Valentino Rossi sul podio a Bathurst: terzo posto alla "12 ore pazza"

Valentino Rossi sul podio a Bathurst: terzo posto alla "12 ore pazza"
Il Dottore e il Team WRT chiudono al terzo posto una gara australiana costellata da incidenti e colpi di scena. A 47 anni (compiuti oggi), Rossi si conferma competitivo nel GT: "Devastante, sono sfinito ma felicissimo"
16 febbraio 2026

Dodici ore di gara che hanno messo a dura prova tutte le squadre. La 12 Ore di Bathurst 2026, prima prova dell'Intercontinental GT Challenge, si è conclusa nelle prime ore di domenica 15 febbraio con un risultato che premia la costanza del Team WRT e l'esperienza di Valentino Rossi. Il Dottore, alla vigilia del suo 47° compleanno, torna sul podio del mitico tracciato australiano insieme ai compagni di equipaggio Raffaele Marciello e Augusto Farfus, alla guida della BMW M4 GT3 EVO numero 46.

Un terzo posto che conferma la competitività del nove volte campione del mondo nelle corse endurance, dopo il secondo posto conquistato nella stessa gara lo scorso anno. La vittoria è andata alla Mercedes-AMG GT3 EVO del Team GMR, con una prestazione maiuscola di Maro Engel, Mikael Grenier e Maxime Martin, capaci di rimontare dalla 29ª posizione in griglia fino al gradino più alto del podio.

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Un livello della concorrenza mai visto prima

Quest'anno la 12 Ore di Bathurst ha alzato notevolmente il tiro in termini di competitività. Il livello si è alzato notevolmente, con molte più vetture e piloti ufficiali da Porsche, McLaren, Mercedes, Ford rispetto alle edizioni precedenti. Lo stesso Rossi lo ha ammesso senza mezzi termini: "secondo me, avevamo più possibilità di vincere l'anno scorso".

Nonostante questo, l'equipaggio della BMW numero 46 è riuscito a gestire al meglio una gara complicatissima. "Il mio primo stint è andato bene, più impegnativo rispetto al solito", ha spiegato Valentino, sottolineando come abbia dovuto risparmiare carburante durante i suoi turni al volante, senza però compromettere il risultato finale.

La BMW partita dalla settima posizione si è anche portata al comando in alcuni tratti di gara, dimostrando che il podio non è stato casuale ma frutto di una prestazione solida. "Pur non avendo vinto, sono felice ed orgoglioso di essere salito sul podio, proprio perché gli avversari erano più forti".

Colpi di scena e Safety Car a ripetizione

La gara australiana è stata tutt'altro che lineare. Ben nove neutralizzazioni hanno scandito le dodici ore di competizione, con episodi che hanno dell'incredibile: nei primi giri, la Mustang di Christopher Mies ha centrato un canguro sulla pista, uscendo distrutta dalla scena ma con il pilota tedesco fortunatamente illeso.

L'episodio più drammatico si è verificato alla nona ora di gara, quando un terrificante incidente ha coinvolto la Mercedes di Ralf Aron e la Porsche al Forrest's Elbow. L'impatto violentissimo tra le due vetture ha causato un'ora di bandiera rossa. La Mercedes, virtualmente leader della competizione, non è riuscita ad evitare la Porsche ferma lungo il tracciato dopo un contatto precedente, spostando letteralmente l'auto in un incidente che poteva essere evitato se segnalato a dovere.

"Anche io ho rischiato di investire un canguro"

Ma non è stato solo Mies a fare i conti con la fauna australiana. Anche Valentino Rossi ha vissuto momenti di autentico terrore durante uno dei suoi stint. "Ho visto un canguro nella seconda ora e un altro sulla pista: è saltato da dietro il muretto ed è arrivato alla seconda curva proprio mentre arrivavo, me lo sono trovato praticamente davanti", ha raccontato il Dottore con un misto di incredulità e sollievo.

Il canguro, fortunatamente, è sopravvissuto all'incontro ravvicinato, ma l'episodio ha riportato alla luce un problema ricorrente sul Mount Panorama. "Ogni anno parliamo molto di quel che potrebbe accadere con la loro presenza e quest'anno è successo l'incidente", ha commentato Rossi, aggiungendo che "questo è un posto speciale, una pista particolare, la usano solo cinque volte all'anno. Sono le regole del gioco quando si viene al Mount Panorama".

Il pilota di Tavullia ha però voluto sottolineare la fortuna di Mies: "è stato davvero molto fortunato, ha avuto un brutto incidente, ma sta bene. È il rischio che si corre quando si gareggia qui".

Rossi: "Mi sono addormentato tre ore prima della fine"

Il ritmo forsennato della competizione ha letteralmente messo ko anche il Dottore, che con il suo caratteristico umorismo ha ammesso di essersi addormentato a tre ore dalla fine, completamente distrutto dalla fatica. Nonostante la stanchezza, la soddisfazione è evidente: "mi sono divertito molto. Sono molto contento, per me, per Lello (Raffaele Marciello), Augusto (Farfus) e per tutto il WRT".

L'obiettivo iniziale era chiaro: "almeno salire sul podio, con l'idea di vincere; continueremo a provarci e chissà che un giorno non ci riusciamo". Un approccio realistico ma ambizioso, che testimonia quanto Rossi prenda seriamente il suo impegno nelle corse endurance.

Il fascino del Mount Panorama

"Questa pista è speciale, molto bella e impegnativa, è sempre stata fra quelle che avrei voluto provare con le GT3 fin da quando l'avevo scoperta al simulatore", ha confessato Valentino, spiegando che si trova bene sul tracciato australiano e che ogni anno cerca di migliorare le proprie prestazioni.

Il Mount Panorama è infatti considerato uno dei circuiti più spettacolari e impegnativi al mondo, con le sue rapide salite, curve cieche e la famigerata Conrod Straight dove si raggiungono velocità elevatissime. Un banco di prova perfetto per chi, come Rossi, vuole continuare a dimostrare il proprio valore anche lontano dalle moto.

Il programma 2026: GT World Challenge e nuovi orizzonti

Questo terzo posto a Bathurst rappresenta l'antipasto di una stagione intensa per Rossi nel mondo delle GT. Il Dottore affronterà infatti l'intero campionato GT World Challenge Europe, con il primo appuntamento fissato per il 12 aprile a Paul Ricard per la 1000 km, valida come primo round del campionato.

Ma l'ambizione di Valentino va oltre. "Vorrei provare il Nürburgring-Nordschleife, per ora ho fatto Bathurst e la 24h di Spa, che è la più grande gara GT3 dell'anno". E c'è anche un ritorno alle origini nel mirino: "Anche Suzuka è nella mia lista, è un circuito che adoro, l'ultima volta che ci sono stato era il 2003, quindi oltre 20 anni fa. Spero di riuscire ad andarci a settembre, questo è l'obiettivo".

Sul fronte Hypercar, Rossi mantiene le porte aperte senza sbilanciarsi: "Se avrò l'occasione di correre in Hypercar, ne sarò molto felice: l'ho provata e mi sono divertito tantissimo, è una gran bella macchina. Ma sono altresì molto contento di restare in GT, il mio obiettivo è diventare uno dei migliori del mondo GT3".

La classifica finale

La vittoria è andata alla Mercedes-AMG GT3 EVO n. 888 di Engel/Grenier/Martin, autori di una rimonta epica dalla 29ª posizione che li ha visti sfruttare nel finale un contatto tra la BMW n. 32 WRT di Kelvin van der Linde e la Mercedes n. 75 di Jules Gounon durante una ripartenza da Safety Car. Maxime Martin si è così ritrovato al comando e non è più stato recuperato.

Secondo posto per la Porsche High Class di Boccolacci/Fjordback/Li, che conquista anche la vittoria nella Bronze Cup. Sul gradino più basso del podio, appunto, la BMW M4 GT3 EVO n. 46 del Team WRT con Rossi, Marciello e Farfus.

Quarta posizione per l'Audi n. 55 Melbourne Performance Centre, seguita dalla BMW n. 89 Team KRC vincitrice della Bronze Cup. Da segnalare il nono posto della Ferrari 296 GT3 di Arise Racing GT con Davide Rigon, Daniel Serra e Janox Evans, mentre un'altra Rossa, quella di Ziggo Tempesta Racing by ARGT, ha conquistato il podio nella classe Bronze.

Una gara che ha dimostrato ancora una volta perché la 12 Ore di Bathurst sia considerata una delle competizioni endurance più spettacolari e imprevedibili del calendario internazionale. E Valentino Rossi, a 47 anni, si è confermato all'altezza della situazione, canguri permettendo.