E per le targhe polacche arriva il controllo in tempo reale

E per le targhe polacche arriva il controllo in tempo reale
Dal 13 agosto le forze dell'ordine italiane possono consultare direttamente i portali governativi polacchi per verificare immatricolazione, assicurazione e patente. Il nuovo Codice della Strada punta inoltre a rendere obbligatoria la RC italiana per i veicoli esteri usati stabilmente in Italia
24 agosto 2026

Il fenomeno delle cosiddette targhe polacche, tecnicamente definito esterovestizione, potrebbe aver trovato l'antidoto. Il Ministero dell'Interno ha attivato dal 13 agosto 2026 collegamenti telematici diretti con i sistemi governativi della Polonia (finalmente!) permettendo a Polizia e Carabinieri di verificare in tempo reale la regolarità di un veicolo immatricolato oltreconfine, senza più i tempi morti che finora rendevano i controlli poco efficaci a tutto vantaggio dei malintenzionati.

Fino a oggi, fermare un veicolo con targa polacca significava spesso attendere giorni per avere conferma da Varsavia su assicurazione e immatricolazione, un limite che di fatto rendeva i controlli poco deterrenti. Con l'accesso diretto ai portali polacchi, le forze dell'ordine possono ora verificare istantaneamente carta di circolazione, copertura RC Auto e patente di guida rilasciate in Polonia, incrociando i dati con quelli riportati sui documenti esibiti su strada.

La misura, comunicata con una circolare del 13 agosto indirizzata anche ai ministeri dei Trasporti e della Giustizia, alle Prefetture e ai comandi generali di Carabinieri e Guardia di Finanza, fotografa quanto il fenomeno sia ormai considerato un'emergenza da affrontare con strumenti operativi immediati.

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L'obbligo di RC italiana

Il controllo in tempo reale è solo il primo tassello. Il testo-base del nuovo Codice della Strada, attualmente al vaglio delle associazioni di categoria che dovranno esprimersi entro il 13 settembre per arrivare a una bozza definitiva entro il 14 ottobre 2026, introduce un principio più stringente: chi utilizza stabilmente in Italia un veicolo immatricolato all'estero dovrà dotarlo di una copertura assicurativa italiana.

Non si tratta di un divieto delle targhe estere in quanto tali, quanto di un filtro sulla compagnia assicurativa. Per essere considerata valida, la polizza dovrà appartenere a una compagnia presente negli elenchi IVASS, l'Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, o comunque autorizzata a operare in Italia. Alla data del 20 agosto 2026, tra le compagnie autorizzate non risultano assicuratori polacchi, un dettaglio che rischia di svuotare in partenza buona parte della convenienza economica che ha reso popolare il sistema.

A questo si aggiunge la leva fiscale già introdotta con la legge 88 del maggio 2026, che ha modificato l'articolo 56 del decreto legislativo 446/1997: iscrivere un'auto con targa estera al REVE costa oggi da poco meno di 200 a oltre 600 euro a seconda della potenza del mezzo, cifre che erodono in modo significativo il risparmio inseguito con l'immatricolazione oltreconfine.

Le misure previste dal nuovo Codice valgono per tutti i veicoli immatricolati all'estero iscritti al REVE, indipendentemente dal Paese e dalla tipologia, moto e scooter compresi. La Polonia resta il caso più diffuso e i collegamenti telematici attivati dal Viminale sono infatti tarati proprio sui suoi sistemi, ma il principio dell'obbligo di RC italiana si applica a chiunque circoli stabilmente sul territorio nazionale con una targa estera, due ruote incluse.

Tra le criticità più ricorrenti segnalate dagli osservatori del settore ci sono le assicurazioni polacche fittizie, in alcuni casi stipulate persino all'insaputa di chi utilizza materialmente il mezzo, e le revisioni fatte solo sulla carta, con il veicolo che di fatto non lascia mai l'Italia.

Resta però aperta ancora una questione non secondaria: la compatibilità del futuro obbligo con le regole comunitarie. La direttiva 2009/103/CE stabilisce infatti che gli Stati membri non debbano controllare l'assicurazione dei veicoli che stazionano abitualmente in un altro Stato, identificato convenzionalmente con quello di immatricolazione. Come si concilierà questo principio con l'obbligo di RC italiana previsto dal nuovo Codice è uno dei punti che il confronto con le associazioni di settore dovrà chiarire nelle prossime settimane.