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Kenny Roberts ha vinto tre titoli mondiali consecutivi nella classe 500cc tra il 1978 e il 1980, quindi quando esprime le sue opinioni si deve stare in silenzio e ascoltare, col rispetto dovuto a un fuoriclasse del genere.
Ed è quello che faremo oggi, qui. Perché Roberts ha rilasciato un'interessante intervista al podcast Pipe Dreams. Ecco alcuni passaggi notevoli.
Roberts introdusse uno stile di guida totalmente nuovo, ecco il suo racconto: "Quando ho iniziato a correre in 500, superavo tutti sia all'interno che all'esterno. Non avevano mai visto niente del genere, perché erano abituati a seguire una traiettoria e ad aspettare che il pilota davanti commettesse un errore. Mi chiamavano 'il marziano' perché pensavano che non fossi di questo pianeta. A volte arrivavo all'aeroporto e sentivo la gente chiamarmi così. Per un periodo è stata una follia totale".
Roberts aveva e ha una spiccata sensibilità per i motori e il loro funzionamento, cosa che ha messo in pratica quando ha avuto un suo team: "Non progettavo io i pezzi. Assumevo dei tecnici per farlo. Esaminavo i progetti e dicevo cosa non mi piaceva o cosa volevo cambiare. Tutto è nato dalle ore e ore che ho trascorso in sella alle motociclette, soprattutto alle minimoto. Guidavo tutto il giorno. Sperimentavo perché mi rendevo conto che alcune delle motociclette che costruivo non potevano essere guidate da altri, ma io sì. Volevo capire il perché".
Un lavoro che gli dette grande soddisfazione visto che Yamaha "arrivò persino ad acquistare da noi cilindri, prodotti in Inghilterra, per installarli sulle loro moto in Giappone. Furono anni interessanti".
La MotoGP di oggi è alla vigilia di un enorme cambiamento, l'esperienza di KR dice però che potrebbe succedere anche qualcos'altro: "Ogni volta che la MotoGP diceva di voler cambiare qualcosa per risparmiare, io rispondevo: 'Preparatevi, perché costerà di più '. E quasi mai mi sbagliavo".
Marc Márquez il suo pilota preferito tra quelli in attività: "Mi piace perché è molto aggressivo. Probabilmente è il pilota che seguo più da vicino. Non mi piacciono tutti gli errori che commette, ma fanno parte della sua natura aggressiva". Poi una riflessione interessante sulla Ducati: "Non si è mai sentito veramente a suo agio su questa moto, non come sulle sue prime Honda. Il suo stile di guida è diverso da quello di tutti gli altri, e penso che abbia bisogno di una moto progettata per quello stile. Non credo che al momento ce l'abbia. Cosa dovrebbero fare tra progettare la moto per tutti o per lui? Ovviamente bisogna progettarla per lui".