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Come si sa, i costruttori della MotoGP riuniti nella loro associazione - presieduta da Massimo Rivola fino al prossimo dicembre - puntano a rivedere l’accordo con il promoter del campionato e chiedono, oltre a un innalzamento del contributo fisso, anche una percentuale dei ricavi totali: quelli che derivano dai diritti televisivi, dalle sponsorizzazioni e dalle entrate provenienti dai vari circuiti.
Non è l’unica discussione aperta: c’è sul tavolo anche il tema dei circuiti cittadini come quello progettato ad Adelaide per il prossimo anno e che ha suscitato parecchie perplessità. Ebbene, alla vigilia del GP del Brasile faranno il punto. Al centro ci sono i costi, che sono diventati esorbitanti e preoccupano i cinque costruttori attuali. Liberty Media, che ha messo sul piatto oltre 5 miliardi per la maggioranza delle quote acquisendo i diritti commerciali della serie, punta a far crescere il fatturato di Dorna (oggi MotoGP Sports Entertainment) dal mezzo miliardo circa di euro attuali. MSMA chiede una quota dei ricavi totali.
Oltre, naturalmente ai pagamenti ai team. Sappiamo da GPOne che, per quanto riguarda i sei team indipendenti gestiti dall’IRTA, Liberty ha già chiuso l’accordo aumentando fino a quasi sette milioni l’anno il contributo per il prossimo quinquennio. Resta aperto il discorso sul contributo destinato ai costruttori.
Liberty Media punta ad accrescere ulteriormente l'attrattiva del nostro sport e ha già presentato nuove offerte ai costruttori, ma l’accordo non si è ancora trovato. Intanto, da Speedweek sappiamo che Bajaj avrebbe respinto le offerte dei nuovi investitori che volevano entrare nel controllo dell’attività racing di KTM e dunque nel team ufficiale dopo aver assorbito Tech3. L'azienda indiana può facilmente gestire il progetto in autonomia e vuole vedere come si sviluppa la MotoGP sotto la gestione di Liberty Media.