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La notizia non è che Michael Dunlop ha vinto la sua 47esima gara sul Mountain, ma che ha dominato la F1 con la Suzuki GSX-R 750 del team Classic Suzuki infliggendo a Coward 10 oltre 20 secondi e a Browne 27 secondi, tutti e due su Kawasaki ZXR750. Tutto questo, battendo il record di categoria di Bruce Anstey del 2017 (127.496 mph di media). Una gara che ha perso quasi subito uno degli argomenti che avevano appassionato la vigilia, il duo Hickman-Norton cui una pompa benzina difettosa ha tagliato decine e decine di km all'ora sui rettilinei e sul Mountain costringendo poi al ritiro, ma che ha appassionato per il duello iniziale Browne-Dunlop (che ha preso vantaggio anche grazie a una più efficace gestione del pit stop) e per il fatto che tre dei primi quattro classificati hanno girato più forte del precedente record assoluto di Anstey.
Come mai queste prestazioni pazzesche da parte di moto youngtimer, in questo caso di 750cc? Non c'è una singola risposta a questa domanda, e in parte l'anno scorso la prestazione di Michael Dunlop sulla Norton (che girò più forte di quanto non fece Hislop ne 1992 su - quasi - la stessa moto, vincendo il TT) ci aveva dato un segnale. Gomme moderne, familiarità con il tracciato, contesto meteo e il fatto che una volta di più sembra che la bravura del pilota, il suo affiatamento con lo Snaefell e una gestione attenta delle forze facciano la differenza. La potenza brutale delle Superbike sembra non essere un requisito per fare prestazioni di picco (al di la del fatto che anche Dean Harrison ha vinto il Senior/SBK al TT con una moto ibrida tra SBK e SSTK) e se andiamo a guardare i tempi di Browne vediamo che al TT con la Honda CBR1000RR ha girato in 128,348 di media, mentre qui al Classic con una Kawasaki ZXR750 ha girato in 127.477. Certo, non tutto è direttamente paragonabile e intervengono un sacco di variabili a mutare il contesto, ma il succo è che con una moto da circa 150 cavalli degli anni '90 (o con una Supersport attuale, guardate i tempi al TT) si può girare in tempi che permetterebbero di entrare nei 10 al Tourist Trophy.
La gara ha visto anche diversi ritiri importanti. Tra questi, come detto, Peter Hickman, al debutto con la WizNorton sulla Rotary 588, costretto al ritiro ai box dopo il primo giro, ma anche Shaun Anderson, Dominic Herbertson e Rob Hodson non hanno visto il traguardo dei tre giri, mentre Brian McCormack è caduto a Greeba Castle e Conor Cummins si è ritirato a Barregarrow.
Per Dunlop, una vittoria - il quinto successo nel Classic TT F1 - che conferma ancora una volta il suo straordinario rapporto con il Mountain Course.
Foto: media.iomttraces.com