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Sepang – Giornate di test molto positive per Honda, che continua a dimostrare una crescita costante. I risultati ottenuti nella seconda metà della scorsa stagione, insieme ai recenti Shakedown che hanno mostrato chiari segnali di crescita, avevano già lasciato intendere come la Casa giapponese fosse in un chiaro trend positivo.
Oggi Joan Mir, pilota del team HRC, ha chiuso la seconda giornata di test in prima posizione con il tempo di 1:56.874, a soli cinque decimi dal record della pista fatto segnare da Pecco Bagnaia nel 2024 (1:56.337), migliorando inoltre il suo miglior tempo del 2025 di ben sei decimi.
Al termine della giornata, il pilota ha risposto ad alcune domande riguardanti il lavoro svolto in pista e lo sviluppo della moto, riportate di seguito.
Il resoconto sulla giornata, chiusa al primo posto in classifica:
“Onestamente sono piuttosto felice del tempo sul giro di questa mattina. Mi sono sentito molto forte e sono riuscito a spingere per fare un buon giro. La mia fiducia con la moto sta migliorando, sta crescendo, e quando monti una gomma nuova questo si traduce in un buon tempo sul giro"
continua…
“Poi abbiamo iniziato a provare cose diverse. Abbiamo cercato di completare il puzzle, provando varie soluzioni e scegliendo quella migliore per il mio stile e per me. È molto importante anche il lavoro che si fa dopo il test per preparare quello successivo, perché analizzi tutto e metti insieme ogni dato con il team. Cerchiamo di migliorare ancora un po’. Dopo la pioggia di oggi probabilmente dovremo provare ancora più cose. Ma in generale sono felice”
Hai già un’idea chiara della moto per il GP in Thailandia?
“Sì, penso di sì, perché la base attuale è buona e il tempo sul giro lo dimostra. È vero che c’è ancora un po’ di margine per lavorare sui dettagli e migliorare leggermente. Nel time attack mi sento bene sulla moto. Dobbiamo lavorare un po’ con le gomme usate: c’è del lavoro da fare, ma anche margine. Domani cercheremo di finire la giornata nel miglior modo possibile, provando tutto. Ma se il test finisse oggi non sarebbe un grosso problema, perché la base attuale non è male”
Hai avuto abbastanza tempo per capire il livello della moto rispetto agli altri costruttori?
“Non ancora. Da quello che vedo, però, abbiamo fatto un buon passo avanti. Penso che anche Ducati abbia fatto dei passi avanti. Quando vincono, sono veloci: questa è la realtà al momento. Domani avremo più idee, ma probabilmente a Buriram, o anche domani, la situazione sarà simile. Però, se fai un passo avanti in termini di fiducia, significa che la gara finirà più o meno come l’anno scorso, e lì eravamo già abbastanza vicini”
aggiunge poi:
“Se loro fanno un passo, noi dobbiamo farne tre. Probabilmente ne faremo un altro e stiamo già cercando il prossimo”
Tu e il tuo compagno (Luca Marini) avete le stesse sensazioni?
“Non lo so ancora. Domani lo capirò meglio. Normalmente, con Luca, i nostri commenti coincidono abbastanza. Quindi sì, probabilmente sì”
In seguito il pilota ha risposto a delle domande in spagnolo:
Come si vive l’essere stato campione, essersi infilati in una situazione complicata con Honda e ora ritrovare un po’ più di entusiasmo? Puoi pensare di essere già tornato al livello dell’anno del titolo?
“Per arrivare a quel livello devono incastrarsi tante cose. L’anno scorso è stato un ottimo anno di transizione: siamo partiti con una moto che forse non era la più competitiva e poi, a fine stagione, siamo riusciti a lottare per i podi. Il mio obiettivo è che questa linea continui a salire. Qui stiamo cercando di fare un altro passo avanti e credo che lo stiamo facendo. Per questa stagione, la realtà è semplice: se ho le armi per lottare, lotto. Se ho i mezzi e Honda mi dà quello di cui ho bisogno per sfruttare al 100% il mio stile di guida, io vado forte. Questa è una certezza”
Le sensazioni sono queste? Stai recuperando la sicurezza e l’orientamento che avevi nel 2020 o nel 2021?
“Sì. Spesso è come se fossi in una fase di riabilitazione. Ricordo che l’anno scorso, prima di ottenere quei buoni risultati, era come se mi stessi riprendendo da un periodo molto difficile. Poi i momenti positivi ti danno fiducia, si sommano uno all’altro. Il fatto che ora la moto funzioni un po’ meglio mi aiuta a ritrovare sempre più fiducia. E quando ho fiducia, cresco: l’ho già dimostrato. È questo che dobbiamo continuare a cercare”
Questo cambiamento si percepisce anche nell’atmosfera? Nell’ambiente Honda, nel team, nel box?
“Certo. Siamo tutti più sereni e più contenti dalla parte finale della scorsa stagione. Però va detto che la filosofia di Honda è sempre stata questa: anche quando le cose non andavano bene, sono stati i primi a incoraggiarmi, a spingermi a continuare. Quando poi le cose iniziano ad andare meglio, è ancora più bello essere sulla loro barca. Ma bisogna anche crederci davvero: io, in un certo senso, ho sacrificato degli anni, forse quelli che potevano essere i migliori della mia carriera, perché arrivavo con una progressione molto buona e ho scelto di salire su questa “barca”. Ora che stiamo iniziando a uscire da quel periodo, la felicità per i risultati ottenuti l’anno scorso è molto più grande rispetto a quando vai in un team che sai già essere vincente. In Giappone (il podio, ndr) è stata una vera festa, come se avessimo vinto noi”