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E’ chiaro a tutti che Marc, dopo aver vinto i primi due titoli della MotoGP con la Honda nel 2013 e 2014, appariva inarrestabile. E faceva gola a tanti, suggerisce oggi Alzamora, che allora gli stava vicino, in un intervento sul canale YouTube "Fast & Curious".
“Credo che in quegli anni la Yamaha abbia insistito molto per ingaggiare Marc. Però, comprensibilmente, Marc era reduce dalla vittoria di due titoli ed era molto difficile da convincere. Sarebbe stato un grande cambiamento, la Honda era una potenza. Più tardi, se non ricordo male, anche la Ducati ha insistito molto: accadde nel periodo 2016-17 e ancora nel 2018-19. Però Marc è stato molto fedele al marchio. Anche se a volte, in alcune stagioni, la concorrenza ha avuto prestazioni migliori”.
Cosa rende Marc Márquez così speciale? Alzamora è sicuro.
"L'ho sempre detto, ciò che ammiro di più in Marc, se parliamo dei suoi esordi, è la sua maturità. Quando aveva 12 anni eri ai box, ti preparavi per una sessione di allenamento, davi qualche consiglio al tecnico, gli spiegavi come avrebbe potuto migliorare le sue traiettorie, e lui era una spugna, sempre molto attento. E a quella maturità puoi aggiungere il suo talento, il suo impegno e i suoi sacrifici, la sua etica del lavoro e, soprattutto, l'umiltà che ha avuto fin dall'inizio e che ancora adesso ha.
Praticamente, dice Emilio, non ha mai sentito dire da Marc che la moto non è veloce o che gli manca qualcosa.
“Esige sempre molto da se stesso, e gli atleti che hanno questo livello di autodisciplina sono atleti come Marc, come Rafa Nadal, come Gasol, come Alonso. Questo è ciò che rende un corridore come Marc diverso dagli altri: umanizza molto questo sport".
L’ex manager del pilota di Cervera ha anche ricordato il passaggio alla MotoGP che organizzò con il suo pilota nel 2013. Gli è piaciuto molto mettere insieme quella squadra, trovare tutte le persone intorno che diventassero la sua piccola famiglia. Ma tutto molto professionale, con tanta pressione addosso, ma con un gran bel risultato.
E il Marc Márquez di oggi?
“Marc ha passato un periodo molto difficile. Purtroppo è stato molto sfortunato con gli infortuni. Ha sempre dato il massimo ed è stato molto professionale, senza mai lamentarsi. Difficile vederlo sconfitto, ha qualcosa che lo spinge ad andare avanti e speriamo che, dopo quest'ultimo intervento chirurgico, possano risolvere il suo problema e che possa continuare a godersi le corse”.
Gli infortuni e i tanti momenti difficili per Márquez?
“Penso che l'infortunio che ha subito in Moto2 con la diplopia sia stato un periodo molto difficile. Siamo stati fortunati, abbiamo cercato medici in tutto il mondo e abbiamo trovato il migliore a Barcellona. Il dottor Sánchez Dalmau gli ha salvato la carriera però, purtroppo la lesione all'omero ha avuto un impatto più duraturo dell'infortunio stesso. Ma anche questo fa parte di decisioni e situazioni che, grazie a Dio, sono ormai alle spalle. E lui è riuscito a ritrovare la sua sensibilità in sella, a superare l'infortunio e a continuare a divertirsi”.