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Nel giovedì di Brno, Luca Marini è tornato a parlare di alcuni dei temi più caldi del periodo: dalla possibile eliminazione degli abbassatori già nelle prossime gare fino alle prospettive per il proprio futuro.
Il pilota Honda ha spiegato perché la rimozione dei dispositivi di partenza non dovrebbe avvantaggiare né penalizzare nessun costruttore, ha raccontato il contributo fornito agli ingegneri giapponesi dopo l'esperienza in Ducati e ha confermato la volontà di chiarire il proprio futuro entro la pausa estiva, escludendo al momento un passaggio in Superbike.
Ecco le sue parole ai giornalisti italiani:
La tua presenza al test di lunedì è legata alla situazione di mercato?
"No, assolutamente. Era una cosa che avevamo deciso già all'inizio dell'anno. Eravamo d'accordo da tempo su questa cosa e penso che sia comunque una mossa intelligente per entrambi"
Come interpreti la possibile eliminazione degli abbassatori già dalle prossime gare? È un primo passo verso il prossimo anno o una risposta agli incidenti recenti?
"Penso che sia un insieme delle due cose. È una richiesta che viene come un accordo tra tutte le parti coinvolte: MotoGP, piloti e case costruttrici. Tutti sono d'accordo su questa cosa perché, alla fine, nessuno viene realmente danneggiato dalla rimozione dei dispositivi. Perché in questo momento siamo tutti arrivati a un livello incredibile nelle partenze. Semplicemente ripartiremo tutti un po' più piano. Non credo che cambieranno molte cose e non penso che ci sia una casa che possa guadagnarci o perderci più delle altre. Torneremo tutti indietro di tre o quattro step e alla fine si parte più piano, ma tutti allo stesso modo"
Cosa sparisce dalla moto?
"Nel nostro caso una levetta che serve per agganciare il dispositivo. Sulla Honda devi tenerla premuta per bloccare la forcella. Sugli altri marchi non so esattamente come funzioni"
Da pilota ti dispiace perderli?
"Per me è uguale. Sicuramente è un passo avanti nella direzione di aumentare la sicurezza di questo sport. Ciò non significa che non vedremo più incidenti alla prima curva, ci saranno ugualmente, ma magari con meno probabilità"
Ti aspetti di definire il tuo futuro prima della pausa estiva?
"Da qui alla pausa"
La Superbike può essere un'opzione per il tuo futuro?
"In questo momento non rientra nei miei piani"
Quando sei arrivato in Honda, gli ingegneri ti hanno chiesto informazioni sulla Ducati?
"Sì, più o meno si. Però un pilota può dare soprattutto le proprie sensazioni. Posso spiegare cosa sentivo sulla Ducati e quali aspetti secondo me andrebbero migliorati sulla Honda, ma non posso certo fornire dati tecnici. Non conosco i numeri della Ducati, né i dettagli del telaio o delle sospensioni. Sono cose che un pilota non sa e probabilmente non saprà mai. Posso dare soltanto le mie indicazioni e le mie sensazioni per migliorare la moto"
Hai detto che vorresti decidere il tuo futuro entro la pausa. Se la Superbike non è nei tuoi piani, collaudatore Ducati avevi detto che non era un opzione, l'obiettivo resta la MotoGP?
"L'obiettivo è continuare a fare quello che amo fare e in questo momento non mi vedo da nessun'altra parte"
Marini ha poi aggiunto altre cose parlando con i media inglesi:
Che sensazioni hai in vista del weekend?
"È una delle piste più belle della stagione, penso per tutti i piloti. Sarà una bella opportunità per tutti per provare a stare davanti. L'anno scorso non è stato un weekend semplice per me perché arrivavo da un infortunio e fisicamente facevo un po' fatica. Quest'anno però abbiamo migliorato molto sia la moto sia me stesso, quindi possiamo provare a restare sempre nella top ten nelle pre-qualifiche. Questo è l'obiettivo principale, poi vedremo quale sarà il nostro potenziale. È vero che quest'anno tutte le moto sono cresciute molto e non sarà facile capire subito chi sarà davanti, ma noi proveremo a esserci"
Hai nuove idee per migliorare la qualifica, uno degli aspetti che vi ha dato più problemi?
"In Ungheria abbiamo già fatto un passo avanti. Ho fatto un buon giro e sono partito nono, che era un risultato in linea con il nostro potenziale attuale. Qui cercheremo di migliorare ancora un po' e di proseguire nella stessa direzione. Sarà molto importante chiudere le pre-qualifiche nella top ten perché a Balaton ho dovuto passare dal Q1 e non è mai facile fare la miglior prestazione possibile in Q2 avendo a disposizione una sola gomma"
Quanto sarà importante il test delle future MotoGP 850cc?
"Sinceramente, per questa stagione non molto. Per il futuro invece sarà sicuramente interessante. Penso che tutti i costruttori siano già a un buon punto e abbiano una buona base. Anche le gomme Pirelli sembrano essere sulla strada giusta. Vedremo dopo lunedì quali saranno le sensazioni"
Parteciperai ai test di lunedì?
"Sì"
C'è chi sostiene che senza abbassatore i piloti arriveranno alla prima curva a velocità più elevate. Sei d'accordo?
"No. Probabilmente dovranno frenare un po' prima. Secondo me la velocità non è il vero problema dal punto di vista della sicurezza. La differenza la fanno il layout della prima curva e della seconda. Si può avere un incidente pericoloso anche a 70 km/h, non serve andare a 150. Dobbiamo rendere la vita dei piloti un po' più semplice all'arrivo della prima curva. Senza questi dispositivi ci sarà una cosa in meno a cui pensare e sarà già un miglioramento importante"
In che modo gli abbassatori complicano la gestione della partenza?
"Oggi arriviamo al via con tantissime cose per la testa: attivare correttamente il dispositivo anteriore, non premere il pulsante sbagliato. Poi alla prima curva devi frenare fortissimo perché l'abbassatore porta la forcella sempre più giù. Con forcelle e molle molto rigide diventa davvero difficile"
Quando provasti per la prima volta questi dispositivi, quale fu la tua reazione?
"Non l'ho mai vista come una difficoltà aggiuntiva. Fa parte dello sviluppo tecnico. All'inizio però questi sistemi non abbassavano la moto così tanto e il vantaggio era limitato. Oggi invece il beneficio in partenza è incredibile. Sei felice di usarli perché puoi guadagnare tre o quattro posizioni già allo start e questo rende la gara molto più semplice. Oggi è molto più facile superare al primo giro che durante la gara"
La Honda è la migliore moto in partenza della griglia in partenza?
"Metterei sicuramente le partenze tra i nostri punti di forza. Non so se siamo i migliori in assoluto perché non posso confrontarmi direttamente con le altre moto, ma dalla mia parte riesco quasi sempre a guadagnare posizioni allo start. Dipende sia dal fatto che parto bene io, sia dal fatto che la moto fa sempre quello che mi aspetto. È molto prevedibile e questo fa la differenza rispetto ad altre moto che magari a volte partono meglio di noi ma altre volte sbagliano qualcosa. In Honda lavoriamo molto bene su questi dettagli, sia dal punto di vista tecnico sia insieme a meccanici e ingegneri. A Barcellona, ad esempio, sapevo che la mia moto numero due era quella buona per la partenza. Dopo l'incidente alla prima curva ho dovuto usare la moto uno per la terza gara e sapevo già che la partenza non sarebbe stata altrettanto efficace. Infatti ho impennato molto e ho perso posizioni. In Honda abbiamo tutto sotto controllo e credo che questo faccia la differenza"