Nicholas Spinelli: dalla vittoria mondiale al CIV SBK 2026 [VIDEO]

Dalla chiamata improvvisa di Barni alla vittoria shock di Assen al debutto nel mondiale Superbike, la MotoE e l'arrivo sempre con Barni al CIV SBK 2026
13 febbraio 2026

Incontrare Nicholas Spinelli allo stand ASI è uno di quei momenti che ti ricordano perché il motociclismo resta uno sport capace di scrivere storie incredibili. Talento e una naturale semplicità: questo è il ritratto del giovane pilota italiano che nel 2024 ha firmato una delle imprese più clamorose del Mondiale Superbike moderno.

Due volte campione italiano Moto3, campione Supersport tricolore, protagonista in MotoE con diverse vittorie: il suo palmarès parla già chiaro. Ma è ad Assen 2024 che Finelli ha trasformato il suo nome in qualcosa di speciale, grazie a una vittoria da sogno ottenuta al debutto assoluto in Superbike mondiale.

Tutto nasce da una telefonata inattesa. Danilo Petrucci si infortuna e il Team Barni cerca un sostituto. “Quando mi ha chiamato Barny ho capito CIV Superbike – racconta Nicholas – poi mi ha detto che era per il Mondiale".

Si presenta in Olanda senza esperienza e senza pressioni. Solo tanta curiosità. “La prima volta che sono salito sulla moto ho provato un gusto incredibile. Una potenza così non l’avevo mai sentita”.

La gara diventa subito una lotteria. Meteo incerto, condizioni miste e una scelta coraggiosa: gomme intermedie quando quasi tutti gli altri puntano sulle slick. “Marco all’ultimo mi ha detto: andiamo sulle intermedie. All’inizio tenevano, vedevo gli altri in difficoltà e ho cercato di fare del mio meglio”.

E quel meglio diventa un capolavoro. Finelli rimonta, supera tutti e si ritrova al comando. La gara viene interrotta per bandiera rossa e il risultato congelato: vittoria al debutto.

“Quando ho visto la bandiera rossa ho esultato subito, ma non sapevo se fosse davvero finita. Poi mi hanno dato l’ok e dentro mi è esploso qualcosa. Al parco chiuso sono scoppiato in lacrime: era il sogno che hai da bambino e che diventa realtà all’improvviso”.

Un successo arrivato davanti a campioni come Toprak Razgatlıoğlu e Álvaro Bautista, anche se Nicolas resta con i piedi per terra: “È stata una situazione particolare, non ad armi pari. Il mio sogno è batterli un giorno davvero, nelle stesse condizioni”.

Ora lo sguardo è già proiettato al futuro. Nel 2026 correrà nel CIV Superbike ancora con Barni: “Mi sento tranquillo. Ho già un anno di esperienza con la Superbike e sono fiducioso. Ducati e Aprilia sono moto diverse, ma il feeling c’è. Faremo un bel lavoro in inverno per arrivare pronti”.

Interessante il suo punto di vista tecnico: paradossalmente, secondo lui, la Superbike mondiale è più “facile” da guidare rispetto a quella del campionato italiano. “L’elettronica del Mondiale fa paura: è perfetta, non fa una sbavatura. Nel CIV è più complicato gestirla, ma ci lavoreremo”.

Tra un ricordo e l’altro, Finelli si lascia andare anche alla passione per le Ducati del passato esposte allo stand: 996, 748, 1098. Moto che hanno fatto la storia. “Mio padre aveva una 1098 quando ero piccolo. Mi piacerebbe tantissimo provarle oggi: quelle moto avevano un gusto che forse quelle moderne non hanno più”.

Spazio infine al capitolo MotoE, categoria in cui è stato protagonista prima della sua cancellazione dal Motomondiale. “Per me era una bella categoria, la Ducati aveva fatto un ottimo lavoro. Peccato per l’infortunio al dito nel 2024 che ha condizionato tutto il resto della stagione”.

Nessun rimpianto, però. Solo voglia di guardare avanti. Perché la carriera di Nicolas Finelli è ancora tutta da scrivere, e l’impresa di Assen non è stata un punto d’arrivo, ma solo l’inizio.

 

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