Intervista

MX. Rinaldi Motorsport, il Fort Knox della Yamaha nelle colline parmensi

- Il campione del mondo di motocross 125 1984 ci ha spiegato alcuni retroscena della sua brillante carriera di crossista, di team manager, e del suo attuale lavoro per la Casa di Iwata consistente nello sviluppo delle parti speciali per le proprie moto ufficiali del Mondiale cross

A vedere Michele Rinaldi sempre permeato dalle sue immutate doti di spontaneità, semplicità, entusiasmo, determinazione, sembra proprio che il tempo scorra su di lui senza lasciare tracce. Certo, qualche acciacco c’è dovuto agli infortuni che hanno saltuariamente seguito la sua carriera di crossista ma che non sono mai riusciti a frenare il suo talento e la sua grande voglia di dare il massimo delle sue possibilità, ma anche ora non scalfiscono minimamente il suo modo di essere.
 

Doti che una volta appeso il casco al chiodo, quando effettivamente il fisico gli ha dato poche possibilità di scelta, il 61enne nato nella patria del prosciutto DOP ha trasferito nella attività di team manager prima coi colori Suzuki e poi Yamaha raccogliendo anche in questa veste una invidiabile serie di successi sportivi. Assieme a lui abbiamo ripercorso i più significativi momenti della sua carriera di pilota, di manager e di uomo.

  • Davide P., Piacenza (PC)

    Nell'intervista si parla di moto bicilindriche e viene citata come unica esperienza nel motocross quella fatta da Gilera ma, forse sempre orchestrata da sua Maestà l'Ing. Witteveen, ricordo un velocissimo Chicco Chiodi con un'Aprila bicilindrica quattro tempi volare e al Galaello in une prova degli internazionali d'Italia di motocross 2007! Onore a tutti questi grandi Campioni.
  • guido fatuto

    Vittorio Veneto, caro Michele, era la gara di apertura del mondiale 84.La spalla gli uscì durante una delle due gare.Se la rimise in sede senza fermarsi.Io c'ero,indimenticabile.
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