Winston Yeh - Rough Crafts: "non voglio costruire la Monna Lisa delle moto" [VIDEO]

Dal cuore di Taiwan al palcoscenico di Verona: Winston Yeh racconta la sua idea di special, dove creatività e limiti si trasformano in design. Una special Royal Enfield che sembra estrema, ma che resta sorprendentemente vicina alla Shotgun 650 di serie
2 marzo 2026

Il Motor Bike Expo non è solo un tempio del custom estremo: è anche il luogo dove grandi marchi e grandi designer si incontrano per reinterpretare la moto di serie. Tra i protagonisti di questa edizione c’è Winston Yeh, fondatore di Rough Crafts, che ha realizzato per Royal Enfield una spettacolare special su base Shotgun 650. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare filosofia, metodo e visione del futuro.

Come posso definirti?Beh, penso di essere più un designer. Mi piace creare cose belle

Qual è la tua idea di cose belle quando parliamo di motociclette? Perché questa Shotgun è incredibile, davvero fantastica, una moto splendida fatta veramente a mano.
La cosa divertente di questa realizzazione è che l’obiettivo, quando abbiamo iniziato, era ottenere il massimo impatto visivo con il minimo numero di modifiche. Sembra una custom molto elaborata, ma se guardi meglio telaio, motore, persino le fiancatine laterali sono completamente di serie. È quasi tutto plug and play, partendo dalla Shotgun originale. Volevo costruire qualcosa di super cool, ma che la gente potesse ancora riconoscere come una moto di produzione.

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Ma è facile farlo? È facile ottenere una moto bella e originale mantenendo motore, telaio e sospensioni di serie?
Fidati, è molto difficile. È complicato decidere cosa tenere, cosa cambiare e cosa lasciare com’è. È un equilibrio delicato. Devi capire cosa vuoi conservare e cosa trasformare. Per esempio questa coda: nella Shotgun originale c’è quel piccolo sellino flottante. Io ho pensato di mantenere il concetto, ma trasformandolo in un codino flottante. È un modo per rispettare l’idea iniziale dei designer Royal Enfield spingendola un po’ più avanti.

Winston, questa moto si può guidare?
Sì, è facilissima da guidare.

Ma tu vai in moto?
Sì, le guido tutte. Ogni tipo di moto. Mi piacciono tutte.

Qual è allora la tua idea di libertà quando costruisci una motocicletta? Ti senti libero o hai dei vincoli?
All’inizio volevo fare tutto in totale libertà, partendo da zero. Poi ho capito che a Taiwan abbiamo normative molto rigide sulle customizzazioni. Ci sono cose che possiamo fare e altre no. All’inizio lo vivevo come un limite, poi ho capito che lavorare dentro quei confini può essere molto interessante.

Proprio qui a Verona, forse dieci anni fa, avevo portato una moto fatta con molte restrizioni. Un visitatore mi disse: “È bellissima, ho la stessa moto, cosa hai cambiato?”. E proprio perché avevo lavorato con dei vincoli, le persone potevano riconoscersi nel progetto. Questo crea dialogo, interazione. Ed è una cosa che adoro.

Pensi di essere una fonte di ispirazione per le persone?
Sì, e onestamente è molto gratificante. Una moto completamente custom è fantastica, ma è come andare al Louvre a vedere la Monna Lisa: la guardi, dici “che bella” e poi torni a casa. Non hai un legame. Io non voglio creare una Monna Lisa. Voglio creare qualcosa che la gente guardi e pensi: la voglio portare a casa, la voglio davvero. Questo è ciò che mi piace: creare connessione tra le persone e le mie moto.

Tutto questo è costoso?
La cosa più costosa è il tempo. Devi aspettare per tutto: progettazione, costruzione, lavorazioni CNC, artigiani, fibra di carbonio. Normalmente una mia moto richiede dai sei mesi a un anno. Questa è stata più semplice perché Royal Enfield mi ha fornito molti dati CAD e l’abbiamo completata in circa tre mesi, la più veloce degli ultimi anni.

Quante moto costruisci in un anno?
L’anno scorso credo sei o sette. Diciamo sei. In totale sono vicino alle 150 moto costruite in 16 anni di carriera.

Da Taiwan guardi Europa, Stati Uniti, Asia: qual è secondo te il futuro delle custom?
Il mondo custom è enorme. Il mio approccio è partire da una moto di serie e trasformarla, non costruire da zero. La full custom è super cool, ma per pochi. Io voglio qualcosa di più accessibile. Questa moto, per esempio, è ancora lontana dalla maggior parte delle persone, ma con Royal Enfield abbiamo creato la Drop Edition, una serie limitata di 100 esemplari. Quando mi hanno proposto l’idea pensavo fosse quasi impossibile realizzare qualcosa di davvero speciale in produzione. Invece ci sono riusciti, ed è venuto fuori un prodotto molto bello.

Quindi come vedi il loro futuro?
Non so esattamente quale sarà. Ogni customizzatore ha il suo stile. Per me la cosa importante è che chiunque possa esprimere la propria creatività. Oggi con social, TikTok e video brevi l’attenzione è sempre più limitata. Sempre meno gente vuole spendere tempo e soldi per creare qualcosa di davvero speciale. Ed è un peccato. Spero che lo spirito del custom possa continuare a vivere per altri 50 o 100 anni. Vorrei continuare a vedere persone che creano cose diverse, ognuno a modo suo. Qualunque sia la tua idea, spendi tempo, spendi energia, realizza qualcosa di bello. Rendiamo tutto un po’ più interessante: questo è ciò che spero.

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