Jennifer Barosco: dalle Tattoo Convention al Motor Bike Expo

Jennifer Barosco: dalle Tattoo Convention al Motor Bike Expo
Dal circuito delle Tattoo Convention al Motor Bike Expo: abbiamo intervistato al salone veronese Jennifer Barosco. Un'identità fatta di body modification, tatuaggi e passione per le moto
29 gennaio 2026

 

Il Motor Bike Expo è un luogo in evoluzione, sempre più ricco: accanto ai – passateci il termine – tradizionali stand dei preparatori, designer e customizzatori troviamo da qualche anno sempre più Case coinvolte con i loro prodotti di serie e tra gli appassionati che affollano la fiera di Verona alla fine di gennaio non ci sono più soltanto bikers con i giubbotti di cuoio e appassionati di customizing ma pure pistaioli, turisti che si godono una bella e partecipata area dedicata ai Tour Operator, corsi di guida e ai viaggi; ma abbiamo trovato anche famiglie curiose, veterani delle due ruote appassionati di vintage, motociclisti in cerca di una moto usata (la rassegna allo stand Moto.it era tale da accontentare chiunque) e tanta, tanta passione. E, come in molti saloni, non mancano le modelle affiancate alle moto di serie o alle custom più strane e geniali: abbiamo avuto il piacere di incontrare una di queste ragazze che peraltro è una presenza fissa da qualche tempo sia ad EICMA che a MBE, la incontriamo da anni. Jennifer Barosco non passa certo inosservata, fosse soltanto per i tatuaggi e i piercing.

 

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Seduti in mezzo alla gente che fa a gara nel farsi una foto con lei – tra cui pure dei timidi ragazzini - ho chiesto a Jennifer di parlarmi di lei, di togliermi se possibile un po' di ignoranza sul mondo delle donne che amano la body modification e in ogni caso il look eccessivo, per alcuni al limite della comprensione. Ho trovato una donna serena, dall'eloquio convincente e senza retorica, lontana dagli eccessi che il suo look potrebbe far sospettare.

Jennifer ha 35 anni ed è da circa 6 anni che partecipa e lavora con costanza in questi eventi: “io sono nata con le Tattoo Convention, nel senso che essendo appassionata di tatuaggi sono stata anni fa una convention come visitatrice, avevo il mio bel vestitino nero, molto carina, tatuaggini; l'organizzatore mi ha visto parlare con un amico suo dipendente e fa "Chi è quella?" "Ah, Jennifer Barosco", “Io la voglio qua a lavorare” e da quell'anno lì ho iniziato a fare la madrina alle Tatto Convention: Bologna, Ferrara, Pordenone e Vicenza, tutte. E poi ho iniziato con MBE, ECMA e la Bikerfest. In più faccio un sacco di eventi di moto, di macchine, tuning. Sono praticamente in tutto ciò che comprende tatuaggi e motori”.

 

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Prendiamo l'argomento “Body Modification” che, per chi non lo sapesse è la pratica estrema di modificare il proprio corpo in modo permanente: “Ho fatto lo split tongue, ho diviso la lingua a metà, ho allungato i canini, ho tatuato, ho fatto le scarificazioni che sono quelle che ti tagliano e ti tolgono i lembi di pelle”, per non parlare del fatto che il 90% del suo corpo è tatuato: “è una passione che hai fin da piccola. Come la gente nasce con la passione delle moto. Io sono nata con la passione dei tatuaggi. È proprio una cosa inspiegabile. Sai quando guardi una cosa e ne rimani affascinato”.

Ed è diventato il suo lavoro: “Io sono una piercer, ho un negozio di tatuaggi ormai da 10 anni, quindi faccio proprio parte di questo mondo. Non è estetica, il mio è proprio un modo di vivere”. Sullo Split Tongue mi confessa che mettendo le due punte su due alimenti diversi il suo cervello può avvertire distintamente i due sapori diversi, le rispondo che “è un superpotere!”. Ma è doloroso e la parola d'ordine, racconta, per non avvertire il dolore è “meditazione” che ti porta ad accettare il dolore perché è quello che desideri fare. Ma mette in guardia: “I tatuaggi fanno male? Sì. Tutti. Cioè, c'è quello che fa più male, e quello che fa meno male. Il tatuaggio è doloroso: sono aghi che ti battono, quindi uno dice "Oh, ma io non ho sentito niente". No, hai sentito poco e va benissimo. Anch'io posso dirti che sul bicipite ho sentito poco e niente dietro le ginocchia mi hanno sentito fino al palazzo di fronte. Più tatuaggi fai più sono dolorosi, perché comunque la tua soglia del dolore e della pazienza diminuisce. Però, se poi questo è il mio mio obiettivo finale, ma tutta la vita, tutta la vita”.

 

La gente si ferma a guardarci mentre la intervisto con il mio iPhone e mi viene da sorridere: chissà che contrasto, ma Jennifer deve esserci abituata perché l'unico a notare qualche sorriso sono io, mentre lei forse intercetta il mio interrogativo: “Quello che mi chiedono più spesso è "Ma chissà com'è Jenniyer al di fuori di questi eventi: io son fatta così, cioè io sono così dalle 7:00 di mattina al risveglio fino a mezzanotte che vado a dormire è proprio questa la mia personalità. Sono così sempre: son così al bar, sono così a cena, sono così con le amiche. È proprio questo il bello: che per me ovviamente è lavoro, ma è anche una passione”.

Non l'unica passione, visto che Jennifer è una motociclista come noi ma – attenzione – non ha per adesso una cruiser o una custom scintillante ma una molto più affilata Yamaha R6. Non so quanto forte vada, ma pensate di prendere paga da una come lei al Muraglione. “Io lavoro solo con i custom, però io in realtà ho una R6. È che adesso te lo sto dicendo a bassa voce perché se lo sanno m'ammazzano (ovviamente ride n.d.r.). Però quest'anno voglio prendere un Harley, uno Sportster, una 883, una cosa piccolina; innanzitutto perché mi piace, mi ci sono appassionata perché lavorando prettamente col 90% di Harley ho detto "Beh, vabbè, una però me la prendo anch'io". Però io nasco con le carenate, le supersportive”. Non fa tanti chilometri all'anno, mi confessa, eppure anche lei ha il suo sogno motociclistico che sta per avverarsi: due settimane con una amica a Miami noleggiando una moto, piuttosto che la Route 66 o il super viaggio lunghissimo Jennifer userà la moto per girare le spiagge “che è quello che adoro io, sole e moto. Moto vissuta per me come relax, quindi sì. Sì, credo che quest'anno avvererò uno dei miei piccoli sogni”.

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Vado diretto: “Jennifer, tu ti piaci? Non cambieresti nulla di te, anzi modificheresti ancora qualcos'altro?” lei risponde senza esitare: “Adesso sono in un punto in cui mi guardo allo specchio e dico, non è presunzione, “perfetta”, cioè così è esattamente come vorrei essere”. E poi sarà abituata alle domande ricorrenti tipo cosa farebbe se i tatuaggi non le piacessero più, e tira fuori l'ironia del “metto una maglietta maniche lunghe perché che (te) devo rispondere?”.

Avverto il giudizio della gente: lo soffro zero, ma proprio zero. E non è una corazza, è che proprio quando ti piaci così tanto di quello che pensa la gente non te ne frega. Però io sono davvero molto fortunata perché il 90% dei giudizi dai bambini agli uomini, alle donne di 90 anni mi guardano e dicono "Sono tanti (i tatuaggi n.d.r.), ma li porti talmente bene che stai benissimo". Cioè la gente avverte questa confidence che ho e si percepisce. Quindi dicono "Cavolo, a te stanno bene". Poi c'è sempre quello come per i tatuaggi, come per le tette, per qualsiasi cosa, che dicono "Eh, ma serviva?” e ma, vabbè è la mia vita non la tua, la mia immagine non prende il tuo spazio”.

 

Le dico che mentre attendevo di intervistarla ho notato che molti ragazzini venivano da lei per farsi una foto, alcuni anche sotto gli occhi di mamma e papà: “È perché è la cosa strana, è la cosa diversa. Sono magari quelle cose che vedono su internet, tipo quella super tatuata un po' prosperosa e sono carinissimi e allo stesso modo anche quelli un po' più vintage hanno la stessa energia positiva perché mi vedono qua magari da 10 anni e dicono "Oh mio Dio, sei ancora tu? Sei sempre qua" quindi sono davvero tutti super carini”. 

Dove ti vedi tra 20 anni? “Io tra 20 anni? Non so dove, ma so come. So che sarò felice e che farò ancora quello che mi piace. Dove? Chi se ne frega. Potrei essere qua come a Miami su una moto".

 

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