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La parte più visibile del lavoro del pilota è quella che il pubblico vede durante un weekend di gara, ma dietro a ogni prestazione c'è una preparazione che comincia molto prima di infilare il casco.
Essere un pilota - e quindi un atleta professionista - significa anche allenarsi quando non ci sono telecamere, lavorare sul proprio fisico quando la stagione è ancora lontana e continuare a farlo anche nei momenti più difficili. La preparazione atletica è parte integrante del mestiere: forza, resistenza, riflessi, equilibrio e capacità di sopportare gli enormi carichi fisici a cui il corpo viene sottoposto durante la guida. A questo si aggiunge il recupero, soprattutto quando arrivano gli infortuni, che possono costringere un pilota a ricominciare quasi da zero per tornare nelle condizioni migliori possibili.
È proprio su questo aspetto che ha voluto riflettere Fabio Di Giannantonio, attraverso un messaggio condiviso sui suoi canali social. Il pilota italiano parte da una considerazione semplice, ma tutt'altro che scontata: "Essere un atleta professionista non significa svegliarsi ogni mattina sentendosi motivati. Ci sono giorni buoni, giorni difficili, giorni in cui ti senti inarrestabile e giorni in cui semplicemente non hai voglia di fare nulla"
Ed è proprio nei giorni più complicati che, secondo il pilota VR46, emerge una delle qualità più importanti per un atleta: "È lì che la costanza diventa importante. Presentarsi comunque. Fare il lavoro. Cercare di diventare un po' migliori ogni singolo giorno"
Nel corso della stagione, poi, il corpo deve fare i conti con cadute, dolori e infortuni. Tornare in moto dopo un problema fisico non significa soltanto aspettare che il dolore passi: significa recuperare forza, mobilità e sicurezza, riprendere gradualmente il lavoro e ritrovare quelle condizioni necessarie per poter affrontare la MotoGP al limite.
Per questo la perfezione non può essere l'obiettivo di ogni singola giornata. Lo stesso Di Giannantonio lo sottolinea parlando di ciò che ha imparato durante il suo percorso: "Diventare un atleta professionista non significa essere perfetti ogni giorno. Significa continuare a crescere, anche nei giorni in cui è difficile. Un giorno alla volta. Lavorando sempre per diventare un atleta migliore e una versione migliore di me stesso"