Salone di Verona

BMW R18/2: a MBE Verona aspettandone la vendita

- Debutto italiano per il concept BMW R18/2 al Motor Bike Expo di Verona. Anticipa il primo modello di serie che arriverà dopo l’estate

E’ stata presentata nello stand BMW al Motor Bike Expo di Verona la R18/2, ovvero il secondo concept che prefigura la nuova famiglia cruiser BMW che debutterà nella seconda metà di quest’anno e che sarà spinta dal nuovo motore super boxer di 1.802 cc.

Ve la mostriamo nel video qui sopra, ricordandovi che il percorso di lancio di questa linea di moto BMW - dall’aspirazione americana - è iniziata l’aprile scorso con la Birdcage presentata in Texas.
Si trattava di un modello successivo alla Departed, una special creata dai customizer giapponesi di Custom Works Zon lanciata all’Hot Rod Motorshow di Yokohama a fine 2018.

Ma è stato durante l’ultimo Concorso d’eleganza di Villa d’Este (nelle foto qui sopra) che è stata mostrata per la prima volta la R18 con quello che sarebbe diventato il vero nuovo motore BMW.
Quel primo concept della R18 è stato mostrato anche a EICMA: un’autentica heritage ispirata alla BMW R5 del 1936, con un’estetica magistralmente dal Centro Stile di Monaco e il nuovo boxer 1.800 ad aste e bilancieri, albero di trasmissione finale a vista (come sulle R18/2) e un importante serbatoio a goccia.
La ruota anteriore a raggi era da 21 pollici, c’erano la la finta sospensione rigida posteriore e una sottile sella monoposto di scuola bobber.

Il nuovo concept R18/2 si era visto finora soltanto in foto e in un video ufficiale, mentre a Verona c’è stato appunto il debutto per il pubblico italiano.
Questa volta l’estetica è più fedele al monto custom, però va presa naturalmente come una delle possibili interpretazioni. Come la bagger e la touring che sono state viste in collaudo in Spagna.

  • giuliano canevazz, Grottaferrata (RM)

    Il futuro di quel concetto di moto con trasmissione ad albero, che potrebbe essere riunito in una crossover, è un motore bicilindrico in linea longitudinale mild hybrid, (necessariamente) raffreddato ad acqua, con recupero (regolabile) dell’energia in frenata, che è anche decisamente più rispettoso per l’ambiente dei motori elettrici, la cui diffusione forzata è rovinosa anche per il clima.
    Ed è quello che ho proposto a Moto Guzzi
  • giuliano canevazz, Grottaferrata (RM)

    Tra tutte le moto prive di senso, la versione rossa, con cerchi in lega, faro carenato, e basamento grigio topo, è anche la più brutta.
    L’altra versione ha un certo fascino, ma come tutte le esasperazioni, finisce per snaturare la filosofia da cui proviene.
    Il bicilindrico boxer (come quello trasversale a V di 90 gradi) è stato utilizzato perché permette un buon raffreddamento ad aria (questa è una critica rivolta al GS), ha un ingombro longitudinale limitato, e le forze di inerzia sono naturalmente equilibrate, e generano una modesta coppia di inerzia dovuta al fatto che non sono agiscono sullo stesso asse (da questo punto di vista è avvantaggiata la configurazione a V di 90°, che ha una sola manovella).
    Aggiungere un supporto di banco ed incrementare oltre misura la cilindrata, comporta un ingombro longitudinale (oltre che trasversale) che costringe ad allungare oltre misura l’interasse e a far sedere il pilota molto distante dal cannotto di sterzo, per evitare che lo stinco dal lato del cilindro più arretrato (comunque sottoposto a temperature infernali) interferisca con il collettore di alimentazione, e comporta anche un incremento consistente della coppia di inerzia, sia del primo che del secondo ordine (a proposito, nel disegno del motore non vedo alberi controrotanti di equilibratura).
    A quel punto, se proprio si vuole esagerare, è più sensata la configurazione scelta da Triumph per la Rocket
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