Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Quinto al traguardo del GP di Balaton, Luca Marini analizza una gara purtroppo condizionata dagli incidenti alla prima curva ma anche da alcuni progressi fatti sulla Honda.
L'italiano riconosce di aver saputo sfruttare le circostanze favorevoli, pur sottolineando come il potenziale reale fosse probabilmente da top ten. Marini evidenzia inoltre i passi avanti sull'anteriore, mentre continua a individuare nella mancanza di grip al posteriore il principale limite della moto giapponese.
Ecco le sue parole ai microfoni di Sky:
Ieri ci avevi spiegato che potevi fare meglio oggi, il piano è stato rispettato?
"Si, diciamo che ho sfrutato il fatto che 5 piloti davanti a me sono stati eliminati alla prima curva. Il mio passo non era male, ho migliorato la moto e rispetto a ieri mi sentivo meglio. Oggi ho deciso di correre ancora con la soft dietro, la mancanza di grip mi ha sempre dato fastidio qui e stamattina con la media ero davvero lento, con la soft mi potevo difendere o almeno riuscivo a staccare forte. Se tutti i piloti davanti a noi fossero arrivati magari era un risultato più standard, magari nono o decimo, ma abbastanza bene, un weekend in cui abbiamo colto un'opportunità. Quest'anno dobbiamo sfruttare queste occasioni, non abbiamo fatto il salto di qualità che avremmo voluto"
Io ti vedo a posto sull'anteriore ma il posteriore.. Anche fuori da curva 1 ti vedevo in difficoltà. Cosa vi manca?
"Il passo oggi non era male, quando avevo strada libera ero abbastanza simile a Pecco, ho perso tanto tempo con Jack (Miller, ndr). Sono stato passato da lui perchè in curva 1 c'erano ancora detriti quando siamo arrivati al primo giro, mi si è chiusa davanti in modo strano, non me l'aspettavo, sono andato largo e ho perso molto tempo. La moto sul dietro manca grip e se non lo troviamo non gira abbastanza. In inserimento, l'anteriore diciamo che l'abbiamo sistemato molto, abbiam molta più fiducia. Sto cercando di piegare il più velocemente possibile, diciamo come fanno le Aprilia e le Ducati, ma non basta. Non riesco a girare abbastanza nella prima fase di inserimento, specialmente qui in curva 2 e 11 ad esempio, e devo sempre farla girare con il gas, questo però rompe il grip e quando la tiro su sto già spinnando e non accelero mai"
Luca poi ha aggiunto alcune cose parlando anche con i giornalisti dopo la gara:
Hai visto cosa è successo a Jorge Martin alla partenza, ha fatto tutto da solo?
"Sì, assolutamente. Non voglio dire che sia stato troppo ottimista, però secondo me ha provato a fare una staccatona per superare tutti. Io ho visto che gli è partito dietro"
Dopo un altro incidente alla partenza bisogna intervenire sulla griglia o sulle procedure?
"Intanto questo incidente è stato anche più brutto di quello di Barcellona. A Barcellona è stato sfortunato Zarco perché una gamba si è infilata in una certa maniera. Qui invece siamo stati fortunati che nessuno si sia fatto male, ma l'incidente è stato molto brutto"
Serve davvero un cambiamento?
"La pressione sui piloti oggi è enorme, forse più che in passato, perché ogni due anni potrebbe essere il tuo ultimo anno. Tutti vanno fortissimo e il livello è altissimo, quindi siete tutti lì a giocarsi il risultato che ti può far sbocciare la carriera. Parlo di quelli che non si giocano il mondiale, parlo di quelli nella giungla. Più posizioni riesci a guadagnare subito e più la gara diventa semplice, quindi tutti sono portati a rischiare tanto. Per il prossimo anno arriveranno già alcune cose molto importanti e secondo me saranno sufficienti per migliorare la situazione"