Focus

Airbag. Protegge davvero?

- Torniamo sul tema degli airbag per motociclisti per mostrarvi l'esito del test condotto dai colleghi di In Sella. Protegge, a patto che non scoppi...


AIRBAG PER MOTO. FUNZIONANO DAVVERO?
Abbiamo già trattato gli airbag per moto nel Focus del dicembre 2007, che vi invitiamo a rileggere per approfondire i diversi aspetti legati all'utilizzo di questo sistema protettivo, ancora poco diffuso tra gli utenti delle due ruote.

Torniamo oggi sull'argomento per presentarvi gli esiti, per molti versi decisamente sorprendenti, del test condotto dai colleghi della redazione di In Sella (nr. di marzo) sui principali indumenti protettivi dotati di airbag presenti sul mercato.
Quattro le marche sottoposte alla prova in laboratorio, ma solo una ha dato un esito del tutto soddisfacente.
Vediamo però prima come sono fatti e, soprattutto, come si  usano gli airbag in sella alle nostre moto.

CUSCINO SALVAVITA

Di airbag per motociclisti si parla da alcuni anni. Ci sono oggi aziende note (Motoairbag, Spidi, IXS, Helite) che offrono al pubblico prodotti collaudati, che non sostituiscono, ma affiancano le protezioni composite già presenti. Anche Dainese è scesa in campo con investimenti importanti, a riprova della validità di questa nuova via nella salvaguardia del motociclista.
La strada percorsa dall'azienda di Molvena è innovativa, ma è al momento confinata al mondo delle gare. Ne parliamo più approfonditamente nel Focus del 2007 (clicca qui per vedere il video del test in pista di Dainese).

PRO E CONTRO

Sicuramente, tra i vantaggi, va annoverato un alto livello di protezione, che le aziende produttrici dichiarano essere sino a 10/12 volte superiore rispetto ai paraschiena tradizionali.
Inoltre la zona protetta è estremamente estesa, copre infatti l'intera colonna vertebrale, dalla nuca alla zona sacrale. In taluni casi anche il busto.
Di contro il sistema prevede un collegamento tra il pilota e il motociclo, che inneschi il gonfiaggio dell'airbag al momento del distacco del conducente (o del passeggero).
Si tratta di un dispositivo affidabile, che però da alcuni è visto come un impiccio fastidioso. Se si scende dalla moto senza scollegare il cavo, si può attivare l'airbag (ma ci vuole una forza di trazione decisa, compresa tra i 15 e i 25 kg). 
Il sistema a cavo ha il vantaggio di non richiedere l'impiego dell'elettronica e delle batterie, e non teme l'uso in presenza di pioggia o di temperature estreme.
Dainese ha sperimentato con successo il D-Air®, un sistema che non utilizza collegamenti meccanici con la moto. Si attiva automaticamente grazie a una serie di giroscopi e accelerometri posizionati all'interno della gobba. Il suo sviluppo prosegue in pista, per approdare in futuro alla strada, che presenta una serie di variabili assai più complessa.

L'IMPORTANZA DEL TEMPO

Un altro aspetto da tenere in massima considerazione è il tempo di attivazione del cuscino. Si va da 0,04 secondi di Dainese a 0,08 secondi di Motoairbag®, sino a 0,4 secondi per Spidi (dati dichiarati).
Il tempo di attivazione è un dato essenziale, da cui dipende l'efficacia del dispositivo.
Basti pensare che un corpo lanciato a 50 km/h in un secondo percorre quasi 14 metri. I dati statistici evidenziano che la maggior parte degli incidenti che coinvolge i motociclisti avviene in ambito urbano: l'airbag deve necessariamente aprirsi prima che il conducente urti contro un ostacolo.

LA NORMATIVA CHE NON C'E'
A differenza di quanto accade per i paraschiena (soggetti ai test CE previsti dalla normativa PR EN 1621-2), gli airbag non sono soggetti all'omologazione CE.  Una normativa specifica è allo studio e sarà forse approvata entro l'anno (PR EN 1621-4).
Un protettore rigido di livello 2 deve trasmettere, al termine dell'impatto, una forza residua inferiore a 9 kN.
La futura normativa per gli airbag prevede una forza residua inferiore a 1kN. Un valore che testimonia - se rispettato - la grandissima efficacia di questo strumento.

IL TEST
Il test di In Sella ha messo sotto esame i prodotti oggi disponibili.
Helite Gilet mod. D, IXS Stunt, Motoairbag® Gilet e Spidi DPS 03 Airbag sono stati sottoposti ai test di impatto presso il Laboratorio Newton di Mazzo di Rho, riconosciuto dal SINAL (l'ente che certifica i laboratori che svolgono questo tipo di prove). Presenti i tecnici delle case produttrici dei capi.

A. Tempi di attivazione
Come dicevamo, il tempo di attivazione ha un ruolo decisivo. Al minor tempo, corrisponde infatti il minore spazio coperto dal motociclista prima di andare a impattare contro un ostacolo.  
Ecco il risultato:
1. Motoairbag® Gilet: si attiva in 89,5 millisecondi (corrispondenti a 1,30 metri a 50 km/h)
2. Helite Gilet mod. D: si attiva in 337 millisecondi (corrispondenti a 4,60 metri a 50 km/h)
3. Spidi DPS 03 Airbag: si attiva in 503 millisecondi (corrispondenti a 7,01 metri a 50 km/h)
4. IXS Stunt: si attiva in 554 millisecondi (corrispondenti a 7,70 metri a 50 km/h)

B. Protezione dall'impatto
In assenza di un test specifico per gli airbag, i quattro capi provvisti del dispositivo sono stati sottoposti ai test di omologazione previsti dalla normativa europea PR EN 1621-2 per i paraschiena di Livello 2, che attesta in meno di 9 kN la forza residua ammessa dopo l'impatto.
Il test simula l'impatto contro un marciapiede. Un'incudine di 5 kg cade da un metro di altezza sopra il nostro airbag e una cella di carico trasmette al computer la forza residua trasmessa al corpo del motociclista.

La sorpresa è stata grande nel prendere atto che solo il Gilet di Motoairbag® ha superato la prova.
Le camere d'aria degli altri airbag sono esplose al momento dell'impatto con l'incudine.
Ecco il risultato:
1. Motoairbag® Gilet: forza residua dopo l'impatto pari a 1,2 kN
2. Helite Gilet mod. D: forza residua dopo l'impatto pari a 52,3 kN. Airbag esploso nell'impatto con l'incudine
3. Spidi DPS 03 Airbag: forza residua dopo l'impatto pari a 53,6 kN. Airbag esploso nell'impatto con l'incudine
4. IXS Stunt: forza residua dopo l'impatto pari a 61,5 kN. Airbag esploso nell'impatto con l'incudine

Conclusioni
Dei 4 capi testati, 3 non hanno superato il test e non offrono, di fatto, una sicurezza superiore a quella di un normale paraschiena di livello 1.
Perché spendere parecchie centinaia di euro in più per l'acquisto di questi capi, quando la stessa protezione è garantita da un paraschiena che costa molto meno?
Va anche riconosciuto come Helite, IXS e Spidi utilizzino l'airbag quale elemento complementare ed integrativo delle protezioni CE presenti nei capi.

Motoairbag® sfrutta unicamente il dispositivo airbag, che ha mostrato tutta la sua efficacia offrendo un livello di protezione decisamente superiore a quello dei paraschiena omologati CE (livello 2).
Per ulteriori approfondimenti, e per leggere la risposta delle case che non hanno superato il test, vi rimandiamo alla lettura del numero di marzo di In Sella.

Andrea Perfetti

  • bertaS4, Reggio nell'Emilia (RE)

    Interessante

    Ottima prova e dall'esito davvero interessante... Perchè non fare la stessa cosa con i sistemi ABS che oggi vanno tanto di moda e vengono considerati un must? secondo me se ne vedrebbero delle belle anche lì...
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