Cicloturismo a 9,8 miliardi, ma l'e-bike deve cambiare pelle per crescere

Cicloturismo a 9,8 miliardi, ma l'e-bike deve cambiare pelle per crescere
Il mercato del cicloturismo vale quasi 10 miliardi di euro in Italia e cresce del 54% in un anno. Ma l'industria dell'e-bike rischia di perdere il treno se continua a ragionare solo sulla vendita del prodotto. I nuovi modelli di business puntano su servizi, esperienze e integrazione territoriale
7 gennaio 2026

La storia che ci svelano le statistiche è apparentemente contraddittoria: nel 2024 l'Italia ha registrato 89 milioni di presenze cicloturistiche, con un impatto economico stimato di 9,8 miliardi di euro. Notevole! Il numero di cicloturisti è cresciuto addirittura del 54% rispetto al 2023, confermando il settore come uno dei più dinamici del turismo nazionale. Attendiamo i dati 2025 per capire come e se questo trend viene confermato. Eppure il mercato delle biciclette resta sostanzialmente fermo in gran parte d'Europa ancora vittima di quel rimbalzo che ha seguito il 2020.

Proviamo però a dare una spiegazione. Forse questi numeri ci stanno dicendo che si compra meno, ma si usa di più e soprattutto che la bici non è più solo un articolo sportivo per amatori, ma è tornata un po' all'origine ovvero è uno strumento per la scoperta dei territori. L'ultimo rapporto ISFORT sulla mobilità ha certificato un aumento dell'uso della bicicletta del 27% in un solo anno, un dato superato solo da quello del cicloturismo stesso. Un cambio culturale profondo che il 59° Rapporto Censis definisce come "ricerca continua di momenti di benessere e pause rigenerative".

Per l'industria dell'e-bike questo significa una cosa sola: il valore economico non risiede più nella produzione del mezzo, ma nel suo utilizzo e nella capacità di generare turismo, servizi e indotto locale. Detto così, però, sembra più facile di quanto non sia in realtà per un'industria che ha ormai le radici ben piantate in un modello di business differente e basato proprio sulla produzione.

Non più (solo) prodotto, ma esperienza: il nuovo business

La trasformazione in atto dunque è radicale. Il cicloturismo rappresenta oltre il 10% del totale delle presenze turistiche nel Paese, con un cicloturista che spende mediamente più della media turistica italiana per beni e servizi. Nel 2023 si contavano oltre 56 milioni di cicloturisti, con un valore economico superiore a 5,5 miliardi di euro, in crescita costante. Credo che tutti abbiamo notato durante la bella stagione l'aumento di turisti in bici anche senza leggere questi rapporti.

Ma l'aspetto più interessante emerge dai dati dell'Osservatorio sull'Economia del Turismo delle Camere di Commercio: nel 2024 la vacanza attiva ha motivato oltre 1 turista su 4 tra quanti hanno trascorso una vacanza in Italia, posizionandosi al 5° posto nella graduatoria complessiva delle motivazioni di scelta. Tra le attività outdoor preferite, dopo montagna e trekking che sono in pieno trend, si posiziona proprio il cicloturismo.

Per le aziende di e-bike questo scenario apre opportunità che vanno ben oltre la vendita diretta: noleggio a lungo termine, flotte per strutture ricettive, servizi integrati con tour operator, manutenzione e assistenza tecnica specializzata. Il business model si sta spostando dalla transazione one-shot alla relazione continuativa con clienti e territori.

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Se la domanda di esperienze slow, benessere e attività all'aria aperta continua a crescere, l'e-bike mountain bike e le gravel elettriche rappresentano una risposta ideale per un target più ampio rispetto alla bici tradizionale. Il vantaggio competitivo dell'e-bike nel cicloturismo è evidente: permette di affrontare percorsi impegnativi senza necessariamente avere una preparazione atletica specifica, democratizzando l'accesso a territori e itinerari che altrimenti resterebbero fuori portata per molti potenziali cicloturisti. Soprattutto per il target over 50, in crescita costante e con capacità di spesa elevata.

Dalla pedalata al wellness

Il cicloturismo sta intercettando opportunità generate da crisi o trasformazioni di altri settori, dimostrando una capacità di adattamento che può diventare modello.

Nell'estate 2025 il turismo balneare tradizionale ha registrato cali significativi: in Liguria la flessione stimata è stata di circa -20% secondo Assobalneari e Federturismo Confindustria. Nello stesso periodo, la Ciclabile dei Fiori (tra Sanremo e Imperia) ha visto un aumento dei passaggi e delle presenze, con effetti positivi su bar, hotel e servizi locali.

Ma l'esempio più interessante arriva dal settore benessere e salute. Nella provincia di Padova, le strutture termali e l'Anello dei Colli Euganei stanno creando un sistema turistico integrato dove la bicicletta diventa parte dell'offerta di salute, tempo libero e prevenzione.

Per l'industria dell'e-bike significa pensare a partnership strategiche con terme, centri benessere, strutture sanitarie che puntano sulla prevenzione attraverso l'attività fisica all'aria aperta. L'e-bike non è più solo mezzo di trasporto o attività ricreativa, ma elemento di un ecosistema più ampio.

Fiera del Cicloturismo a Padova
Fiera del Cicloturismo a Padova

Fiera del Cicloturismo 2026: vetrina internazionale a Padova

Non sorprende dunque più di tanto che uno dei principali appuntamenti per questo settore si svolga proprio a Padova. La quinta edizione della Fiera del Cicloturismo è in programma al polo fieristico patavino dal 27 al 29 marzo 2026. L'evento ha ricevuto lo status di fiera internazionale e la crescente presenza di destinazioni straniere lo conferma: tra le ultime adesioni Estonia, Albania e Carinzia.

Con oltre 250 espositori provenienti da tutta Italia e dall'estero, la manifestazione si propone come piattaforma privilegiata per esplorare nuovi modelli di business. Oltre 120 voci autorevoli e più di 60 appuntamenti tra racconti di viaggio e workshop professionalizzanti nell'ultima edizione hanno catalizzato l'attenzione di operatori e professionisti del settore.

La precedente edizione ha contato ben 22.000 visitatori e un incremento del +50% rispetto all'anno precedente. Ma l'aspetto più interessante per gli operatori del settore e-bike è l'attività formativa in preparazione: percorsi su adeguamento delle strutture ricettive al turismo in bici, gestione economica di flotte e noleggi, modelli di business del cicloturismo, educazione finanziaria per gli imprenditori del settore.

Venerdì 27 marzo la Fiera ospiterà più di 40 tour operator internazionali che incontreranno gli espositori per la commercializzazione dei pacchetti cicloturistici italiani. A rafforzare la dimensione europea contribuisce la partnership con VeloBerlin, che si propone al cicloturismo italiano come nuova vetrina sul mercato tedesco, uno dei più maturi e ad alta capacità di spesa.

Durante la manifestazione sarà inoltre presentato un nuovo studio ISNART-Legambiente sul cicloturismo 2026, che fornirà dati aggiornati su domanda, impatti economici e scenari di sviluppo.

«Far crescere il cicloturismo significa costruire un'economia più solida, diffusa e resiliente. La bici non è solo un mezzo di trasporto, ma uno strumento di sviluppo economico che mette in moto territori, imprese e persone», ha dichiarato Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo. «Il nostro obiettivo è aiutare il settore a diventare più maturo, più competente e più sostenibile sotto ogni punto di vista».

Il futuro passa dai servizi più che dai telai

I dati sul cicloturismo stanno dicendo all'industria dell'e-bike che il valore si è spostato dalla produzione all'utilizzo. Non basta più costruire mezzi tecnologicamente avanzati se poi non si costruisce attorno un ecosistema di servizi capace di valorizzarne l'uso. Gli stessi dati ci dicono che il mercato c'è, ma da venditori di biciclette bisognerà diventare fornitori di soluzioni per la mobilità e il turismo sostenibile. Chi saprà costruire partnership con territori, strutture ricettive, tour operator e settore wellness avrà accesso a un mercato che in questo momento vale quasi 10 miliardi di euro ma che soprattutto pare essere in crescita costante. L'alternativa? Restare fermi mentre il mercato pedala altrove.

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