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Il campione del mondo Moto3, José Antonio Rueda, sta per lasciarsi definitivamente alle spalle il difficile finale di stagione, segnato dal violento incidente che lo ha coinvolto insieme a Noah Dettwiler.
Dopo un lungo percorso di recupero, il pilota spagnolo è ora pronto per tornare in pista e affrontare una nuova sfida nella sua carriera: il debutto in Moto2, categoria in cui correrà con KTM dopo la conquista del titolo lo scorso anno.
Di recente Rueda ha fatto il punto sulla sua condizione fisica, sul passaggio di categoria e sugli obiettivi futuri nel corso di un’intervista rilasciata ad uno dei suoi sponsor, Pont Grup. Ecco le sue parole:
Innanzitutto, come stai vivendo la fase di recupero? Ti senti sicuro di essere al cento per cento per i test?
“La fase di recupero sta andando molto bene. Sono molto contento di vedere come sta evolvendo tutto e spero di arrivare ai test in buone condizioni”
Hai già provato una Moto2 quest'estate: come ti senti in sella e in quali aspetti pensi di poter sfruttare maggiormente la moto?
“È vero che la moto che ho provato in estate era piuttosto datata, quindi non saprei dirti con esattezza come sarà questa, visto che è cambiata molto negli ultimi tre o quattro anni. Per questo non ho ancora ben chiaro su quali aspetti sarà necessario concentrarsi maggiormente. Ho però chiari i punti su cui devo migliorare come pilota per adattarmi alla moto. È una moto nuova per me e il salto in Moto2 è molto diverso, quindi dovremo vedere come saremo nei primi test e nelle prime gare”
Sul tuo tecnico Jordi Gallardo: cosa ti ha dato il suo contributo e in che modo ha inciso sulla conquista del titolo?
“La verità è che per me ha significato moltissimo. In moto mi trasmette una grande fiducia ed era il cambiamento che chiedevo con più insistenza negli ultimi due anni. Il team ha reso tutto questo possibile e, grazie a loro, ho potuto godermi davvero questa stagione. Come dici giustamente, è stato il frutto di tanto lavoro e sacrificio, sia mio che della squadra. Insieme abbiamo conquistato il titolo, che per me è qualcosa di incredibile, un sogno che ho sempre avuto”
Pensi di poter mantenere sempre lo stesso approccio in pista anche con il cambio di categoria o inizialmente dovrai seguire altri piloti?
“All’inizio credo che dovrò seguire qualcuno per imparare, ma grazie a questo processo sono riuscito a migliorare molto anche come pilota. Ho imparato a gestire meglio la moto e a capire su quali aspetti devo continuare a lavorare. Grazie a tutto questo ho imparato anche a girare da solo per periodi più lunghi, a gestire meglio le situazioni e a prepararmi per una moto più grande, come quella che guiderò quest’anno. In una nuova categoria bisogna sempre continuare a imparare, soprattutto all’inizio, osservando gli altri per poter fare passi avanti”
Quando ti sei laureato campione del mondo la garà si è conclusa con una bandiera rossa. Come hai vissuto quel momento di confusione? Eri consapevole di essere già campione al tuo arrivo al parco chiuso?
“Ho capito di essere campione nel momento in cui ho visto la bandiera rossa. Durante la gara ho sempre cercato di restare tra i primi tre e non ricordo di essere mai sceso oltre la quarta posizione. Sapevo che il mio principale rivale era settimo o ottavo, che era esattamente il limite di cui avevo bisogno per diventare campione se avessi concluso tra i primi tre. Per questo, appena è stata esposta la bandiera rossa, ho capito subito di essere campione. È stato un finale un po’ strano, perché vincere un mondiale sotto bandiera rossa non è la cosa più emozionante. Quando sono arrivato al parco chiuso non c’era nessuno ed è stata una situazione piuttosto particolare, ma nonostante tutto me la sono goduta molto”
Come ti vedi in Moto2, una categoria in cui molti piloti hanno faticato nel loro primo anno? Perchè la Moto2 è una categoria così complessa?
“Penso che in Moto2 ci siano molti piloti con grande esperienza. Inoltre le moto sono molto simili tra loro, e questo rende estremamente difficile fare quella piccola differenza necessaria per stare davanti. È questo che, secondo me, rende la categoria così complessa”
Qual è il tuo desiderio per il 2026?
“Concludere bene l’anno e godermelo il più possibile, visto che sarà la mia prima stagione nella categoria. Imparare tutto ciò che posso e, se posso chiedere qualcosa in più, lottare per qualche vittoria”