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Come riportano varie testate, Liberty Media ha deciso di mixare meglio la griglia dei partenti. Ci sono troppi i piloti spagnoli e italiani, occorre internazionalizzare! Alla fine, sembra che i passaporti conteranno più dei risultati ottenuti.
Si lavora sul vivaio. Dorna ci prova da anni con le varie Talent Cup (Asia, British, Northern), ma i risultati sono scarsi. Così sono stati introdotti nuovi incentivi finanziari, disponibili dal 2026 al 2028 per i team deil mondiale Motojunior e i piloti che soddisfino determinati criteri: che cioè diversifichino le nazionalità sulla griglie di partenza, dalla Moto3 in su. Dal prossimo anno le squadre MotoJunior (già CEV e JuniorGP), riceveranno ricchi bonus, ma soltanto se decideranno di far correre piloti non italiani o spagnoli.
I dettagli sono già stati definiti e quantificati gli incentivi per il triennio 2026-2028, destinati ai team del Mondiale Junior Moto3 ed Europeo Moto2 che porteranno al successo di campionato, o in almeno due gare nella stagione, “piloti la cui nazione d'origine sia di almeno 100.000 abitanti e non risulti rappresentata nel Motomondiale da più del 10 % in termini di piloti iscritti”. Come dire, tutti tranne Italia e Spagna e Italia.
Potrebbe anche funzionare, nel tempo medio-lungo, ma dal punto di vista sportivo la cosa produrrà solo guai: se converrà far correre piloti meno preparati, si otterrà anche un impoverimento qualitativo delle griglie in Moto2 e soprattutto in Moto3, dove le risorse oggi mancano. E saranno penalizzati fortemente i due Paesi che più hanno investito sui giovani. Saremmo curiosi di conoscere il parere della FIM e del nostro Presidente.
Qualcuno, come Robbie Bacon su Rideapart.com, ha sollevato il dubbio: non è che l’obiettivo vero sia quello di avere più piloti statunitensi in griglia? Già, perché si parla di una imminente docuserie tipo “Ride to Survive”, e magari Liberty pensa di trasformare così la MotoGP nella macchina da soldi che è ora la F1… Ingenuamente, aggiungiamo noi.
La strada giusta ci pare quella che Dorna aveva impostato e Liberty può incentivare investendo molte più risorse: la decina di coppe riservate ai “talenti” fuori dall'Europa. Questo invece pare un approccio superficiale e parecchio maldestro.