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Si è svolta un'attività di controllo da parte della Polizia Stradale nell'area urbana di Bologna e nelle immediate vicinanze del capoluogo emiliano, finalizzata a verificare la compatibilità con le norme previste dal Codice per quanto riguarda i veicoli della mobilità leggera, ovvero monopattini elettrici biciclette a pedalata assistita.
Il riscontro alla fine dell'operazione non lascia purtroppo spazio all'ottimismo: la stragrande maggioranza dei veicoli controllati, infatti, risulta non in regola con le disposizioni di legge.
Secondo quanto riporta una nota dell'Ansa, su 14 mezzi controllati ben 12 sono risultati irregolari, con manomissioni per tre di essi così gravi da far scattare il provvedimento di sequestro, in quanto risultati di fatto essere non biciclette a pedalata assistita ma veri e propri ciclomotori “mascherati”; in termini puramente matematici, possiamo affermare che quasi l'85% dei veicoli è risultato in qualche modo fuorilegge.
È la stessa Polstrada a parlare di una situazione di "diffusa irregolarità” nel tracciare il bilancio dell'attività di verifica svolta in questi giorni a Bologna: nello specifico, l'operazione ha riguardato 17 persone e appunto 14 mezzi, di cui 9 monopattini e 5 bici a pedalata assistita.
Di queste ultime, come scritto in precedenza, tre si sono rivelate in realtà ciclomotori a tutti gli effetti, circolanti però privi di assicurazione, targa e immatricolazione: oltre al loro sequestro, sono scattate per i conducenti ulteriori contestazioni, come la mancanza di copertura assicurativa, la mancata immatricolazione, la guida senza patente, l'assenza di targa, la guida senza casco protettivo e la mancata esibizione dei documenti di guida.
Sui monopattini, invece, i poliziotti hanno rilevato 13 violazioni per la mancanza del contrassegno identificativo e del casco.
Il bilancio finale dell'operazione comprende inoltre una contestazione per uso del telefono alla guida, un verbale di sequestro amministrativo e tre di fermo amministrativo, altre sei sanzioni per violazioni di vario genere al Codice della Strada.
La Polizia Stradale ribadisce l'impegno a proseguire il monitoraggio della micromobilità elettrica per garantire la sicurezza di tutti gli utenti della strada e contrastare la circolazione di mezzi alterati che in molti casi, superando le prestazioni previste dalla normativa, rappresentano un pericolo per l'incolumità pubblica.