Sicurezza

Airbag per motociclisti: arriva la legge?

- Favorire la diffusione dei sistemi di sicurezza e salvare vite: nasce da queste premesse una proposta di legge di iniziativa popolare depositata in Cassazione

Graziella Viviano, ormai, la conosciamo tutti, anche se lei, ovviamente, avrebbe certo preferito rimanere anonima e non vivere il dramma di sua figlia Elena (vedi qui): donna forte, Graziella, capace di aggregare e fare squadra.

E proprio una bella squadra di motociclisti, che comprendeva anche gli avvocati pugliesi del gruppo dei Legal Riders (estensori della proposta), la Nazionale dei Poeti e l’attore Primo Reggiani, da sempre motociclista e proprietario di una Ducati 996, si è presentata a piazza Cavour, a Roma, per varcare l’augusto portone della Corte di Cassazione: obiettivo, depositare un testo di legge di iniziativa popolare destinato a far aumentare, con incentivi all’acquisto, il numero dei motociclisti protetti dall’airbag.

Il tutto, in una giornata particolare, quella del compleanno di Elena: ci sono coincidenze che colpiscono, e che non lasciano indifferenti.

Ma torniamo alla proposta di legge: nasce dall'esigenza di tutelare l’incolumità di conducenti e passeggeri di moto e ciclomotori, utenti della strada ritenuti vulnerabili in quanto più esposti al rischio rispetto ad altre categorie, soprattutto per la mancanza di protezioni esterne, come l’abitacolo di un veicolo.

Gli utenti vulnerabili rappresentano circa il 24% dei morti sulle strade (793 su 3.325 morti) secondo i dati Istat del 2018. 

I promotori dell’iniziativa ritengono che sia “necessario quindi sollecitare i conducenti ed i passeggeri dei mezzi a due ruote all'uso degli strumenti di protezione di ultima generazione, quali i dispositivi di protezione individuale airbag, i cui costi, non proprio contenuti, ne disincentivano l'acquisto che potrebbe essere invece favorito in previsione di una detraibilità o deducibilità della spesa, a seconda che quest’ultima avvenga o meno in concomitanza dell’acquisto di un veicolo nuovo e poco inquinante“. 

Infatti in caso di sinistro, l’impiego di tale protezione riduce enormemente i rischi di lesioni gravi e/o gravissime, nonché di decesso, determinando anche un risparmio della spesa pubblica in termini di costi sociali, tra i quali rientrano quelli sanitari, le provvidenze economiche a sostegno della invalidità o inabilità, con benefiche ripercussioni sull'intera comunità. 

Secondo i dati sui costi sociali dell'incidentalità stradale elaborati dal Ministero Infrastrutture e Trasporti nel 2017 il costo medio umano per decesso è di 1.503.990 euro, mentre quello per ferito è di 42.219. 

Inoltre la diffusione dei motoairbag porterebbe i produttori di tali dispositivi a ridurre i prezzi di vendita, mentre la loro reale efficacia in fatto protezione individuale potrebbe indurre le compagnie assicurative a praticare una riduzione dei premi a favore degli utilizzatori. 

La proposta di legge punta ad ottenere un riconoscimento della deduzione fiscale del 100% del costo di acquisto dei moto airbag, ad attivazione meccanica o elettronica, fino ad un limite di spesa di 500 euro e di una detrazione fiscale del 50% nel caso in cui la spesa sia sostenuta in concomitanza dell’acquisto di un motociclo o ciclomotore nuovo, ad alimentazione elettrica o con motore a scoppio che rispetti la normativa Euro5.

Ovviamente, ai fini del riconoscimento dell’agevolazione fiscale il dispositivo di protezione individuale dovrà essere certificato CE secondo la specifica normativa europea di omologazione. 

Il percorso burocratico prevede che una legge di iniziativa popolare debba essere sottoscritta da almeno 50.000 cittadini per poter essere portata all’esame del Parlamento: ma data l’importanza dell’obiettivo, la speranza è che sia presa in carico direttamente da qualche parlamentare, abbreviando così i tempi.

Ovviamente vi terremo informati sull’evoluzione della vicenda.

  • XRossano, Albenga (SV)

    Personalmente penso di abbandonare prossimamente la moto per una serie di motivi...Il clima sta diventando insopportabile alternando temperature degne del Sahara a precipitazioni a livello della foresta amazzonica e di conseguenza rendendo l'uso della moto pari ad una tortura...Nel contesto delle insopportabili temperature estive dovrei anche indossare un airbag? No grazie, visto che non tendo al masochismo...Problema ancora piu' grave e' costituito dall'ammasso di cerebrolesi che circolano e che evidenziano i loro problemi mentali con un uso sconsiderato e criminale dello smartphone...Tra parentesi,quando si parla di risparmio della spesa pubblica in termini di costi sociali, bisognerebbe almeno informarsi preventivamente sulle cifre che vengono disperse giornalmente per mantenere vari parassiti che tendenzialmente gravano sulle spese dei contribuenti e che ormai considerano normale farsi mantenere a spese degli altri,senza minimamente cercare di mutare la loro condizione...In sintesi,se mi si dice che l'airbag puo' salvare delle vite sono d'accordo ma per cortesia non venitemi a parlare di risparmi sociali...
  • luca!, Affile (RM)

    Io scusate, nonostante la passione ho smesso di consigliare le due ruote, a qualsiasi persona me lo chieda. Purtroppo siamo un paese che, dal punto di vista del senso civico è sotto zero, e, basta farsi un giro in autostrada per vedere come questo si rifletta sulla nostra circolazione: auto sportive e di grossa cilindrata perennemente sulla corsi di sorpasso, a velocità ben oltre i limiti del codice e ben oltre la capacità effettiva di un auto di salvarti, in caso di frenata brusca, da entrare dentro la abitacolo di fronte; persone che cambiano corsia senza segnalare, che non rispettano precedenze, file, divieti... Compriamoci la moto, si, ma troviamoci un altro paese...
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