MotoGP 2026 GP di Spagna. Brembo a Jerez, pista altamente impegnativa per i freni

MotoGP 2026 GP di Spagna. Brembo a Jerez, pista altamente impegnativa per i freni
Indice di difficoltà 4 (nella scala da 1 a 6), undici frenate al giro per 33 secondi complessivi. La curva più dura è la 6, la Pedrosa: 5”e 4/10 attaccati ai freni. Proprio a Jerez esordì, nel ’98, la pinza ad attacchi radiali e nel 2006 Capirossi…
22 aprile 2026

Secondo gli ingegneri Brembo che lavorano a stretto contatto con tutti i team della MotoGP per l’undicesimo anno, il Circuito di Jerez, 4.423 metri di lunghezza, rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 6 si è meritato un indice di difficoltà di 4, per effetto delle undici frenate al giro per complessivi 33 secondi e mezzo, pari al 35 per cento della gara. Tre frenate sono della categoria High, quattro sono Medium e altrettante Light. Le decelerazioni variano da 0,5 a 1,5 g a seconda delle curve.

La curva più dura del Circuito de Jerez Angel Nieto per l’impianto frenante è la 6, quella intitolata a Dani Pedrosa: le MotoGP passano da 295 km/h a 69 km/h grazie ad una staccata di 5,4 secondi, una delle dieci più lunghe del Mondiale in termini di tempo. I piloti esercitano un carico di 6 kg sulla leva del freno Brembo, subendo una decelerazione di 1,5 g mentre percorrono 254 metri e la pressione dell’impianto frenante raggiunge i 12,9 bar.

Proprio a Jerez debuttò la pinza radiale

A Jerez è legata una tappa importante della evoluzione Brembo: nel febbraio del 1998 la pista andalusa ospitò i test privati della Aprilia 250 e in quell’occasione, sulla RSV 250 di Marcellino Lucchi, fece il suo esordio la pinza ad attacchi radiali Brembo, la prima mai realizzata al mondo. Il responso fu subito positivo, tanto che nei giorni successivi nella sperimentazione furono coinvolti anche Loris Capirossi e Tetsuya Harada, i due piloti ufficiali, e Valentino Rossi del team indipendente ma dotato della stessa duemmezzo. Tutti i piloti intuirono che la nuova soluzione tecnica restituiva loro una maggiore sensibilità in frenata, grazie ad una maggiore rigidezza della pinza. Rispetto alle pinze ad attacco assiale che dettavano legge la resistenza al momento torcente è notevolmente superiore, riducendo al minimo le deformazioni elastiche. I vantaggi in termini di performance ma anche di feeling furono enormi e da lì a poco Brembo iniziò a produrre le pinze radiali per la 500, fissando il nuovo standard per gli anni a venire.

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Capirex nel 2006 dominava

Come da tradizione, il circuito di Jerez è il primo dei quattro tracciati spagnoli in calendario, nonché quello impiegato da più tempo: la prima edizione risale al 1987 e in totale sono 40 i Gran Premi del mondiale disputati a Jerez. Anche vent’anni fa, 2006, il campionato prese il via da Jerez e la Ducati fece doppietta in qualifica con Loris Capirossi in pole con 221 millesimi di vantaggio su Sete Gibernau. In gara, Capirex restò al comando dallo start alla bandiera a scacchi, rifilando 4 secondi di distacco a Pedrosa. Dotata di dischi Brembo in carbonio da 320 mm, la Desmosedici GP6 sembrava pronta a conquistare il titolo, ma avrebbe dovuto attendere il 2007 e l’arrivo di Casey Stoner per aggiudicarsi il suo primo mondiale.

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