MotoGP 2026. Casey Stoner analizza Marc Marquez: “È molto paziente con le gomme. Usa la stessa logica di Max Verstappen”

MotoGP 2026. Casey Stoner analizza Marc Marquez: “È molto paziente con le gomme. Usa la stessa logica di Max Verstappen”
L’australiano si è espresso sulla tecnica di Marc Marquez, svelando come secondo lui riesca a fare la differenza grazie a una particolare gestione delle gomme
16 febbraio 2026

Casey Stoner di recente si è espresso sul tema della difesa del titolo, spiegando come lui non abbia mai “difeso” un campionato.

Sempre in un’intervista di Crash per il lancio di Ride 6, Casey Stoner si è soffermato sulla figura di Marc Marquez ed ha spiegato dove, secondo lui, stia facendo oggi la differenza: nella gestione delle gomme.

“Nessuno sembra capire cosa stia facendo per preservare le gomme. Vedono un Marc a una sola velocità, ma lui gioca una carta diversa ogni settimana”.

Secondo l’australiano, lo spagnolo è molto più paziente nella prima fase di gara: forza meno l’ingresso in curva, solleva prima la moto e stressa meno la gomma in accelerazione.

Questo gli permette di arrivare nel finale con più grip rispetto agli avversari: “Quando il grip cala e l’elettronica entra maggiormente in gioco, lui ha ancora una percentuale di gomma migliore rispetto agli altri. Ed è lì che trova qualcosa che gli altri non riescono a trovare”.

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Il confronto con la F1

Per spiegare il concetto, Stoner ha fatto un confronto con la Formula 1, citando in particolare Max Verstappen: “I piloti migliori al momento, come Max Verstappen, quando montano gomme nuove dopo il pit stop impiegano diversi giri prima di spingere davvero. Questo permette loro di avere molta più prestazione nel finale dello stint”.

Secondo Stoner, Marquez ha adottato la stessa logica in MotoGP: “Può far durare le gomme molto più a lungo, al punto che quando l’elettronica entra in gioco e il livello di grip cala, il suo grip è ancora più alto perché è stato così delicato con loro all’inizio. E gliel’ho visto fare gara dopo gara”.

Continua dicendo: “Se si torna indietro, si può vedere la sua pazienza con le gomme, a meno che non si trattasse di una gara o di una pista in cui sentiva di avere il ritmo per andare e prendere il comando, e in quel caso in un certo senso cambiava idea e faceva credere a tutti che non sapevano cosa stesse facendo”

Per l’australiano, è proprio questa gestione intelligente una delle ragioni che gli consente di fare la differenza.