ESCLUSIVO - Intervista con Jorge Lorenzo, nuovo coach di Maverick Vinales: "Vi racconto un segreto sul 2015. Bagnaia? Avrebbe bisogno di uno psicologo sportivo. Io come Cristiano Ronaldo, mi piace Pedro Acosta" [VIDEO]

ESCLUSIVO - Intervista con Jorge Lorenzo, nuovo coach di Maverick Vinales: "Vi racconto un segreto sul 2015. Bagnaia? Avrebbe bisogno di uno psicologo sportivo. Io come Cristiano Ronaldo, mi piace Pedro Acosta" [VIDEO]
Ora è ufficiale: Lorenzo e Vinales lavoreranno insieme nel 2026. Lunga intervista con il 5 volte campione del mondo: "Io come Cristiano Ronaldo, mi piace Pedro Acosta, è old school, l'80% dei piloti MotoGP pensa a troppe cose, fidanzate, cani, feste..."
21 novembre 2025

ValenciaJorge Lorenzo ha rilasciato un'intervista esclusiva a Moto.it in cui ha svelato retroscena sulla sua carriera e analizzato il presente della MotoGP.

Il cinque volte campione del mondo, che è diventato ufficialmente coach di Maverick Viñales nel 2026, ha raccontato di un segreto del 2015: utilizzava una criosauna a -180° nel suo motorhome per recuperare più velocemente, nascondendo tutto a Valentino Rossi.

Lorenzo ha poi elogiato Pedro Acosta, definendolo "l'unico ossessionato dalla vittoria", più di Márquez, e ha commentato le difficoltà di Pecco Bagnaia, suggerendogli di rivolgersi a uno psicologo sportivo come fece lui stesso nel 2008-2009.

Infine ha ricordato la storica rivalità con Dani Pedrosa, che nel 2008 rifiutò di stringergli la mano e solo l'intervento del Re di Spagna li fece riavvicinare, parzialmente!

Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Tu hai molti tifosi in Italia. Come mai secondo te?

"La MotoGP è sempre stata importante in Italia come in Spagna. Valentino ha fatto un grande incremento della popolarità dello sport nel vostro Paese e io sono stato uno dei rivali di Valentino per il titolo tanti anni, anche il suo compagno di squadra, quindi la gente mi conosce"

A Misano, durante la premiazione delle leggende MotoGP, Valentino ti ha salutato in modo molto caloroso prima di salire sul palco...

"Il rispetto sempre c'è stato. Lui mi rispettava tanto perché sapeva che ero un rivale tosto e anche io evidentemente lo rispettavo perché quando sono arrivato nel 2008 come suo compagno di squadra era il top, era il re della MotoGP. Quando metti due galli con voglia di vincere nello stesso pollaio, succedono delle tensioni e delle rivalità estreme. Non saremo mai migliori amici, però dopo che tutti e due abbiamo smesso la verità è che la relazione è molto più tranquilla, molto più cordiale, molto più bella e questo mi fa piacere"

Hai creato il canale YouTube "Dura la Vida" con un'appendice italiana...

"L'abbiamo iniziato un anno e mezzo fa, prima di cominciare il Motomondiale 2024. Ha avuto un grande successo già da subito con 200.000 visualizzazioni nel primo episodio. Il segreto è stato che abbiamo messo sul tavolo dei professionisti che sanno molto di moto e di gare. A metà anno con l'amico Ruben Xaus, storico della Superbike e che parla molto bene italiano, abbiamo fatto 'La Chiacchierata' in italiano. I commenti degli italiani sono sempre molto positivi"

Márquez è arrivato in Ducati, ha vinto, poi si è infortunato e ora il team ufficiale è fuori dalla Q2. Come la leggi?

"I piloti quando hanno difficoltà e i risultati non escono, cominciano ad avere dei dubbi su se stessi... fai dei cambiamenti per trovare una soluzione molto veloce che magari non è corretta e ti porta fuori strada perché sei un po' alla disperata. Questo non ti fa lavorare con calma, con positività, con entusiasmo"

Stai parlando di Bagnaia?

"Sì. Bagnaia era in una posizione perfetta in Ducati: due volte campione del mondo, italiano, moto italiana, numero uno. È arrivato Márquez che subito è andato più forte e questo ti fa innervosire, avere meno confidenza in te stesso, cominciare a dubitare tanto, a perdere l'entusiasmo. Secondo me Pecco ha perso questa fiducia in se stesso e questo entusiasmo, è un po' troppo negativo. Deve recuperare l'allegria subito perché sennò rischia che il prossimo contratto cominci ad avere difficoltà"

C'è mai stata una situazione come quella di Bagnaia quest'anno? Come potrebbe sopportare un altro anno così?

"Speriamo che l'avere tre mesi di vacanze, il provare una moto anche un po' nuova gli faccia bene. Fare uno stop, avere tempo per staccare i pensieri negativi. Però secondo me Bagnaia ha bisogno di qualcuno che lo aiuti da fuori: qualche coach, Valentino dalla VR46, andare da uno psicologo sportivo. Io l'ho fatto in certi momenti della mia carriera, molti lo hanno fatto. Deve ritrovare la positività, l'entusiasmo. Pecco è come minimo all'altezza di Alex Márquez, non è inferiore"

Chiaro, tornando allo psicologo: tu sei stato il primo nel 2008-2009 a usare uno psicologo sportivo nella MotoGP...

"Magari sono stato il primo nel motociclismo, però nello sport lo psicologo sportivo esiste dagli anni 60-70, quindi non è una cosa che mi sono inventato io. Bisogna essere umili, non avere ego e dire: guarda, ho un problema, vado a provare. Magari vai dallo psicologo e non ti cambia nulla, o magari sì. Andrea Dovizioso per esempio nel 2017, prima del Motomondiale, ha cominciato a lavorare con uno psicologo e gli ha cambiato il suo modo di pensare, ha cominciato ad avere più fiducia in se stesso. Era lo stesso pilota, la tecnica non era cambiata, ma aveva cambiato la testa, la sua convinzione"

Pedro Acosta: io l'ho paragonato a Max Verstappen, cioè un giovane fortissimo ma a cui manca un po' il mezzo per arrivare...

"È una bella similitudine, perché Verstappen è uno che da piccolo ha avuto il talento e ha avuto la disciplina, è un pazzo dell'allenamento e del miglioramento continuo. Pedro è un po' così, si allena tantissimo dalle 6 del mattino alle 8 di sera. È un animale. Márquez è un po' così. Pedro mi ricorda molto Verstappen perché sono animali competitivi, vogliono competere, va con la moto da motocross, con lo scooter, con la supermotard, con il trial e vuole sempre competere, competere, competere"

Qualche tempo fa ho fatto un'intervista ad Aldeguer, poi qualche tempo dopo ad Acosta. A entrambi ho chiesto quali fossero i loro sogni. Aldeguer mi ha detto: come pilota vincere in MotoGP e come uomo avere tre figli e una famiglia. Quando ho riportato la risposta di Fermin ad Acosta, Pedro ha sbuffato (SI VEDE QUI 😂)  e poi ha detto: come uomo e come pilota vincere in MotoGP, che ne pensi?

"Questa è la differenza. Aldeguer è molto forte, può diventare campione del mondo, però secondo me non è ancora un animale competitivo. La sua ossessione non è così forte. Invece l'unico motivo per il quale Acosta si sveglia al mattino è diventare campione, e lo diventerà. Quando sei ossessionato e vincere è l'unica soluzione che hai nella vita, alla fine lo fai. Ayrton Senna era uguale"

Hai letto il libro di Agassi e hai visto il film sulle sorelle Williams?

"Sì"

Sono storie simili alla tua con tuo padre...

"Ci sono degli sportivi che hanno un amore-odio della disciplina e dell'essere sempre sotto pressione, tipo Agassi. Si è sacrificato molto all'inizio, ma dopo si è un po' perso, a metà carriera, tra ragazze famose, passerelle. Mike Tyson anche. Invece Verstappen e Acosta fino adesso non si sono persi, non perdono il focus delle cose che non sono importanti. Secondo me l'80% dei piloti di MotoGP hanno un po' troppe cose nella testa: fidanzata, cani, feste, eventi. Verstappen, Acosta, Senna, Schumacher, Márquez volevano solo vincere, essere migliori ogni giorno"

Tu ti inserisci tra quelli che pensavano solo a vincere?

"Secondo me ero molto simile a Cristiano Ronaldo, ho investito molto nel mio sport. Ti faccio un esempio per farti capire il grado di ossessione che avevo: avevo comprato un motorhome che si faceva a pezzi per farlo al mio gusto, non come gli altri che sono standard: io potevo assemblarlo diversamente a seconda del bisogno. Ho fatto mettere una criosauna dentro, mi mettevo a -180° per 3 minuti dopo ogni sessione per recuperare. Dovevamo trovare un posto dove facevano l'idrogeno molto vicino al circuito, su ogni paese. Il mio assistente doveva andare anche a 100 km per prenderlo. Questo l'ho fatto nel 2015"

E nessuno lo sapeva?

"Lo volevo mantenere segreto perché sempre mi mettevano il motorhome di Valentino a fianco. Dicevo al mio assistente di metterlo in modo che non si vedesse. Doveva montare l'idrogeno in modo che nessuno lo vedesse, neanche l'assistente di Valentino. Non volevo che nessuno lo sapesse, neanche il mio manager lo sapeva, tutto questo solo per mantenere il segreto e avere un vantaggio competitivo. Portavo una dottoressa, il fisioterapista, tutto, tutto. Facevo di tutto e investivo di tutto per essere più forte ogni giorno. Cristiano Ronaldo uguale: le 12 ore del giorno le investe solo ad essere migliore"

Ora gli sportivi si vedono nei video che si immergono nell'acqua fredda. Tu lo facevi solo perché sapevi che ti dava tanto miglioramento, ora non lo fai più vero?

"Sì, adesso perché dovrei farlo? Per cosa? Magari per salute, per la pelle, però no. È tremenda quella cosa. Devo vincere al supermercato adesso? No, però è così nella vita, nello sport. Se vuoi essere il migliore in qualsiasi sport del mondo, devi avere il talento e devi lavorare più degli altri"

Ho letto il tuo libro che si intitola "Frena, Curva e Gas". Lì ho scoperto che sei appassionato di pittura. Dipingi ancora?

"Sono stato sempre molto creativo, ero molto bravo. Sono bravo con le mani, ho molta sensibilità. Da piccolo vincevo sempre i concorsi di disegno. Invece in matematica ero il peggiore, orribile nei numeri. Mi piace fare investimenti, però non sono bravo con la matematica. Nel disegno ero super creativo, super bravo, super realista. Dopo ho perso questa pratica, non ho più dipinto. Però l'idea per il casco da astronauta, la Black Mamba, Lorenzo's Land, il 99 con Angelo e Diavolo, tutto è venuto dalla mia creatività"

Sul casco da piccolo c'era scritto Giorgio perché tuo padre ti chiamava così. Quando ha cominciato Dall'Igna a chiamarti Giorgio?

"Magari ha sentito mio padre che mi chiamava così e gli è rimasto. Ho conosciuto Dall'Igna in Derbi, perché lui era il capo tecnico nel 2004 e subito è nata la scintilla tra noi"

È stato difficile all'inizio?

"Nelle prime tre gare praticamente non ho preso nessun punto perché il telaio nuovo, che aveva creato Dall'Igna, non mi dava buone sensazioni, un po' come adesso Bagnaia (ride, ndr). Ho fatto 15°, 16°, 20° nelle prime tre gare. Siamo dovuti tornare al telaio del 2003 per ritornare al podio. A metà anno mi hanno messo il telaio di Dall'Igna un po' modificato e ho cominciato a sentirmi bene. Ho vinto quattro gare quell'anno e ho fatto quarto nel mondiale"

Ti ricordi tutti i risultati di tutti i tuoi anni in serie?

"Adesso non tutti, non tutte le gare, però magari l'80% sì"

C'è un aneddoto nel libro sul Re di Spagna che fa fare pace a te e Dani Pedrosa.

"Avevo una grande rivalità con Pedrosa, già dal 2001, quando io avevo 14 anni e lui 16. Lui mi vedeva come quello un po' più giovane che voleva arrivare. Molta rivalità, anche perché i due manager si odiavano. Anche io e Dani ci odiavamo, dichiarazioni sempre molto forti sui giornali, era un odio molto forte. Nel 2008 dopo la qualifica ho provato a dargli la mano per congratularmi, ho fatto la pole position e lui secondo, ma non ha voluto darmela perché diceva che avevo parlato male di lui sulla stampa. Colin Edwards che era terzo ha cominciato a ridere con me. La notizia si è sparsa tanto che è arrivata al Re di Spagna"

E quindi il Re è intervenuto?

"Il Re è venuto la domenica, sapeva questa storia. Penso che lui abbia vinto, io ho fatto terzo. Dopo il podio, dopo lo champagne, abbiamo trovato il Re con Dani e ha detto: ragazzi dai, datevi la mano. Ci ha fatto dare la mano"

E da lì è migliorato il rapporto?

"No, però ha cominciato a migliorare nel 2011, 3 anni dopo. Tre anni senza salutarci. Invece adesso i piloti sono tutti amici, tutti like, tutti 'che bravo che sei, sei il numero uno'. Io penso che lo sport abbia bisogno di rivalità perché sennò... tutti amici, tutti non so. Pedro Acosta è uno che mi piace perché non viene per fare amicizia. Anche Marc volendo. ma il più estremo è Acosta"

Caricamento commenti...