GP della Rep. Ceca

GP della Repubblica Ceca 2019. Dominio totale di Marc Marquez

- Il numero 93 vince a Brno, davanti alle due Ducati di Dovizioso e Miller. Sesto Rossi, miglior pilota Yamaha al traguardo, ottavo Petrucci, 12esimo Bagnaia, 17esimo Iannone, che all’ultimo giro ha superato il compagno di squadra. Gara noiosissima: voto 4

BRNO - Non si batte Marc Marquez, nemmeno a Brno, dove l’anno scorso era arrivato terzo dietro a due Ducati. Anche nel 2019 ci sono due Desmosedici sul podio, ma sul secondo e terzo gradino del podio, in una gara che non ha avuto storia. Si è iniziato con 40 minuti di ritardo, perché un’acquazzone al termine della Moto2 ha bagnato la pista, ma il sole l’ha poi asciugata quasi completamente, con solo la curva 1 e le ultime due bagnate. Dopo il giro di allineamento, è iniziato il conciliabolo tra piloti, team manager, Loris Capirossi e la race direction, fino a che si è deciso di rimandare la partenza: arrivare con le slick alla prima curva bagnata sarebbe stato troppo pericoloso. Quando finalmente si è potuti partire, tutti hanno scelto la soffice posteriore, tranne Dovizioso e Petrucci con la media.

Sempre al comando

Scattato bene dalla pole position, Marquez è andato subito in testa e lì c’è rimasto: prima con Dovizioso, Rins e Miller racchiusi in un secondo; poi sempre più staccato, fino a correre in solitario. Il giro chiave è stato il 12esimo, l’esatta fotografia di una superiorità che sta assumendo contorni sempre più devastanti, per il campionato e per i rivali: nonostante l’ennesima chiusura di sterzo Marquez, che ancora una volta è riuscito a salvarsi, in quel passaggio ha girato mezzo secondo più veloce di Dovizioso. Il GP è finito lì.

Dovizioso, grande tenacia

Andrea ha provato in tutti i modi a rimanere attaccato al rivale, ma quando Marquez ha preso più di un secondo di vantaggio, ha dovuto cambiare obiettivo, difendendosi dal ritorno di Rins, arrivato fino a sette decimi dal codone della Ducati. Dovi ha reagito bene, è tornato a +1”2, ha mantenuto tranquillamente la seconda posizione, mentre Rins ha persino perso la terza, superato al penultimo giro da un tenace Miller, sempre più vicino alla riconferma. Per la Ducati un doppio podio che però non serve a nulla, se non a confermare che, senza il marziano Marquez, Dovizioso sarebbe di gran lunga il pilota da battere. Solo ottavo Danilo Petrucci, in difficoltà fin dalle FP1: ma qui Danilo ha corso non al meglio della condizione psicologica, una gara opaca ci può stare. Adesso Marquez è a +63, con nove GP da disputare: più di due gare e mezzo di vantaggio.

Rossi, prima Yamaha

Al quinto posto Cal Crutchlow, che dopo una partenza non entusiasmante ha guidato bene: a tre quarti gara, lui e Marquez erano nettamente i più veloci in pista, a conferma che anche Cal può guidare questa RC213V. Certo, non come riesce a fare l’extraterrestre, ma comunque la sua è stata una gara dignitosa, compromessa da brutte qualifiche. Al sesto posto Valentino Rossi, che torna a essere il miglior pilota Yamaha al traguardo: magra consolazione di una gara senza acuti, nella quale Valentino è riuscito a recuperare una sola posizione rispetto alla griglia di partenza. Alle sue spalle Fabio Quartararo, lento all’inizio, più convincente da metà gara in poi, mentre Maverick Vinales ha finito decimo, dopo aver sbagliato completamente la partenza: alla fine del primo giro era 15esimo. Vinales ha compromesso il suo GP in qualifica e il brutto scatto allo spegnersi del semaforo ha fatto il resto. Peccato. A terra Franco Morbidelli al primo giro, in una caduta che ha coinvolto anche Joan Mir. Pol Espargaro ha portato la KTM all’11esimo posto, davanti a un Pecco Bagnaia più convincente, mentre l’Aprilia ha chiuso 17esima e 18esima, con Andrea Iannone che ha superato all’ultimo giro il compagno di squadra. Ma siamo lontanissimi.

La classifica del GP della Repubblica Ceca

Pos. Points Num. Rider Nation Team Bike Km/h Time/Gap
1 25 93 Marc MARQUEZ SPA Repsol Honda Team Honda 164.5 39'24.430
2 20 4 Andrea DOVIZIOSO ITA Ducati Team Ducati 164.3 +2.452
3 16 43 Jack MILLER AUS Pramac Racing Ducati 164.2 +3.497
4 13 42 Alex RINS SPA Team SUZUKI ECSTAR Suzuki 164.1 +4.858
5 11 35 Cal CRUTCHLOW GBR LCR Honda CASTROL Honda 164.1 +6.007
6 10 46 Valentino ROSSI ITA Monster Energy Yamaha MotoGP Yamaha 163.8 +9.083
7 9 20 Fabio QUARTARARO FRA Petronas Yamaha SRT Yamaha 163.6 +12.092
8 8 9 Danilo PETRUCCI ITA Ducati Team Ducati 163.5 +13.976
9 7 30 Takaaki NAKAGAMI JPN LCR Honda IDEMITSU Honda 163.4 +15.724
10 6 12 Maverick VIÑALES SPA Monster Energy Yamaha MotoGP Yamaha 163.3 +16.558
11 5 44 Pol ESPARGARO SPA Red Bull KTM Factory Racing KTM 163.2 +18.234
12 4 63 Francesco BAGNAIA ITA Pramac Racing Ducati 163.1 +19.738
13 3 88 Miguel OLIVEIRA POR Red Bull KTM Tech 3 KTM 162.9 +22.539
14 2 5 Johann ZARCO FRA Red Bull KTM Factory Racing KTM 162.4 +30.459
15 1 6 Stefan BRADL GER Repsol Honda Team Honda 162.4 +30.500
16   53 Tito RABAT SPA Reale Avintia Racing Ducati 162.4 +30.755
17   29 Andrea IANNONE ITA Aprilia Racing Team Gresini Aprilia 161.9 +37.170
18   41 Aleix ESPARGARO SPA Aprilia Racing Team Gresini Aprilia 161.9 +37.343
19   17 Karel ABRAHAM CZE Reale Avintia Racing Ducati 161.5 +44.296
20   50 Sylvain GUINTOLI FRA Team SUZUKI ECSTAR Suzuki 161.1 +48.938
Not Classified
    55 Hafizh SYAHRIN MAL Red Bull KTM Tech 3 KTM 162.2 14 Laps
    21 Franco MORBIDELLI ITA Petronas Yamaha SRT Yamaha   0 Lap
    36 Joan MIR SPA Team SUZUKI ECSTAR Suzuki   0 Lap
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Commenti

  • Campiglio1956, Lugagnano Val d'Arda (PC)

    Quello che ha fatto vedere MM è qualcosa di unico: gli angoli di piega, l'impostazione della curva con l'anteriore che fa da perno, il modo di rialzare la moto con il ginocchio quando sta cadendo, il modo di guidare a gomme finite (per gli altri)... ecc
    Ad oggi mai nessuno si era spinto talmente avanti; in tanti però ricordano solo un paio di episodi e ne dimenticano tanti altri.
    E questo non fa onore né agli sportivi ma nemmeno ai tifosi che dimostrano di avere il prosciutto, il salame e la mortadella sugli occhi.
  • gavo73

    @king & Co... comunque io non ho detto che mm non sia un fenomeno, sarei cieco, se lo affermarsi. Però niente, come stereotipo di campione, come dire, ha fatto belle imprese, ma di leggendario ne deve fare ancora, secondo me, per essere annoverato, oltre ai numeri, nell'olimpo del motorsport dove, a mio avviso, ci sono piloti che hanno vinto anche un solo mondiale, o niente come Falappa e il Sic, per esempio,eppure nell'olimpo ci sono in compagnia del 34 Suzuki, di biaggi alla sua prima gara in 500,e di vale a donington 2000. Se poi vediamo i soli numeri, anche il vale ha vinto comodo, in certi anni Honda, e non sono quelle le sue imprese. Delle volte mi viene da pensare che se mm, nel 2015,si faceva i fatti suoi, correndo solo per vincere e non per fare perdere un altro, oggi sarebbe più bello e simpatico e probabilmente pronto per l'olimpo di cui sopra...
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