillante. Ma il mercato è quello che è, e il dato aggregato racconta di un comparto che fatica a trovare una traiettoria stabile, ancora viziata dall'Ecobonus.

Cosa ci dicono davvero questi numeri

Il cumulato positivo è una buona notizia, ma non va sopravvalutato. Il mercato delle due ruote elettriche in Italia dipende ancora in misura significativa da fattori esogeni — incentivi, basi di confronto favorevoli, introduzione di nuovi modelli — più che da una domanda strutturalmente crescente e autonoma. I 3.893 veicoli dei primi cinque mesi 2026 equivalgono a poco più del 2% del totale immatricolazioni a due ruote nello stesso periodo (177.662 unità). Una quota ancora marginale.

Come ribadiamo ormai da tempo, il segmento che dà le indicazioni più incoraggianti per il futuro rimane quello delle moto elettriche off-road, dove la crescita non dipende da sussidi e dove l'offerta si sta diversificando. Tutto il resto aspetta ancora il momento in cui un prodotto elettrico riesca a competere sul mercato senza bisogno di essere sussidiato; e quel momento, almeno sul fronte degli scooter urbani, non sembra ancora arrivato.